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Itaca 4et - a Progressive Album Project

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 25/03/2020 17:05:02

ITACA 4ET : ‘Vortex’ a Progressive Album Project.

 

Approntare un nuovo album di ricerca spesso richiede un impegno non indifferente, soprattutto se misurato su molecole di note frante che si spostano nell’iperspazio, fino a giungere a noi entro i solchi di una realtà supertecnologica che dobbiamo abituarci a condividere e con la quale convivere. Preparando il terreno culturale per un nuovo e più eclatante confronto i componenti ITACA 4et, in questo presente album, viaggiano attraverso un certo Jazz ancora non consolidato, in quanto riflesso di campi spaziali-culturali specifici e/o inusitati, tuttavia necessari per captare sonorità che navigano ad altissime quote, ‘oltre il silenzio’ apparente del sonoro cosmico, attraversando allocuzioni bioclimatiche e cibernetiche decisamente impressive.

Ciò che qui si offre all’ascolto, nella totale assenza di costruzione armonica, fa da ulteriore spinta nel recupero del tempo attuale, urbano e metropolitano, onde ottimizzare e riorganizzare volumi e frammenti di un discorso musicale frantumato e fin troppo dispersivo cui l’attuale Jazz ci ha abituati, almeno quello di matrice quantistica e acufenide, recentemente sfociato in un ibrido non sempre motivato. ITACA 4et attraversa questo spazio aprendo a dimensioni ‘altre’, alla ricerca di ‘suoni in fuga’ attraversando una prima fase creativa nei brani d’apertura accattivanti quali ‘Sketch’ e ‘Saturno’ di efficace presa, grazie alla copiosa prova delle percussioni affidate a Nick Fraser comprovato didatta a livello internazionale. E non solo come tenuta del ‘tempo’ (ritmico-acustico), bensì come qualità di suono che, mai come in questo caso, fa da contenitore agli interventi successivi degli altri strumenti.

Di fatto già in ‘Saturno’ assistiamo a una prova esaustiva degli ottoni con Nicola Fazzini sassofonista innovativo ma ben collaudato sul territorio del Jazz tradizionale, e François Houle clarinettista temprato dall’impatto sensational. Due musicisti tra i più creativi del panorama attuale, la cui competenza si rivela nell’aprirsi dell’uno verso l’altro, si evolve, trascende, turba ed emoziona, fino a farsi scoperta e invenzione nei brani successivi, come nel raffinato impasto ‘fonosimbolico’ di ‘Chorale’: come di gouache che si espande colorando lintera partitura narrativa. Non in ultimo di eccellente effetto il recupero sonoro in chiave striking, ovvero emozionale della chiusa finale.

Ma è l’avvio in particolare di ‘Calanque’ ad emozionare, la cui andatura liquida ‘di ruscello in paesaggio naturale’, cresce, tralascia, si trasforma, per diventare ‘altro’ e approdare 'altrove', in luoghi spesso sconosciuti e accidentati, attraverso mondi estremi dai quali è poi difficile fare ritorno. Sempre che lo si voglia, poiché dall’odierno approdo cui è giunto ITACA 4et con questo primo disco ‘ensamble’, risultato di una più aderente personalizzazione che lo distingue da altre formazioni, siamo già al raggiungimento del delinearsi del ‘classicismo minimalista’. Qui in particolar modo sottolineato dalla presenza acustica di Alessandro Fedrigo bassista, compositore e didatta, che meglio ascoltiamo in ‘Raquesh’ confermandosi tra i migliori specialisti del basso fretless (senza tasti), la cui libera improvvisazione determina il ‘senso’ di una ricerca che tuttavia si rivela ancora di tipo sperimentale.

Ciò che si deduce dalle azioni individuali presenti all’interno dell’album, nei brani ‘The third murder’ e ‘Nette’ a cui si deve, in ultima analisi, la dominante di assonanze vicine all’essenzialità spaziale, alla valorizzazione conforme all’habitat urbanistico, l’utilizzazione di risorse sonore interstiziali fin troppo abusate nelle pellicole cinematografiche e nei sequel TV, nei quali si determina una certa ‘impronta’ (luci ed ombre) che la trasparenza dell’atmosfera (l’effimero) concede alla musica. Mentre dovrebbe essere esattamente il contrario, in cui la musica acquisisce un valore intrinseco, come in molte colonne sonore, fruibile a sé stante, per un ascolto che susciti l’immaginale insito nello spettatore.

In questo caso che suggerisce una chiave di lettura al racconto sostanziale, preso appunto a-solo pur dentro il componimento Jazz.

L’odierno approdo di ITACA 4et, comprensibile di non rari verticalismi ascensionali che s’incastrano come soluzioni epicentriche nello spazio sonoro che si va delineando nell’odierno Jazz, per cui il ‘tempo sonoro’ è la cifra matematica di un ‘quantismo’ astratto che va assumendo diverse identità, e i cui confini si spostano verosimilmente tra separazione e transizione di ‘nuova creatività’, riconducibile in quanto ‘impronta’ originale, comprensibile nel formulare ulteriori e accessibili spazi sonori.

 

NOTE:

Nuovo CD: "Vortex" per Nusica.org, album debutto di ITACA 4et, una Una collaborazione tra quattro stimati artisti della scena internazionale dell'avant-jazz e della musica improvvisata: François Houle e Nick Fraser, insieme a Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo. Una band affiatata, imprevedibile e originale, un progetto da scoprire che è stato realizzato anche grazie alla collaborazione con l’Istituto di Cultura di Toronto e con il Council Of Arts of Canada.

 

Contatti: bianca.baumberger@nusica.org

 

ITACA 4et si avvale del connubio transatlantico tra Italia e Canada, da cui nasce il nome (ITA-CA). Il progetto artistico inizia nel 2016 grazie ad una residenza a Novara Jazz e a Sile Jazz, proseguita con due tour in Canada nel 2017 e nel 2019. Il quartetto si è esibito al Toronto Jazz Festival, all’Ottawa Jazz Festival al Vancouver Jazz Festival. Proprio a Vancouver, nel luglio del 2019, vede la luce l’album ‘Vortex’. Un sodalizio artistico che si concretizza ora in un album e in un primo tour italiano ed europeo nel 2020.

Ciascun componente della band ha firmato due delle otto composizioni presenti nell’album a testimonianza di un modus operandi democratico, che si rispecchia negli equilibri dell’ensemble anche dal punto di vista musicale, lì dove il suono collettivo e corale prevale su quello solistico. Una musica, dinamica, fortemente ritmica e ricca di possibilità improvvisative.

 

BIO:

François Houle, clarinettista affermato, uno dei musicisti più creativi del panorama attuale, in tutte le diverse sfere musicali che abbraccia. Ispirato dalle sue collaborazioni con i più importanti pioneri della musica mondiale, François ha sviluppato un linguaggio di improvvisazione davvero unico, virtuosistico e arricchito da estensioni soniche e tecniche. Ha lavorato con Dave Douglas, Mark Dresser, Joëlle Léandre, Benoît Delbecq, Evan Parker, Samuel Blaser, Gerry Hemingway, Marilyn Crispell, Myra Melford, René Lussier, Alecander Hawkins e molti altri ancora tra i maggiori musicisti del panorama Canadese. I suoi numerosi tour sono stati caratterizzati da apparizioni soliste presso i maggiori festivals del mondo. Un artista davvero produttivo che ha realizzato ben oltre trenta registrazioni discografiche come leader.

 

Nicola Fazzini è un sassofonista e compositore milanese di nascita ma veneziano di adozione con una riconosciuta esperienza musicale live in Italia e all’estero e più di trenta registrazioni discografiche alle spalle. Da anni si dedica a progetti musicali innovativi e di ricerca (XYQuartet, Hyper +, CREI, ITACA 4et), collaborando inoltre con l’Università degli Studi Ca’ Foscari per attività didattiche ed educative e con molte istituzioni venete per progetti speciali e direzioni artistiche (Jazz Area Metropolitana, Sile Jazz, Musicafoscari/S.Servolo Jazz Fest).

 

Alessandro Fedrigo è bassista, compositore e didatta. Tra i migliori specialisti del basso fretless (senza i tasti), nella sua carriera ha attraversato varie musiche e stili, dalla libera improvvisazione alla musica contemporanea, dal jazz classico all’elettronica. Una trentina di cd con vari ensemble e performance con i più diversi organici in tutta Europa ne fanno un artista esperto e apprezzato. Con Nicola Fazzini condivide l’attenzione alla sperimentazione (XYQuartet, Hyper+), la propensione alla didattica e la direzione artistica e organizzativa di nusica.org e dei diversi festival in Veneto (Jazz Area Metropolitana, Sile Jazz).

 

Nick Fraser (batteria)è da più di 20 anni una presenza affermata ed attiva della comunità di jazz ed improvvisazione di Toronto. Interpreta l’autentico ‘who’s who’ del jazz canadese e lo annoverano per performance di jazz ed improvvisazione con artisti di calibro internazionale quali Tony Malaby, Kris Davis, William Parker, Roscoe Mitchell, Marilyn Crispell e Anthony Braxton. Primo vincitore del premio JUNO, è stato inoltre premiato dalla compagnia Chalmers Arts Fellowship nel 2017. In aggiunta ai vari progetti di cui è responsabile per la realizzazione lo vediamo membro di Peripheral Vision, Eucalyptus, Titanium Riot, Ugly Beauties e Lina Allemano Fou.

 

http://www.nusica.org/web/


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