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Macchia cieca; Corredo; Schegge


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 23/04/2018 12:00:00

 

MACCHIA CIECA

 

C’è un sentiero fiorito che ritorna,

talvolta, frantumando le abitudini

dei giorni amari, dei pensieri morti,

di questa pioggia fine sulle strade

nere e guardinghe. Eppure è un’illusione,

lo so: non c’è mai niente che ritorna

davvero, e forse il viso di mia madre

che sorride in giardino sarà sempre

più lontano da me, da questa vita,

come una macchia cieca nella sera.

 

 

CORREDO

 

Quanti sogni nascondono gli armadi!

Fiori nei lini, broccati, lenzuola

ripiegate con cura nel silenzio

degli anni. Quanto sole nei cassetti,

adesso che se ne vanno le sere!

Quante porte sono rimaste chiuse

mentre il corredo andava fuori moda:

il legno vecchio odora di cantina,

anche il cielo è un lenzuolo senza nubi,

esanime in un brusio di cicale.

 

 

SCHEGGE

 

Oggi settembre è azzurro nonostante

l’angoscia ci sconfigga, a volte, e lasci

labbra di fiele e sacchi di fatica.

C’è così tanta vita nell’autunno

imminente: basta il coraggio antico

di fermarsi, ogni tanto, per guardare

il cielo e non pensare che le lacrime

scendano invano. In fondo siamo fatti

di polvere, schegge di un’altra luce.

 

 

 

[ Poesie terze classificate alla IV edizione (2018) del Premio Letterario Il Giardino di Babuk - Proust en Italie | scarica gratuitamente l'e-book del Premio: www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=229 ]

 


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