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Nello spazio bianco un giglio

di Amina Narimi
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Pubblicato il 20/06/2013 19:38:59

Alta da terra, nello spazio bianco

lungo la libreria, una tela nuda.

C'è dentro la mia zingara,mia madre

a piedi nudi sul baule, gambe incrociate

 

Tendo nel braccio della notte la fatica 

per raggiungerla nel viso di ogni sera

nelle pieghe della veste chiara,dal sorriso

l'accarezzo fino ai piedi con le mani.

 

Quieta  prima del sonno, protesa

verso terra, nella sua immagine,

raccolgo i piedi affaticati tra le mani

lasciando che l'unguento sani,

che disseti l'ultimo saluto

finchè sia giorno,di nuovo alba.

 

Nell'ombra delle bestie

generiamo un simulacro

ed una voce uguale

Appena Un fiume- Tersi

nel  movimento dello scambio

nulla va perso ai piedi,

l'ultima corsa, l'invisibile,

di un seme sulle labbra 

sposo silenzioso della luce

di sillabe custodi di visioni ignare

anche il Nulla è illimitato

nel mistero che si schiude d'infiniti

nomi, colmi di cammino nel sottrarsi

 

Nel sottrarsi della sera

delle Madri

un concilio che sigilla l'occhio

ci somiglia dove tu sei

la mia métà di figlio alta da terra

nello spazio bianco  un giglio


 

 

 

 


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