:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Articoli
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 9593 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Mon May 25 18:21:03 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Pascoli: dal nido alla nazione

Argomento: Letteratura

di Francesca Luzzio
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti gli articoli dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 23/04/2012 08:20:43

PASCOLI: DAL NIDO ALLA NAZIONE
Dal nido alla nazione, ossia dalla piccola alla grande famiglia . Passaggio arduo, difficile se non si comprende appieno l ambigua personalit e la complessa visione della vita e del mondo di Giovanni Pascoli. Anche la sua produzione letteraria in linea di massima suddivisibile in due campi semantici le cui parole chiavi sono il nido e la nazione. Il campo semantico del primo comprende: Myricae, I poemetti,I canti di Castelvecchio, diciamo in genere, la produzione definita decadente di Pascoli , anche se per molti aspetti sono inseribili anche i Carmina, espressione della profonda cultura classica del poeta; il campo semantico della seconda comprende: Odi ed inni, I poemi italici, Le canzoni di re Enzio, I poemi del Risorgimento,insomma la produzione pi propriamente nazionalista, in cui il poeta emula il maestro Carducci e lamico-rivale DAnnunzio. Letteratura e vita sono strettamente connessi tra di loro e la produzione poetica di Pascoli esemplifica tale asserzione, infatti non si potrebbe capire come da persona umbratile e schiva sia diventato fervente nazionalista se non tenessimo conto della suddetta correlazione, la cui lontana origine romantica (M. De Staӫl: La letteratura espressione della societ che lha prodotto) non ne vanifica la perenne attualit.
Pascoli ,dopo uninfanzia felice trascorsa in campagna , a contatto con la natura che proprio allora impara ad amare,conosce il lutto: egli appena dodicenne quando viene ucciso il padre, da sconosciuti che tali rimangono per sempre . Alla morte del padre segue nel giro di pochi anni la morte della madre e di tre fratelli, fra cui il maggiore, Giacomo, per cui la responsabilit di capofamiglia viene a gravare sulle spalle di Giovanni, che con difficolt gestisce le condizioni economiche sempre pi precarie. Questa serie di catastrofi che distruggono la numerosa e felice famiglia ,o meglio , come questa viene chiamata da G. Barberi Squarotti in Simboli e strutture della poesia del Pascoli, il nido, portano il poeta a pensare che luniverso e la vita siano un mistero incomprensibile e la terra un atomo opaco di male(in Myricae, X Agosto), aggravato dallinsensata crudelt degli uomini. Tale stato danimo determina in lui un confuso e forte spirito di ribellione che lo accostano alle idee anarchico- socialiste di Andrea Costa ,suo compagno di studi universitari e ci lo indurr a partecipare ad una manifestazione a favore di Passanante,lattentatore di re Umberto I. Processato ed assolto, Pascoli ripiegher su un ideale astrattamente umanitario ed interclassista,per cui ognuno deve contentarsi di ci che possiede. dedito allinsegnamento,infine ottiene a Bologna la cattedra di letteratura italiana che era stata di G. Carducci, che tanto influisce insieme a Dante e Leopardi soprattutto nella sua formazione culturale. Intanto cerca di ricostruire il nido domestico vivendo con le sorelle Ida e Maria, fino a quando la prima non si sposa, con grande delusione di Giovanni che rester a vivere solo con Mari in una casa di Castelvecchio di Barga, che, prima presa in affitto,successivamente riuscir a comprare, grazie anche alla vendita delle medaglie doro vinte per tredici volte nei concorsi di poesia latina ad Amsterdam. In nome della sacralit di quel poco che resta del ricostruito nido domestico, rinunzia ad un eventuale matrimonio. In ambito politico,lumanitarismo interclassista,agli inizi del nuovo secolo appare ormai anacronistico, visto che nella crisi determinata dal graduale tramonto del Positivismo di cui aveva pur accettato le linee di fondo,si afferma unaggressiva ideologia nazionalista che coinvolger anche lItalia e che indurr allambizione colonialista. Nel discorso La grande proletaria s mossa, Pascoli condivide la campagna coloniale in Libia, perch la considera un opportunit per porre fine allemigrazione e quindi alla povert delle masse contadine, ma anche una missione civilizzatrice. Cos il poeta umbratile, schivo,legato al nido domestico, allarga il concetto di nido sino ad includere lintera nazione ed oltre, insomma lItalia diventa il grande nido da curare e proteggere. Da quanto detto emerge una personalit complessa non descrivibile in modo lineare, n in ambito privato, n in ambito pubblico, comunque sinteticamente possiamo dire che in seguito alle vicende drammatiche della sua adolescenza, lintero percosso dellideologia e della poesia di Pascoli appare caratterizzato da una sorta di regressione verso il calore e gli affetti del microcosmo familiare perduto,di un nido ove rinchiudersi per tenersi lontano dal mondo e dalla storia. Solitudine , disorientamento ,introversione lo legano pi ai morti che ai vivi, lo inducono a rivivere, rielaborandolo quasi miticamente, il mondo dellinfanzia: la campagna, con i suoi odori e i suoi colori, i suoi familiari morti ,la voce della madre che al rintocco delle campane gli canta la ninna-nanna ,oltrech a considerare e vivere lattrazione verso laltro sesso, come sostiene De Benedetti, con atteggiamenti tipici degli stadi infantili: trasgressione che porta a fantasie solitarie, tab, oscenit da sfuggire, tradimento di quel nido che faticosamente aveva voluto ricostruire. Il poeta vive cos una castit forzata, impostasi,non sempre tuttavia serenamente accettata,ma al contrario patita spesso come sofferenza ed ansia, sino ai limiti della nevrastenia. In una lettera alle sorella scrive: ho vissuto senza amore, non per incapacit damare,ma perch mi dovevo dedicare solo a voi . Sar nevrastenia, sar autosuggestione, sar effetto della mia vita forzatamente casta e orribilmente mesta, ma io passo certe ore ,meglio certi giorni in cui mi pare di dovere morire. La vicenda personale presenta omologia con quella della produzione poetica in cui ,come attestano le aggiunte e i vari ordinamenti di Myricae dopo il 1892,Pascoli sviluppa il compianto dei morti reinterpretando lintera storia della sua famiglia e la sua propria in base allevento delluccisione del padre, per bisogna notare che questo processo di ricostruzione del romanzo dellorfano, ,come lo chiama il gi citato De Benedetti, ha luogo quando lorfano ormai uomo maturo e che diventa figura funebre dominante non quella del padre assassinato, ma quella della madre. Senza dubbio, con questo ritorno al passato e ai morti ,con questa adesione totale ai vincoli di consanguineit, si connette la vicenda delleros: quanto pi Pascoli ha esibito il mito della propria famiglia, il mito del nido,stretto intorno al fantasma della madre ,tanto pi i lettori, scaltriti alla luce della psicanalisi, hanno sospettato che lostentazione mascherasse una qualche inconfessata devianza, ma si nellambito del puramente congetturale e perci bisogna procedere con prudenza . Negli anni sessanta luso di spunti interpretativi mutuati dalla psicoanalisi diventata una pratica corrente,ma gi prima Pasolini in un famoso saggio su Pascoli, uscito per la prima volta nel 1955 sula rivista Officina, chiude la storia psicologico-stilistica del poeta con parole assai penetranti:nel Pascoli coesistono,con apparente contraddizione di termini, unossessione tendente patologicamente a mantenerlo sempre identico a se stesso,immobile, monotono e spesso stucchevole e uno sperimentalismo che, quasi a compenso di quella ipoteca psicologica ,tende a variarlo e a rinnovarlo incessantemente. Il giudizio di Pasolini quindi non solo evidenzia il carattere ossessivo della tematica del nido, ma propone come antidoto lo sperimentalismo stilistico che caratterizza Pascoli , infatti il poeta realizza soluzioni formali innovative che aprono la strada alla poesia novecentesca. Tuttavia non tutti i critici vedono in tali innovazioni un antidoto alla monotonia esistenziale, infatti Contini, grande filologo e critico che ha analizzato le varie componenti del linguaggio del poeta, sostiene , con chiaro riferimento alle posizioni desanctiane, che un linguaggio normale sottende una visione delluniverso normale,unidea chiara e precisa,gerarchizzata, invece un linguaggio eccezionale, come quello di Pascoli, in cui accanto alle forme grammaticalmente strutturate compare un linguaggio pregrammaticale (onomatopee) e post-grammaticale (lingue speciali, gergo misto,termini tecnici, arcaici), significa che il rapporto tra lio e il mondo critico . Si pu aggiungere che proprio tale motivo, ossia la criticit del rapporto del poeta con il mondo consente, al di l del dramma familiare, dinserire a livello storico-ideologico, il processo regressivo di Pascoli, nella fase saliente della crisi dellintellettuale del secondo Ottocento,caratterizzato da un notevole sviluppo industriale. Il poeta patisce in particolare il declino del Positivismo, nel cui alveo si era da giovane formato e si rende conto che la scienza e la tecnica dopo aver distrutto i valori tradizionali, non hanno saputo sostituirli con una nuova fede, non sono riuscite a dar risposte, lasciando luomo solo,disorientato di fronte al mistero del dolore e della morte, di fronte allinconoscibile , allignoto, allinfinito verso cui luomo naturalmente tende. Tale ansia trascendentale tuttavia non si tradusse mai in un credo e ci ha ulteriormente alimentato lo smarrimento e langoscia di un animo gi duramente provato dalle tragedie familiari. Come sostiene Barberi Squarotti, il rifiuto della civilt contemporanea ,variamente vissuto dagli intellettuali, attraverso la ribellione, ledonismo o il rifiuto radicale dei valori tradizionali, viene manifestato dal Pascoli attraverso il ripiegamento su se stesso, chiudendosi nel privato ,nel calore del nido,che per, in un certo senso ,diviene anche un ambiguo sostituto di una normale relazione amorosa con laltro sesso. Dunque il nido rifugio, rifugio dalle insidie della realt esterna, sia a livello personale: lattrazione verso laltro sesso o il suo stesso sesso(pura ipotesi !), sia a livello storico,infatti le idee politiche e sociali del poeta nascono dallangoscia e dallo sgomento che determinano in lui la nascente societ industrializzata e rivelano la stessa ambiguit del rapporto dellio con se stesso e pi che idee possiamo considerarle particolare sensibilit sociale, che, grazie anche ai grandi scrittori russi (Tolstoy e Dostoevskij), gli consente di trasformare il suo adolescenziale ed anarchico Socialismo in un a sorta di umanitarismo cristiano. Cos, abbandonato il principio della lotta di classe, come programma e metodo fondamentale dellazione politica,entra in esplicita contraddizione con gli ideali rivoluzionari del Socialismo, quando propone lideale interclassista e utopistico di una societ in cui ogni ceto viva entro i propri confini senza conflitti ed invidie, in un clima di cooperazione e concordia fraterna, per cui gli umili dovrebbero accontentarsi della propria modesta condizione. Da questo sogno di unumanit affratellata, che nella solidariet trovi una consolazione al male di vivere , al dolore e alle miserie connaturati allumanit,deriva un sentimentalismo patetico e tanti temi collaterali che ad esso si collegano: mendicanti, bambini poveri che muoiono per il freddo, lemigrazione che nei primi decenni del Novecento raggiunge numeri esorbitanti . Questi temi se da un lato ci riportano ad una trita letteratura populista e ad un umanitarismo ottocentesco, dallaltro instaurano un legame con il suo confuso nazionalismo che giustifica la politica coloniale in nome della natura proletaria della nazione italiana e proietta su scala socio-politica il motivo e il modello privato del nido, per cui comunit, societ, nazione, non sono che varianti pi generali del nido, non sono altro che un nido, una famiglia allargata, rivelando in tal modo la loro natura letteraria e psicologica. Significativo a comprendere il nazionalismo di Pascoli il discorso che egli pronuncia a Barga il 26 novembre del 2011 per commemorare i caduti e i feriti nellimpresa coloniale di Libia. Il titolo con cui il discorso famoso La grande proletaria si mossa in effetti lincipit del discorso stesso. Secondo la definizione di Enrico Corradini,(organizzatore dellAssociazione nazionalista italiana contro lItalietta meschina e pacifista e teorico di un Socialismo nazionalistico , al quale sembra aderire in qualche modo anche Pascoli), le nazioni proletarie sono quelle che hanno una popolazione superiore alle proprie risorse e perci lesiguit di queste ultime determina povert ed emigrazione: lItalia una di queste nazioni . Lespressione La grande proletaria si mossa pertanto celebra, giustifica e legittima la politica coloniale italiana in Libia come unica soluzione possibile al dramma della povert e dellemigrazione,insomma la Libia viene considerata un altro pezzo dItalia, un ulteriore allargamento del nido per tanti italiani costretti dalla miseria ad emigrare. Il tentativo di Pascoli di giustificare limpresa libica finisce cos con il diventare un mescolamento in maniera non certamente felice, di elementi di nazionalismo,di socialismo,umanitarismo,retorica militarista, pragmatismo e richiamo ai valori evangelici. N mancano a comporre un quadro ideologicamente confuso, la celebrazione della gloria di Roma e dellItalia ed infine un cenno addirittura ad una presunta superiorit etnica degli Italiani,rispetto alle inerti popolazioni nomadi africane. Questa confusa ideologia ci induce a dare circolarit al presente discorso ribadendo,daccordo con la critica attuale , quanto sostenuto allinizio, cio che sostanzialmente la nazione per Pascoli una variante pi generale del nido, insomma un nido allargato e ci favorisce unintensa partecipazione sentimentale che pu esprimersi anche in pagine di commossa poesia , come, ad esempio, nel poemetto Italy.

FRANCESCA LUZZIO



« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Francesca Luzzio, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Francesca Luzzio, nella sezione Articolo, ha pubblicato anche:

:: [ Letteratura ] Gadda , La cognizione del dolore (Pubblicato il 11/07/2020 13:36:58 - visite: 851) »

:: [ Letteratura ] Tragoedia (Pubblicato il 17/06/2015 13:25:23 - visite: 1606) »

:: [ Letteratura ] Sulla poesia (Pubblicato il 17/06/2015 13:21:31 - visite: 1060) »

:: [ Letteratura ] Roberto Maggiani, La bellezza non si somma (Pubblicato il 12/06/2014 12:07:47 - visite: 1743) »

:: [ Letteratura ] R. Maggiani, La bellezza non si somma (Pubblicato il 12/06/2014 12:00:21 - visite: 1673) »

:: [ Letteratura ] Dove va oggi la poesia?#poesiapoeti (Pubblicato il 21/03/2014 11:34:04 - visite: 2088) »

:: [ Letteratura ] La funzione del poeta nella lett. del 900 ed oltre (Pubblicato il 18/06/2012 10:05:10 - visite: 17105) »