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Primo disordine

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 06/10/2019 00:40:17

Una sottile fetta di salame pende dal panino.

Il venditore ambulante smette di guardare. L'oggetto non può essere caduto da solo. Quando l'uomo a cui dedica la frase distoglie lo sguardo, continua ad applicare la frase al più vicino, senza interromperla. Scorge un tubo di crema da barba col tappo svitato. Gli va di traverso la lingua. L'uomo si guarda il pollice. Tiene un bicchiere con la mano nuda. Il venditore ambulante guarda la bottiglia di birra ridendo.

Improvvisamente non sa dove andare. Si sforza ripetutamente di colpire la medesima tacca. Tutto quello che vede gli sembra un corpo estraneo. Quando il nocciolo vien strappato fuori dal frutto, si sente uno scricchiolio. Lui alza la testa, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Il tubo per terra viene tirato di colpo contro l'angolo della casa. Le sue mani pendono contro le cosce. Non desidera restare qui, ma neppure andarsene.

Il burro molle cade con uno schiocco sul pavimento di pietra.

La tosse lo soffoca.

Dietro le ginocchia della donna si disegnano le vene. L'uomo intasca la lettera senza aprirla. Il gatto non ha visto nulla. “Questo è sangue di maiale.” Un bicchiere tintinna, forse è una vetrata.

Il solo punto asciutto della strada ha la forma di un uomo in una posizione simile a quella di una rana.

La palpebra gli trema.

Dimostra la sua innocuità camminando con la giacca aperta. Il venditore ambulante ascolta un respiro che non è il suo. La camicia lascia intravvedere la pelle nuda.

Ora non hanno più niente di cui parlare, devono parlare di sé.

Si muove perché notino che è ancora lì. Le spalle dell'uomo sono gradevolmente ampie. La vivacità si manifesta sbracciandosi. In cima allo steccato è avvolto un voluminoso panno chiaro. Lui schiaccia la sigaretta voluttuosamente. Il sedile dell'automobile è caduto in avanti, sul volante. La scarpa è sotto la scala, nell'ombra, in una posizione in cui non si trovano di solito le scarpe vuote. Si tiene fermo il copricapo mentre parla, benché non spiri un alito di vento. L'uomo non si volta mai, e così non riesce mai a vederlo in faccia. Un grosso giornale cade pesantemente sulla strada.

Quando i due, poco dopo il primo incontro, tornano a incontrarsi nello stesso posto, sorridono imbarazzati.

Fissa il ricevitore che è lì, pronto per lui. Quando il sudore freddo comincia a scorrergli sulla pelle, lo spaventa come un contatto estraneo. La molletta è troppo cedevole per tenere il giornale. È un uomo di età indefinibile. La spugna tuffata con forza torna rapidamente alla superficie. La linea si è interrotta.

Si pulisce l'abito, poi osserva la punta delle dita. La piega è ancora abbastanza fresca. Il bottone allentato penzola dal cappotto. La cassa all'interno è molto ampia. Si china un poco sul microfono, come fa chi riceve la risposta. Tutti continuano a muoversi con velocità costante. Chi si avvicina alla compagnia viene soltanto per unirsi ad essa. Il venditore ambulante osserva una scarpa abbandonata.

Per un istante qualcosa ha brillato, ma lui non è riuscito a riconoscere l'oggetto che deve essersi mosso. Quando solleva la testa gli vengono le vertigini. La tenda è già rossa in partenza.

Non si vedono più bolle nell'acqua. La ruota giace sulla strada in una strana posizione obliqua. Si appoggia al muro e riflette. Parlano di lui come di un oggetto. La merce non si vede perché il suo nome è così ridicolo e sgradevole. Il giornale scivola sulla strada a scatti intermittenti. Sul collo della donna compare una vena che pulsa violentemente. Al telefono chiedono di uno sconosciuto.

La scarpa solitaria ha la punta schiacciata.

Osserva che la pozzanghera si estende sempre più. Si scambiano consigli su come togliere la macchia di unto. La tegola non è caduta, l'hanno gettata! L'uomo indica con la sigaretta. Sono entrate nella casa più persone di quante ne siano riuscite.

Scorge un mucchio di argilla isolato e spiaccicato. La pupilla si dilata. È l'attizzatoio che manca!

La pelle di lei gli sembra incompleta senza contatti estranei. Diventa loquace per mancanza di ricordi. Non guarda negli occhi nessuno. Il fatto di tenere la testa più in alto o più in basso del normale lo rende mal certo, ma gli permette di scoprire cose nuove.

Improvvisamente una tapparella vicinissima a lui si abbassa con fragore. Lo scoppio non era destinato a nessuno. In un secondo la macchia si diffonde sulla camicia inamidata.

Il venditore ambulante si scusa di un contatto involontario. Da qualche parte qualcuno grida, e una porta sbatte rumorosamente. All'uomo cade di mano un frutto.

 

© Paolo Melandri (6. 10. 2019)


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