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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Il pigiama a cuori

di Lara Puce
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Pubblicato il 04/08/2019 00:33:10

Indosso il mio pigiama a cuori.

Uno stupido pantalone grigio e bianco che uso per poter vivere al meglio la comodità del divano.

In realtà lo tolgo per dormire; non ho mai sopportato nulla oltre alle lenzuola morbide sulla pelle…

Mamma invece non la pensò così e mi regalò quel banalissimo pantalone in cotone felpato.

Per fortuna. Perché è stato il mezzo che mi ha permesso di ritornare a sognare…

 

È ancora primavera, la temperatura non vuole saperne di risalire ed il pigiama è il simbolo delle mie serate belle e anomale.

Niente di erotico o piccante, tranquilli… non con un pantalone con dei cuori disegnati.

No, indossare quel pigiama significa sciogliere le briglie dei sogni.

Significa avere un appuntamento virtuale con un uomo.

Un appuntamento che coinvolge lui, me, un libro e una piattaforma social.

Un appuntamento anomalo, particolare, originale e soprattutto costruttivo.

Leggo pagine, capitoli o solo piccoli paragrafi di libri meravigliosi e li condivido con lui, un uomo lontano chilometri e chilometri, disposto a dar retta alle mie parole e alle mie passioni.

Una cosa strana, vero.

Eppure così magica…

Infondo non lo conosco, ma gli racconto tanto di me; volontariamente o implicitamente, attraverso letture di brani o pezzi di libri.

Gli affido i miei pensieri, i miei sogni.

 

È una sera simile alle altre e son qui, una volta ancora col mio pigiama a cuori seduta sul divano ad aspettare di poter dare voce ai miei sogni…

I soliti saluti di routine, poi lui decide di sorprendermi. “Mi son guadagnate delle ferie” dice, “vengo a trovarti. Se vuoi...”

Silenzio.

Mille pensieri in trenta secondi. Non so se pensare al fatto che vuole venire fino a casa mia, al fatto che vuole farlo per me o al fatto che non sono certa di essere all’altezza…

Come una sciocca ripeto le sue stesse parole ma formulando una domanda.

“Allora, vuoi?”

Certo, mica gli ho risposto... Sono sorpresa anche dal fatto che ha scelto di osare; lui, così controllato e pragmatico… ma voglio. Eccome se voglio.

Voglio incontrare i suoi occhi, ascoltare la sua voce, conoscere il suo profumo e sentire le sue mani con le mie. Voglio queste sensazioni nonostante la paura di poter deludere le sue aspettative.

“Si, voglio” gli dico. E col suo solito pragmatismo risponde con un “bene”.

Il discorso, nei minuti successivi, ritorna sul nostro quotidiano ma concentrarmi ormai è difficile.

Accadrà, vedrò il suo sguardo. Sento già l’adrenalina…

Decido di andare a letto presto anche se so che dormire è praticamente impossibile. Inevitabilmente penso al percorso che mi ha portata fino a qui.

Un uomo discreto e taciturno che è entrato silenziosamente nella mia vita; talmente tanto che nemmeno me ne son resa conto; con pazienza, costanza e quasi involontariamente.

Ripenso a quante volte ho immaginato un incontro.

Tante volte ho alzato lo sguardo e ho immaginato di vederti… ho cercato di carpire i tuoi movimenti involontari, i tuoi modi di fare e di agire.

Ti ho visto mentre prendi uno dei miei libri dallo scaffale e ne sfogli le pagine… ti ho osservato mentre metti il cavalletto alla moto e togli il casco… ho guardato come porti la bottiglia di birra alle labbra e ne prendi un sorso…

Sei qui e non te ne accorgi.

Sei qui quando lascio scivolare la mia immaginazione verso situazioni piacevoli. Quando siedo sul divano e immagino di disegnare cuori sulle mie gambe insieme a te per sostituire il pigiama d’inverno e lasciare intatta la magia di quel simbolo che ha caratterizzato le nostre serate. Ti vedo mentre sei concentrato per usare la penna senza imprimere troppa forza; e quando ti accarezzo il viso e colmo la distanza che separa la mia bocca dalla tua. In quegli istanti sento le tue braccia forti e le mani delicatissime sui miei fianchi; il tuo sguardo su di me che accarezza quanto e più del tuo corpo. Ti vedo, mentre vedi Hyde… e non hai paura e mi fai sentire bella e desiderata… ti sento mentre riempi lo spazio tutto intorno a me.

E poi riapro gli occhi e i bei sogni lasciano un sorriso sulle labbra che mi fa sentire un po’ sciocca e bambina; inevitabilmente mi viene da pensare al momento in cui hai preso quel libro in mano e hai pensato cosa scriverci su… chissà se ci hai pensato troppo… chissà se hai scritto d’istinto… di certo non posso che sentire il dono del tempo che mi hai regalato.

 

E poi è accaduto. L’hai fatto davvero. In una serata di inizio estate. Sei venuto da me e il mio cuore non ha voluto saperne di rallentare, nemmeno per un momento.

Mi guardo intorno in casa ma non riesco ad osservare davvero; troppo tesa.

Il rombo di una moto mi avvisa del tuo arrivo e mi affaccio sul pianerottolo.

Ti osservo mentre sistemi il cavalletto, togli il casco e vieni verso di me.

Chissà se si vede quanto sono emozionata…

Eccoci, uno di fronte all’altra… che strana e piacevole sensazione. Un sorriso tirato da parte di entrambi, poi: “Hai messo l pigiama a cuori.”

“Non sapevo cosa indossare, poi ho capito che nulla sarebbe stato più giusto.”

Si accomoda in casa e l’imbarazzo regna per qualche minuto. Poche parole di cortesia, osservazioni sull’arredamento e saluti formali.

Poi penso che “al diavolo, le formalità sono delle vere e proprie idiozie”.

Ci sediamo sul divano e lo guardo, e glielo dico che sono felice e lusingata di vederlo… che è come me l’aspettavo (scecco, dice lui) e che sono un po’ tesa, per via delle sue aspettative…

Allora si dà davvero dello scecco; si avvia verso la moto senza lasciarmi il tempo di comprenderne il motivo e torna con una bottiglia di vino in mano.

“Non so, sarà un po’ shakerato, ma magari allenta la tensione...”

Sorrido, prendo l’apribottiglie e due bicchieri e brindiamo. A noi, ai sogni, al pigiama a cuori…

E parliamo. Tanto, fino a notte. Mangiando, bevendo, finalmente rilassati e tranquilli. Come le sere precedenti.

 

 

Ci si innamora sempre delle emozioni.

Un paio di mani grandi,la gentilezza di poche semplici parole, la costanza di un saluto inaspettato e quindi ancora più bello.

Emozioni fatte di qualcosa di magico e speciale, qualcosa che è un dono che una volta fatto non torna indietro: il tempo.

Qualcuno che spende pochi minuti della sua vita per pensare a te, per farti un dono semplice, eppur così speciale…

A volte un desiderio è un intero pianeta; racchiude sogni, desideri, follie, idee e sensazioni. Un bacio rubato, una carezza inattesa, lo scintillio di un desiderio covato a lungo e solo accennato…

Si, ci si innamora sempre delle emozioni.

 


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