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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Pesach

di Amina Narimi
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Pubblicato il 20/04/2019 19:34:58

 

Ci hai narrato del poeta che viaggiava
impastando le parole per guarire.
Che ne è stato dell’annuncio, del suo corpo?
chi non ha saputo fare insieme
della pelle con la sua resurrezione?

 

Lavarsi non è un gesto quotidiano?
e il battistero non è morte che rinasce?
I suoi gesti di passaggio e ogni cura
non fanno sangue alla particola, o nel pane,
ma nella voce, che rialza, che ci chiama:
il suo volto luminoso è la postura, 
l’abbassarsi, servire chi è piegato-

così è la donna, che celebra il suo Dio,
che si solleva, benedetta, dentro il sabato,
proclamando la parola, stupefatta.


Che coraggio a mettersi per strada
al canto di Myriam, col tamburello!

Oh! non è fulminea la liberazione-
viene piano, dal basso, la celesta-
guarda Lazzaro! esce ancora rilegato.


Risorgere è un lunghissimo affidarsi
è chi mette dentro al tempio ogni suo bene,
chi rompe l’alabastro e dello spreco
fa il bene più prezioso, e in gran silenzio
è chi ti accompagna come sposa
all’ultima stazione, da principio-

 

portando il suo profumo, all’infinito,
nel largo d’aria : il meraviglioso,
di chi comincia a respirare dal battesimo,
sepolto nella morte di Gesù.


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