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Vestigiali. L’imene intatto delle cose

di Amina Narimi
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Pubblicato il 18/06/2013 20:28:00

In una regione lontana dalla scia luminosa della Via lattea

 a nord della coda dell'Idra e del Centauro

 

 

 

giace  Almah

priva di luce e ombra. Vestigiale

ai confini della chioma di Berenice

intuisce l'estate del cuore,carne

il vagare solitario di un abete 

nel deserto di un Anello

Mentre l'Anima divarica. le gambe

fino a sanguinare sull'altare

oltre le poverissime verità

Privo di tratto l'll tacito accadere-

del respiro delle dita immacolate

stelle esplose fino al silenzio attese-

si spacca nel sole di ogni giorno

rosa. dentro Tutto. La rosa impenetrabile

d'amore che non dura al gesto

solo. Ogni mio risveglio, al pari

è senza rami, non la sera 

che mi ricopre i fiori

in solitari compiti fedele

vergine in sua prossimità

come ogni cosa che è nel grembo

del mondo, caduca e immortale

mi apro in esso l'll desiderio

di esserci stata nell'imminente nascita

del prato venivo su con l'erba intatta

come le trentasei vedute del Fujii
nell'orgasmo quotidiano differenti
imparando a morire come ogni cosa
viva. Nell'immanenza felice
di scoprire l'imene intatto 
delle cose. L'assenso incondizionato
sulla vita tanto profondo e irrevocabile
 
Cuore aperto a tutto 
e Cosa sola Unita
Madre  e  Vergine
nell'estasi   Fedele

 

 

 


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