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ANTOLOGIA PROUSTIANA 2019: UNA NOTTE MAGICA | partecipa
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie"
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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di Salvatore Violante
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Pubblicato il 17/03/2010 13:09:11



Un pugno l’alba, il sole si prosciuga
un lago l’ombra, ti ci tuffi dentro,
specchio distante, anima affiorante
abbarbagliato l’occhio che s’incentra.
Oh cuore che t’accendi e ti consumi
oh alba, oh sole caldo che consoli
oh sera, quando il suono si confonde,
sollevi muri ed impietrisci dentro.
Oh notte, vecchia madre, obesa notte
Puttana senza tetto, mio riposo
Ventre-cuscino, soffice contatto,
cancello di confine per contratto.
Mescoli cielo e terra, fuoco ed acqua,
il timido all’amante, il bianco a morte
i suoni a voci grasse, i gialli sciolti
da tinte accese a facce smorte e porte.
Dona sostanza al futile, una sorte
di soffio eterno, minutaglia d’uso
per il consumo, con misura tipica.
Riponi nel bicchiere il fiore d’alba
e l’anima del fiore, il suo profumo
e il seme e la sua musica lontana.
Falla vicina da stamparne il suono,
metti in un pugno vergine la nota,
strizzane il succo primitivo, l’eco
che frantumò, al vagito primo, il Vuoto.

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