Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019)
PUBBLICATA LA CLASSIFICA FINALE | e-book del Premio | Interviste ai vincitori
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Il giardino dell’attesa


Testo proposto da LaRecherche.it

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 16/10/2017 12:00:00

 

*

 

Lui arriva ogni volta che ti allontani

e ti aspetta accucciato sui gradini davanti

al portone di casa, con indosso quella sbiadita

tuta da meccanico che puzza di nafta,

vicino e tuttavia lontano come il lampo

che si arriccia su per il Monte Lifoi.

Si sorregge il mento e rimane in attesa

mentre il cielo s’abbruna

senza poi nemmeno muovere un braccio

per salutare, con uno sguardo che ti trapassa.

Non ti chiede dove sei stata, con l’aria di uno

che ti sopporta e ti ignora.

Eppure tu sai sempre come strinare

la sua memoria con la fiamma, lui si alza,

e basta un niente, che ti sfila il giubbotto,

che ti stringe, non molto, solo sentirti.

 

 

 

Ancora e sempre

 

Ancora e sempre, anche se conosciamo

il cimitero del paese: respiro di cipressi,

silenzio di immagini. Noi lingua ove le lingue

cessano, Tempo a picco nel corso

dei dolori che consumano,

 

ancora e sempre, anche se le orme dei colombi

finiscono nel vuoto all'improvviso

e confusamente sussurra il torbido del fiume,

 

ancora e sempre saliamo in giardino, ove i rami

riducono il loro peso come se sentissero

con le foglie

                         la mortale infinità.

 

 

 

Un bruco qualunque

 

Un bruco qualunque andava a passeggio

alla sia goffa maniera,

lordandosi di polvere.

 

Si trascinava dietro le tenui vibrazioni

del respiro

vedendole riflesse lungo i muri,

in ritmi, disegni, forme

d'una sintassi che produce

cose aeree come il vento e la luce.

 

 

 

[ da Il giardino dell'attesa, Samuele Editore ]

 

 

 

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

La Redazione, nella sezione Poesia_settimanale, ha pubblicato anche:

:: Ciro ci ha detto che gli figlia l’asina (Pubblicato il 22/04/2019 12:00:00 - visite: 95) »

:: ante meridiem (Pubblicato il 15/04/2019 12:00:00 - visite: 169) »

:: In memoria (Pubblicato il 08/04/2019 12:00:00 - visite: 207) »

:: Il nome che ti manca (Pubblicato il 01/04/2019 12:00:00 - visite: 204) »

:: Dalla cripta (Pubblicato il 25/03/2019 12:00:00 - visite: 242) »

:: Fiori nati su roccia (Pubblicato il 18/03/2019 12:00:00 - visite: 220) »

:: Rifrazioni (Pubblicato il 11/03/2019 12:00:00 - visite: 236) »

:: Poemas soterrados e desterrados (Pubblicato il 04/03/2019 12:00:00 - visite: 272) »

:: Tempora (Pubblicato il 25/02/2019 12:00:00 - visite: 252) »

:: Essere realtà senza vergogna (Pubblicato il 18/02/2019 12:00:00 - visite: 406) »