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Le trombe degli angeli

di Franca Alaimo
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Pubblicato il 08/01/2015 16:32:03

 

A volte ritorna, la piccina, con gli occhi luminosi

Come di chi ha pianto o  smania per la febbre

Mostrandomi una tromba d’angelo più grande

Della sua mano ma meno bianca, dicendo

“Senti come sa di vaniglia”, con la certezza

Che basta il suo profumo ad aprire le porte del paradiso,

“Ma solo se restando ad occhi chiusi lo lasci

Entrare là dove l’estasi comincia”.

Lo so che lei è come se fosse morta

Lasciandomi erede di tutti i suoi ricordi,

Però ogni volta mi meraviglia la bellezza del fiore

E mi commuove l’orlo sinuoso della corolla come

Spuma che ricama il profilo dell’onda.

E tuttavia c’è una cosa che non le ho detto mai

Per non guastare la sua festa infantile:

Oh, la bella pianta, la datura suaveolens,

Che lei tanto ama, come le altre della sua specie,

Come tutte le cose inebrianti, serba in sé un veleno potente.

 


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