Ognuno si crede porto a sé stesso,
recinto stretto che costringe l'orto.
Ma la paura è una casa senza tetto,
alto o basso non c'è muro che renda
svelto il passo di chi si finge cieco.
Rammenti Auschiwitz, la neve?
Fili spinati e morte nelle scarpe,
polacchi, rom italiani, belgi...
soltanto una lingua impararono,
quella del capirsi senza pane,
e a volte fu la musica a parlare,
o un verso d'amore senza autore.
Nessuna linea e nessun confine
ha mai scritto in mano a un uomo
la solitudine d'un faggio al sole;
e mai nessuno, solo in mezzo al mare,
senza altre mani si salverà da solo.
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