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"Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
Intervista a Sara Galeotti, I classificata sezione B: Racconto breve
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Il racconto di Oh!

di Ferdinando Giordano
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Pubblicato il 13/12/2019 13:27:11

 

Più vicine di noi, vocale e consonante stanno a meraviglia. 

Oh! la donna - la chiamo Oh! - 

si stupisce di averlo pronunciato alla rinfusa.

 

Le sillabe della pendola, più grevi, categoriche, 

iniziano l’alba con il repertorio difatti  

apparentemente nugolo di oh! - le sue mani 

si prendono in grembo amiche dalla prima ora. 

Le muove lentamente come una funivia.

 

Oh! le dita passeggere! Garze ladre sui femori, 

attratte dall'opale rotuleo che appunta il divano. 

Un ciclamino ancora, mi sento.

Non metto bocca perché non ne ho per metterla. 

 

Oh! raddrizza la schiena come la memoria del corpo 

meglio consente, e Oh! ripiega

chiude le palpebre per prendere visioni sotto una nuova luce: 

tavoli sedie volti lunghi o ampi luoghi 

utili inutili persone sapienti confusi panorami legati

dallo stesso nome - il nome meno in voga, ma più richiesto

 

Oh! le gambe - un palio - strette sotto le mani che si comprendono; 

come due viticci cercano appigli e sanno che bisogna aggrapparsi, 

anche se non c'è niente da prendere, tranne lo spirito Oh! 

 

Oh! prende i sensi a caso. Li ricovera con un pretesto; 

nel silenzio fanno incetta di risonanze, ma è nel rumore 

che i sensi si trovano a piacere. Il piacere che qui 

appare fuori contesto, ora. C’è, 

ed è come l’osso spossato: debolezza non leva 

le tende sia ricordi che vento. Il vento è meno di un respiro. 

 

Il respiro ha fretta, esce dalla trincea del sonno 

in uno sbadiglio armato dalla stanza concava, la stanza 

coglie i denti a nudo, è ignoto dove si colloca un sorriso

e dove porta chiusa.

 

Sotto il tappeto a tinte cupe levita  il pavimento terreo 

e appena si distingue il cielo dalla strada: aperta parentesi,

semplicemente, Oh!, sente la distanza manifestarsi in tempo.

La solitudine è un modo per arenare il battello

udito sulla affiorante distopia di talune voci a venire. Oh!

è terribile che un ciclamino non possa mettere bocca

in quel senso. 

 


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