Stamane,
la mimica di un corpo assediato
dai colpi del sole,
il tamburellare delle nettarine
verace come l'urlo che traborda.
Tace.
Signora in fila ci sono io:
mangio vorace per due famiglie.
Il fracasso nelle ossa.
Si dipende da una mela in più
al mercato,
da un gambo di sedano omaggio,
dal sole che cola col sudore
negli attimi azzimi di un'intesa.
Sfila l'uomo in carrozzella:
penso sono io, atonica, che dissanguo,
come il pesce sulle piastrelle
sventrato da mia madre.
Mi tengo dentro la vecchia
che frigna, che tanto è solo un'alzata di ciglia
credersi diversi e quelli con le palpebre dure
lo sanno
che l'insonnia tiene deste le zanzare
sulla piaga,
mentre nei palazzetti si consuma, nelle faide.
la porzione consentita di pornografia.
Comprano la salvezza - così credono
a suon di campane,
piangono di tenerezza solo di fronte ai ninnoli.
E' piombo la luna che dissolve;
fango, il Giordano.
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