Pubblicato il 05/01/2021 18:47:45
Ode alla presenza
nel presente che il distante si rivela nell'oscillare della tenda gi in cucina che il vento fa esperienza e ci offre il solletico del cielo. nelle dita tremolanti, nelle unghie, nella carne che l'amore trova essenza senza ritirarsi nell'aureola sognata.
La libert ha bisogno di violare le catene l'alunno esausto vuole un banco poggiatesta e il filosofo eremita fa il suo pediluvio dentro il brodo primordiale delle stelle. Le poesie sono rosse funivie che si posano sui fogli per testare il proprio peso.
Anche i ricordi si servono degli oggetti per non varcare a piedi scalzi la frontiera e pure Dio, che talvolta sembra assente, sconfessa la didattica a distanza perch l'essere corale giocoforza amalgamato nel vivente che incontriamo.
la presenza che rende vero l'invisibile, la presa di un amore a salvarci quando sera, negli occhi che sferraglia la preghiera.
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