Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
ANTOLOGIA PROUSTIANA 2019: UNA NOTTE MAGICA | partecipa
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie"
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1066 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri May 17 13:59:05 UTC+0200 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Sei Cento Trentaquattro

di Emilia Filocamo
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutte le poesie dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 4 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 07/11/2013 08:48:05

Nonna, i nostri posti sono foto di

bottoni:  tutti lì, fossa comune,

nella scatola blu del borotalco,

spurgo vintage delle asole,

i cordoni variopinti tagliati senza

cura, bava asciutta di orfanezza,

di giovane ripudio, monete a

quattro fori, altre storpie, veterani

ad una gamba, tavoli miniati

evocano  gli spiriti.

Nonna, Assergi è un gufo

arrugginito dal tramonto e

sulle sue spire  stanno le rocche,

il pennacchio argento della nevicata,

Montazzoli la bugia di un bambino.

Avezzano sta tutta in un paio di scarpe:

il calzolaio fece un buon lavoro quell'inverno.

Nonna hai fatto anche tu quelle scale e

svoltato a destra fra la Chiesa ed il portale

svenduto e detestato? Ora so perchè il

mio ventre non vuole sale e perchè a riva

la mia onda è  sempre nebbia, perchè

cerco l'incornata dei temporali.

Io sono la tua bambina, i calzettoni

strozzati sotto il ginocchio, sono

la coccarda, la prima campana di

Agnone,  le interiora massaggiate

col prezzemolo, il ruoto ustionato

dalle castagne. Sono  l'uva passa

e la candela, il rosmarino evitato

dal gatto e la consolazione.

Nonna  che dici il tuo dialetto,

nonna che non dovevi cadere qui,

ma dormire nella neve.

 

 

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 4 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Emilia Filocamo, nella sezione Poesia, ha pubblicato anche:

:: Due Mila e uno (Pubblicato il 15/02/2018 11:24:17 - visite: 188) »

:: Due mila (Pubblicato il 24/01/2018 11:25:01 - visite: 178) »

:: Due Mila Uno (Pubblicato il 11/09/2017 18:14:09 - visite: 255) »

:: Due mila (Pubblicato il 17/08/2017 16:19:35 - visite: 228) »

:: Mille e quarantasette (Pubblicato il 18/04/2017 17:08:32 - visite: 343) »

:: Massimiliano (Pubblicato il 12/04/2017 20:57:15 - visite: 256) »

:: Mille e quarantasei (Pubblicato il 08/03/2017 20:24:10 - visite: 276) »

:: Mille e quarantacinque (Pubblicato il 04/03/2017 14:02:59 - visite: 297) »

:: Mille e quarantaquattro (Pubblicato il 23/02/2017 17:08:49 - visite: 291) »

:: Mille e quarantatre (Pubblicato il 15/02/2017 19:31:11 - visite: 350) »