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Perché la vita non è eterna

di Abraxas
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Pubblicato il 10/11/2016 09:12:24

Qui non ci sono mai stato pensò il fuggiasco della lanterna

una caverna è ciò che sembra, strano che non l’abbia mai vista

dista appena un isolato da casa mia. Pare sia stato bombardato

di lato e di fronte. Dopo essere entrato rimase di stucco

un trucco ci doveva essere per forza. Neve e ghiaccio dappertutto

il fatto è che fuori era estate e il caldo scioglieva ogni legame.

Legname e coperte sarebbero servite, per trovarle occorreva tempo.

Il campo visivo era limitato, quando provò a uscire dal quel luogo

il giogo già c’era, imprigionato nel palazzo della memoria.

La storia rimandava immagini conosciute, una voce di lato

fiato rubato al freddo sussurrava “ è qui che sei nato

cresciuto fuggito, è questo il racconto, la vita non è eterna”.

Odierna è la sorte, poi vide la madre e il padre sconosciuto

l’imbuto era profondo, parlò al suo primo amore, la ragazza

paonazza e pazza dalle trecce chiare, vide foto sbiadite

di vite allo sbando, amplessi brevi e insinceri, sparvieri

forestieri di ieri, stranieri di passaggio. Sua moglie la puttana

sottana in vendita e il suo migliore amico a letto con lei

i nei che diventavano macchie giganti e un colpo di pistola

alla gola, sbagliato mancato per un secondo di paura.

La cura non c’era, doveva ancora arrivare, il lasciapassare

è amare, era il suo nuovo angelo ad averlo detto d’un tratto.

Matto era stato a non darle retta, chissà perché era finita

svampita ma piena di vita è così che la ricordava quel giorno.

“ Torno” lei aveva detto, poi era svanita fuggita perduta

volatizzata e ancora non la vedeva nelle immagini sul tetto.

Aspetto che torni, ora è a lei che stava pensando tremando

volendo rivederla più di ogni altra cosa. Le parlò a cuore aperto

“ Il torto è stato mio, angelo mio, non ti ho più cercata

amata sempre, ogni giorno di più. Un’altra occasione volevo

speravo bramavo, ma il futuro è ciò che si costruisce ogni giorno

intorno c’è il ghiaccio, che faccio se ho sbagliato? Mi pento

contento di averlo fatto e di averti incontrata, desiderata

e amata a modo mio”.  Le foto le vide solo allora, un’ora

un’ancòra immaginato, lei era sola e rideva, poi era con lui

bui erano i suoi occhi, era tutto chiaro in quel momento

di pentimento. Non c’era più il film, era tutto concluso

deluso pensò che non c’era più scampo, ma la voce

la croce della sua coscienza ebbe un palpito, la porta

aperta, la luce che entra con lei, era stato perdonato.

 


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