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Quando t’espandi eco

di Maria Russo
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Pubblicato il 03/05/2013 08:52:53

Qui, dove il mattino è neve sul respiro delle rose

l’erba accoglie il passo fermo delle pietre

e le pagine del tempo sono prigioni bianche

che rendono invisibili le lacrime di un poeta.

 

Senza te, il sole ha fiato troppo corto

e non lambisce le colline

Solo un freddo aspro nella sera

si erige dalla conca dei miei seni

in questo buio che è rovo allo sguardo

e il vuoto è crepa sulle mura della pelle.

 

Sapessi quanto è vivo il tremore delle foglie

quando t’espandi eco

tra i centimetri quadrati di quest’anima infinita.

Tu che sei nota, canto e voce

mentre la notte deglutisce il sogno

e sputa gli ultimi avanzi delle stelle.

 

Qui, dove la nebbia allunga il collo

tra le fronde sparse di una betulla

non c’è veliero che solchi le acque

solo un sordo grido di morte

ad osannare i sacramenti infranti dal mio ventre.

 

In quest’ora esangue

dove un profumo si fa sapore e corpo

sono culla nel silenzio delle mani.

Un frammento d’aurora che arde

in mezzo a mille montagne

in un vento che non ha più ali.


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