Poche lacrime
e noi destinati a essere noi.
Gira la macina di pietra
sulle ore, gli istanti, i trambusti,
le diserzioni, le dissezioni.
Il sole troppo acceso,
scioglie l'umido rimasto.
C'è un cavallo, la' fuori,
di pietra contro un cielo duro-
Non mi coglierà il sonno,
nè la tua vecchia faccia,
liscia di fallimenti, quel brunito
di verderame. La carne
come spoglia del mondo
sopra i cocci dell'odio in frantumi.
Inventerò girasoli veri,
per strappare a morsi le catene,
per lasciare i miasmi al loro gorgo
solido di certezze.
Perchè riemerga il veliero,
perchè la mia eredità appartiene alla terra.
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