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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Andato

di Alberto Rizzi
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Pubblicato il 09/08/2019 22:53:45

E' nel prosieguo della vista

                                          che ti s'incolla al cuore ogni momento

 

un sovrapporsi statico di cicale

genera continue trasparenze

di finestre sopra altre finestre

e di immagini aspre

                              a guisa

 

                      (per esempio)

 

d'una casa irta di comignoli

                 vuota d'anime

con il tetto slabbrato

per le molte intemperie

ed erbe dalle foglie dentate

a piantumare l'odio

                              ricòrd'amàro e mairimòsso

 

ma la bava d'aria

nel calore dell'inverno che fonde primavera

                                                                   aiuta

 

Compare la superficie appena mossa

d'un mare amico

                antico

si fonde con la tovaglia appena increspata

d'un tavolo anch'esso d'anni andati

                                                      come le finestre al muro immaginate

e che anni visse in un tinello antico

                                             amico

 

è anche il rombo del gabbiano

planante alla murata in pietra

in riva a un lago maiscordàto

                                             come quel vecchio Caravelle

che vola incontro a infanzia

 

S'acquieta ora il respiro

                                    sincronizza mese con mese

nel cuore dei ricordi

                               le formiche percorrono i piedi nudi

in totale tranquillità

 

una nebbia priva di calore

fonde le distanze

oltre la vera finestra aperta

        le stagioni che

altrimenti

               s'accavallerebbero impetuose

 

Il ronzio d'un'ape là fuori

spalanca le porte d'un fiore

e come per andare

s'apre anche il ricordo d'una gravina

in bosco asciutto al limite di schianto

                                                         era estate

e lo sarà ancora per sempre

davanti a quella frattura

così netta e obliqua

 

                       (scisto che scivola su scisto)

 

colpo al cuore

comm' se muy dangeroso

quel momento il fusse

 

Sincronizzato quieto il respiro

all'attimo secco del taglio

                                       che infine porta stacco

dagli occhi degli astanti

 

Le cicale persistono

                               fusa quet'estate a un novello inverno

 

 

(liberamente ispirata al racconto breve

di Antonio Amato "La sartina del Lago di Como",autopubblicato nel 2019;

 

tratta dalla raccolta inedita

"Il mestiere e altri accidenti")


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