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Su coloro che amiamo in assenza

di Federico Zucchi
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Pubblicato il 12/01/2018 23:39:17

Su coloro che amiamo in assenza

Con la sua
esausta pazienza
il tempo impone
il suo camice bianco
e fa nevicare ovunque
la terra si lasci spogliare.

Ma nulla ti impedisce
di confidare
più nell'orma
che nella risacca,
di prestare più attenzione
al confabulare di un sogno
nei pressi dell'alba
che all'azione erosiva
del vento sul nome.

Restano infatti gli spasimanti
dell'ombra a tenere le fila
degli amori distanti, restano
i cornicioni nascosti, la telepatia
dei lampioni notturni a farci
voltare in mezzo alla folla
al cospetto di una speciale
visione che ti porta
a sondare
l'eterno nel cuore.

Ogni grande amore è
un amore contemporaneo
e si alimenta da solo
nei sottopassi delle stazioni
nei banchetti di giugno
a cui non viene invitato,
nei parlatori alle due
del mattino, nei romitori
sul lungomare d'inverno
con il cielo che alberga
camerieri di luce.

Così si ravviva il fuoco
degli amori trascorsi,
così si dipana la storia
delle strade interrotte,
come antica promessa
rimasta più forte
di ogni scomparsa.

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