Pubblicato il 27/06/2010 23:32:09
Al terzo rintocco il vecchio pendolo appeso alla parete di fronte al letto torn a tacere.
Affog nella penombra.
Nel silenzio notturno la camera da letto volteggiava nelloscurit, scivolava tra i minuti.
Intanto, il respiro stanco delluomo diventava pi affannato. Sul comodino una scatola di medicinali, il bicchiere dellacqua, gli occhiali sovrapposti su un lacero libro edizioni Urania.
Il respiro, diventato un rantolio, deflagr allimprovviso in una successione di colpi di tosse che frantumarono il buio in mille pezzi.
Un esile mano cerc nelloscurit linterruttore della luce .
Click.
Un chiarore lunare inond la stanza. Lui si mise a sedere sul bordo del letto guardandosi le punte dei piedi come a voler mettere a fuoco limmagine.
Il corpo era ripiegato su se stesso incurvato dal sonno e dalla febbre.
Si alz dirigendosi come un automa verso lo specchio.
Fissandosi dritto negli occhi sent montare dentro un'inquietudine che la sua immagine riflessa evoc dapprima sommessamente poi pi netta e acuta, ingigantendo sempre pi in un gioco di rimando tra specchio e realt.
Si volt di colpo aggredito da unansia palpabile resa ancor pi intensa dallaccelerazione del battito cardiaco.
Il cuore parve esplodergli nel petto, ma nulla, solo il silenzio e quel quadro leggermente inclinato da un lato.
La riproduzione di un Magritte con inquietanti quanto sinistre figure di omini in impermeabile e bombetta scuri, tutti rigorosamente identici.
Il respiro and sovrapponendosi ai battiti sordi del cuore in un intercalare ora lieve, ora pi grave mentre con tutto il peso del corpo sprofond nella poltrona ai piedi del letto.
Quella poltrona gli procur una prospettiva nuova della stanza cos da apparirgli improvvisamente diversa. Una scoperta inusuale nel cuore di una notte invernale che gli fece sembrare quegli spazi meno ostili.
Il sonno, circospetto e guardingo lo sorprese impassibile accovacciandosi come un gatto sulle sue ginocchia.
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