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Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Pubblicato il 04/02/2019 12:00:00

 

[ Cura e traduzioni di Roberto Maggiani ]

 

Vengono qui proposte alcune poesie tratte da Senhora Das Tempestades (1998), Sete Sonetos e um Quarto (2007) e Bairro Ocidental (2015). Il primo è uno straordinario libro di poesie, come l’autore della prefazione Vítor Aguiar e Silva scrive: “i poemi di questo libro sono una navigazione senza sosta attraverso i fiumi e i mari della vita e della morte, sono una richiesta di essere e non essere, sono una pesca simbolica di segni, sensi, presenze e assenze, sono un’incerta peregrinatio ad loca, sono la cartografia di un Ulisse errante senza un’Itaca sicura e familiare dove tornare...”. In Sete Sonetos e um Quarto si leggono intense poesie erotiche con disegni di João Cutileiro. In Bairro Ocidental si leva una voce di protesta e indignazione, si tratteggia un ritratto anticonformista della patria e delle varie forme di dittatura che la governano, come ad esempio i mercati finanziari.

Le traduzioni sono state effettuate sui libri pubblicati nelle edizioni Dom Quixote.

 

 

da Bairro OcidentalDom Quixote

 

 

 

ESTE RIO

 

Este rio que traz o mar cá dentro

e sendo mar não deixa de ser rio

este rio com margens que são centro

e sendo margens são nosso navio.

 

Este rio que volta quando parte

e quando parte leva as suas margens

este rio que vai a toda a parte

e mesmo em casa é todas as viagens.

 

Este rio que sabe a mar profundo

e dentro da cidade é rua e rio

e em cada rua dá a volta ao mundo

e de Lisboa fez nosso navio.

 

 

QUESTO FIUME

 

Questo fiume che porta il mare all’interno

ed essendo mare non smette di essere fiume

questo fiume con sponde che sono centro

ed essendo sponde sono la nostra imbarcazione.

 

Questo fiume che ritorna quando parte

e quando parte porta con sé le sue sponde

questo fiume che va dovunque

e anche a casa è tutti i viaggi.

 

Questo fiume che conosce il mare profondo

e dentro la città è strada e fiume

e in ogni strada gira il mondo

e di Lisbona ha fatto la nostra imbarcazione.

 

 

HORA INVERSA

 

Vi hoje as caravelas a morrer no Tejo

morriam nos teus olhos onde as ilhas

já não traziam a maravilhas e o desejo

como barcos sem velas e sem quilhas

navegava ao contrário em cada beijo.

Só os cavalos corriam sem rédeas nem cilhas.

Tágides minhas onde sois que vos não vejo?

 

Procurei no teu rosto mas não estavas

e lá de onde te encontras não se volta

já não há nautas para ondas bravas

nem fogo nem revolta nem palavras

agora já não travas tua morte à solta

nem eu sei se começas onde acabas.

Sou o último esquadrão mas não há escolta

para trazer de volta amor que tu buscavas.

 

Voavam longe os pássaros garajaus

anunciavam terra dizem os cronistas

agora há pescadores e turistas

tainhas e gaivotas na Ribeira das Naus

outras rotas sem ti nem ilhas nunca vistas.

Sopram os ventos frios de Dezembro

eterno é o que se perde o resto passa

há uma ode para ti tu és a Praça

um círculo se traça: esqueço e lembro

o teu corpo me abraça e não me abraça

em ti me apago e só por ti me acendo.

 

Vi hoje as caravelas a morrer e ouvi

o canto ocidental na praia extrema

e vi o ponto cardeal além de ti

nem sei de outro sinal: que a terra trema

teu rosto me chamava e eu o perdi

não resta mais que o sítio do poema.

 

Eu não sei porque morrem as caravelas

e com elas teus braços e teu rosto

dizem que certas noites passas pelas

praias onde nos guias das estrelas

e há sempre um marinheiro no seu posto

há o teu nome escrito em brancas velas

onde às vezes se vê um rei deposto.

 

Hora inversa: nem sonho nem Deus nem obra.

Aqui já tudo foi um começar.

Nas sílabas de agora um sino dobra

capelas imperfeitas sobre o mar.

Como chegar onde ninguém responde?

Sombra de sombra um rosto vem e foge

não há tempo no tempo não há onde.

Harpas do vento trazem-me o arpejo

de um desejo a morrer na praia extrema.

Chamo por ti aquém e além poema. Vi hoje

as caravelas a morrer no Tejo.

 

 

TEMPO INVERSO

 

Oggi ho visto le caravelle scomparire nel Tago

morivano nei tuoi occhi dove le isole

hanno smesso di portare meraviglie

e il desiderio come barca senza vela e senza chiglia

navigava al contrario in ogni bacio.

Mie ninfe del Tago dove siete che non vi vedo?

 

Ho cercato sul tuo viso ma non c’eri

e da là dove ti trovi non si torna

non ci sono più marinai per affrontare le onde impetuose

né fuoco né rivolta né parole

ora non puoi fermare la tua morte a piede libero

neanche so se cominci dove finisci.

Sono l’ultima squadra ma non ho la scorta

per portare indietro l’amore che cercavi.

 

Volavano lontano gli uccelli beccapesci

annunciavano terra dicevano i cronisti

ora ci sono pescatori e turisti

cefali e gabbiani sulla Ribeira das Naus*

altre rotte senza te né isole mai viste.

Soffiano i venti freddi di Dicembre

eterno è ciò che si perde il resto passa

c’è un’ode per te tu sei la Piazza

un circolo si traccia: dimentico e ricordo

il tuo corpo mi abbraccia e non mi abbraccia

in te mi appago e solo per te m’infiammo.

 

Oggi ho visto le caravelle scomparire e ho udito

il canto occidentale nella spiaggia estrema

e ho visto il punto cardinale al di là di te

non conosco un altro segno: che la terra tremi

il tuo viso mi chiamava e io l’ho perduto

non rimane altro che il luogo del poema.

 

Io non so perché scompaiono le caravelle

e con esse le tue braccia e il tuo viso

dicono che certe notti passi sulle

spiagge dove ci guidi alle stelle

e c’è sempre un marinaio al suo posto

con il tuo nome scritto su vele bianche

dove a volte si vede un re deposto.

 

Tempo inverso: né sogno né Dio né lavoro.

Qui tutto è cominciato.

Nelle sillabe di ora una campana risuona

chiese imperfette sotto il mare.

Come arrivare dove nessuno risponde?

Ombra d’ombra un viso viene e fugge

non c’è tempo nel tempo non c’è dove.

Arpe di vento mi portano l’arpeggio

di un desiderio che muore sulla spiaggia estrema.

Ti chiamo al di qua e al di là poema. Oggi ho visto

le caravelle scomparire nel Tago.

 

 

* Il nome del lungofiume di Lisbona (nota del traduttore)

 

 

GRAMÁTICA NAO GUARDA A VIDA

 

Um dia alguém preguntará

e ninguém saberá responder.

Nenhum verso o dirá. Nenhuma prosa.

Nada será senão

um relato vazio

um retrato sem rosto.

Uma gramática não guarda a vida

e o que fica de nos é o que não fica.

Ninguém ressuscita da sua própria

escrita. Quem escreve

está de passagem.

 

 

LA GRAMMATICA NON GUARDA LA VITA

 

Un giorno qualcuno domanderà

e nessuno saprà rispondere.

Nessun verso lo dirà. Nessuna prosa.

Niente sarà se non

un resoconto vuoto

un ritratto senza volto.

Una grammatica non guarda la vita

e quello che resta di noi è quello che non resta.

Nessuno resuscita dalla sua propria

scrittura. Chi scrive

è di passaggio.

 

 

E DE SUBITO A HISTÓRIA

 

A História entrou pelas meias pelas botas

entrou até pelo fato camuflado.

Entrou na pele e ficou lá. Como ser

neutro inespacial intransitivo?

A História entrou com sua tropa

fez-te mudar de roupa e substantivo

com suas balas letais e tracejantes

a História encheu consoantes e vogais

o pronome pessoal o adjectivo

encheu de sangue a branca ligadura

manchou de guerra a virgem literatura

entrou no jipe e fez-se as sete curvas

e desde então perdeste os adjectivos

e todas as letras se tornaram turvas

a História entrou no poema e não tem cura.

 

 

E IMPROVVISAMENTE LA STORIA

 

La Storia entrò dalle calze dagli stivali

entrò perfino dal vestito mimetico.

Entrò sottopelle e lì si fermò. Come essere

neutro senza spazio intransitivo?

La Storia entrò con la sua truppa

ti fece cambiare abito e sostantivo

con i suoi proiettili letali e traccianti

la Storia riempì consonanti e vocali

il pronome personale l’aggettivo

riempì quaderni ferite cerotti

riempì di sangue la benda bianca

macchiò di guerra la vergine letteratura

salì sulla jeep e si fece le sette curve

e da allora perdeste gli aggettivi

e tutte le lettere tornarono torbide

la Storia entrò nel poema e non ha cura.

 

 

O VENTO E AS FOLHAS

 

Caíram folhas pelas ruas da Europa.

Árvores reverdeceram. Caíram

pessoas livros cidades. Alguns países

envelheceram muito. Outros cresceram

de mais. E as folhas continuaram a cair.

E o vento varreu as folhas.

Um perfume de rosas nos jardins antigos

um sabor de maças

um gosto de lábios abertos. E o vento

a varrer as folhas.

 

 

IL VENTO E LE FOGLIE

 

Le foglie caddero per le strade d’Europa.

Gli alberi rinverdirono. Caddero

persone libri città. Alcuni paesi

invecchiarono molto. Altri crebbero

di più. E le foglie continuavano a cadere.

E il vento spazzò le foglie.

Un profumo di rose nei vecchi giardini

un sapore di mele

un assaggio di labbra aperte. E il vento

a spazzare le foglie.

 

 

VELHOS CADERNOS QUADRICULADOS

 

Os meus primeiros cadernos estão aqui

cheios de sangue e merda e lama

com poemas escritos à pressa no intervalo

de um combate ou de cócoras a cagar

no meio do mato. Poemas decorados

quando na cela não havia papel

e eram ditos em voz alta

só para ter a quem ouvir.

Poemas mais tarde escritos às escondidas

ou a passar fronteiras ou registados

enquanto caminhava pelas ruas

sem país sem casa sem tertúlias

nem compadrios literários

apenas a incomparável marginalidade extrema

e um caderno quadriculado para apontar

o sangue a merda a lágrima o amor a perda

de que se faz cada poema.

 

 

VECCHI QUADERNI A QUADRETTI

 

I miei primi quaderni sono qui

pieni di sangue e feci e fango

con poesie scritte in fretta nell’intervallo

di un combattimento o occupato a defecare

in un cespuglio. Poesie elaborate

quando in cella non avevo carta

ed erano pronunciate a voce alta

solo per avere chi le ascolta.

Poesie scritte più tardi furtivamente

o attraversando frontiere o riportate

mentre camminavo per le strade

senza paese senza casa né amicizie

o compagni letterati

solamente l’incomparabile marginalità estrema

e un quaderno a quadretti per annotare

il sangue le feci la lacrima l’amore la perdita

di cui è fatta ogni poesia.

 

 

 

da Senhora das TempestadesDom Quixote

 

 

SENHORA DAS TEMPESTADES

 

Senhora das tempestades e dos mistérios originais

quando tu chegas a terra treme do lado esquerdo

trazes o terremoto a assombração as conjunções fatais

e as vozes negras da noite Senhora do meu espanto e do meu medo.

 

Senhora das marés vivas e das praias batidas pelo vento

há uma lua do avesso quando chegas

crepúsculos carregados de presságios e o lamento

dos que morrem nos naufrágios Senhora das vozes negras.

 

Senhora do vento norte com teu manto de sal e espuma

nasce uma estrela cadente de chegares

e há um poema escrito em páginas nenhuma

quando caminhas sobre as águas Senhora dos sete mares.

 

Conjugação de fogo e luz e no entanto eclipse

trazes a linha magnética da minha vida Senhora da minha morte

teu nome escreve-se na areia e é uma palavra que só Deus disse

quando tu chegas começa a música Senhora do vento norte.

 

Escreverei para ti o poema mais triste

Senhora dos cabelos de alga onde se escondem as divindades

quando me tocas há um país que não existe

e um anjo poisa-me nos ombros Senhora das Tempestades.

 

Senhora do sol do sul com que me cegas

a terra toda treme nos meus músculos

consonância dissonância Senhora das vozes negras

coroada de todos os crepúsculos.

 

 

Nota. São relatadas apenas as primeiras seis estrofes dos dezoito que compõem o poema (nota do tradutor)

 

 

SIGNORA DELLE TEMPESTE

 

Signora delle tempeste e dei misteri originari

quando arrivi la terra trema sul lato sinistro

il terremoto porta la presenza di congiunzioni fatali

e le voci nere della notte Signora del mio stupore e del mio sgomento.

 

Signora delle maree viventi e delle spiagge battute dal vento

quando arrivi c’è una luna alla rovescia

crepuscoli carichi di presagi e il lamento

di quelli che muoiono nei naufragi Signora delle voci nere.

 

Signora del vento del nord con il tuo mantello di sale e schiuma

nasce una stella cadente di arrivi

e c’è un poema scritto su nessuna pagina

quando cammini sulle acque Signora dei sette mari.

 

Coniugazione di fuoco e luce e tuttavia eclissi

porti la linea magnetica della mia vita Signora della mia morte

il tuo nome si scrive sulla sabbia ed è una parola che solo Dio disse

quando arrivi inizia la musica Signora del vento del nord.

 

Scriverò per te il poema più triste

Signora dai capelli di alga dove si nascondono le divinità

quando mi tocchi c’è un paese che non esiste

e un angelo si posa sulle mie spalle Signora delle Tempeste.

 

Signora del sole del sud con cui mi accechi

la terra tutta trema nei miei muscoli

consonanza dissonanza Signora delle voci nere

coronata da tutti i crepuscoli.

 

 

Nota. Sono riportate soltanto le prime sei strofe delle diciotto che compongono il poema (nota del traduttore)

 

 

CORAÇÃO POLAR

 

1.

 

Não sei de que cor são os navios

quando naufragam no meio dos teus braços

sei que há um corpo nunca encontrado algures no mar

e que esse corpo vivo é o teu corpo imaterial

a tua promessa nos mastros de todos os veleiros

a ilha perfumada das tuas pernas

o teu ventre de conchas e corais

a gruta onde me esperas

com teus lábios de espuma e de salsugem

os teus naufrágios

e a grande equação do vento e da viagem

onde o acaso floresce com seus espelhos

seus indícios de rosa e descoberta.

 

Não sei de que cor é essa linha

onde se cruza a lua e a mastreação

mas sei que em cada rua há uma esquina

uma abertura entre a rotina e a maravilha

há uma hora de fogo para o azul

a hora em que te encontro e não te encontro

há um ângulo ao contrário

uma geometria mágica onde tudo pode ser possível

há um mar imaginário aberto em cada página

não me venham dizer que nunca mais

as rotas nascem do desejo

e eu quero o cruzeiro do sul das tuas mãos

quero o teu nome escrito nas marés

nesta cidade onde no sítio mais absurdo

num sentido proibido ou num semáforo

todos os poentes me dizem quem tu és.

 

 

Nota. Primeira parte de dois (nota do tradutor)

 

 

CUORE POLARE

 

1.

 

Non so di che colore sono le navi

quando naufragano tra le tue braccia

so che c’è un corpo mai incontrato da qualche parte nel mare

e che questo corpo vivente è il tuo corpo immateriale

la tua promessa sugli alberi di tutti i velieri

l’isola odorosa delle tue gambe

il tuo ventre di conchiglie e coralli

la grotta dove mi aspetti

con le tue labbra di schiuma e di salsedine

i tuoi naufragi

e la grande equazione di vento e di viaggio

dove la sorte fiorisce con i suoi specchi

le sue tracce di rosa e di scoperta.

 

Non so di che colore sia questa linea

dove s’incrociano la luna e i pennoni

ma so che in ogni strada c’è una curva

un’apertura tra la routine e la meraviglia

c’è un tempo di fuoco per l’azzurro

il tempo in cui ti incontro e non riesco a trovarti

c’è un angolo al contrario

una geometria magica in cui tutto può essere possibile

c’è un mare immaginario aperto in ogni pagina

non mi vengano a dire che mai più

le rotte nascono dal desiderio

e desidero la croce del sud dalle tue mani

desidero il tuo nome scritto sulle maree

in questa città dove nel posto più assurdo

in una direzione vietata o a un semaforo

tutti i tramonti mi dicono chi tu sei.

 

 

Nota. Prima parte di due (nota del traduttore)

 

 

FOZ DO ARELHO

OU

PRIMEIRO POEMA DO PESCADOR

 

Este é apenas um pequeno lugar do mundo

um pequeno lugar onde à noite cintilam luzes

são os barcos que deitam as redes junto à costa

ou talvez os pescadores de robalos com suas lanternas

suas pontas de cigarro e suas amostras fluorescentes

talvez o Farol de Peniche com seu código de sinais

ou a estrela cadente que deixa um rastro

e nada mais.

 

Um pequeno lugar onde Camilo Pessanha voltava sempre

talvez pelo sol e as espadas frias

talvez pela orquestra e os vendavais

ou apenas os restos sobre a praia

“pedrinhas conchas pedacinhos d’osso”

e nada mais.

 

Um pequeno lugar onde se pode ouvir a música

o vento o mar as conjunções astrais

um pequeno lugar do mundo onde à noite se sabe

que tudo é como as luzes que cintilam

um breve instante

e nada mais.

 

 

FOZ DO ARELHO

O

PRIMO POEMA DEL PESCATORE

 

Questo è solo un piccolo posto nel mondo

un piccolo posto dove di notte scintillano luci

sono le barche che depongono le reti vicino alla costa

o forse i pescatori di branzini con le loro lanterne

i loro mozziconi di sigaretta e le loro esche fluorescenti

forse il Faro di Peniche con il suo codice di segnali

o la stella cadente che lascia una scia

e niente di più.

 

Un piccolo posto in cui Camilo Pessanha tornava sempre

forse per il sole e as espadas frias*

forse per l’orchestra e i venti forti

o solo per i resti sulla spiaggia

“sassolini conchiglie pezzettini di ossa”

e niente di più.

 

Un piccolo posto dove si può ascoltare la musica

il vento il mare le congiunzioni astrali

un piccolo posto nel mondo dove di notte si sa

che tutto è come le luci che scintillano

un breve istante

e niente di più.

 

Foz do Arelho, 8.8.96

 

 

* Citazione del verso “Fulgiam nuas as espadas frias...” di Camilo Pessanha, tratto da “Foi um Dia de Inúteis Agonias” in “Clepsidra” (nota del traduttore)

 

 

SEXTO POEMA DO PESCADOR

 

De noite junto ao mar eu pescador

não mais que um ponto de interrogação

pergunta sem resposta

batido pelo vento entre o tudo e o nada

essas duas palavras sem sentido

ou que só tem sentido do avesso

olho as estrelas eu próprio em combustão

cinza futura

olho as estrelas e os grandes intervalos negros

onde por vezes brilha

um ponto

o quê ou quem

talvez o todo

talvez o menos multiplicado pelo menos

Deus ou ninguém

não mais que um ponto perdido

ou eu só frente ao mar

entre duas palavras sem sentido.

 

Lisboa, 22.12.96

 

 

SESTO POEMA DEL PESCATORE

 

Di notte sul mare io pescatore

non più di un punto interrogativo

domanda senza risposta

battuto dal vento tra il tutto e il nulla

queste due parole senza senso

o che hanno senso solo al contrario

guardo le stelle io stesso in combustione

cenere futura

guardo le stelle e gli ampi intervalli neri

dove a volte brilla

un punto

cosa o chi

forse il tutto

forse il minimo moltiplicato per almeno

Dio o nessuno

non più di un punto perso

o io solo di fronte al mare

tra due parole senza senso.

 

Lisbona, 22.12.96


 

UM VERSO

 

Um verso. Nada mais que um verso cintilante

contra o equilíbrio cósmico e a expansão do universo

na cauda do cometa mais errante

no coração do espaço e seu avesso

uma silaba cantante

um verso.

 

Para alem dos buracos negros e das linhas interstelares

um som no espaço

um eco pelos ares

um timbre um risco um traço.

 

Um som de um: alquimia

de signos e sinais

não mais do que outra forma de energia

imagens espectrais

de um sol inverso

um ponto luminoso nos fractais

um verso.

 

14.12.97


 

UN VERSO

 

Un verso. Nient’altro che un verso scintillante

contro l’equilibrio cosmico e l’espansione dell’universo

sulla coda della cometa più errante

nel cuore dello spazio e il suo rovescio

una sillaba canterina

un verso.

 

Oltre ai buchi neri e alle linee interstellari

un suono nello spazio

un’eco attraverso l’aria

un tono un rischio un tratto.

 

Un suono di un suono: alchimia

di segni e segnali

non più di un’altra forma di energia

immagini spettrali

di un sole inverso

un punto luminoso nei frattali

un verso.

 

14.12.97

 

 

da Sete Sonetos e um QuartoDom Quixote

 

 

 

*

 

Em cada corpo a corpo se procura

o espírito das águas onde a alma

por vezes paira sobre a face obscura

e só depois do fim encontra a calma

 

essa calma tristíssima de quem

volta a si de repente e sabe então

que enquanto um se esvai e outro se vem

ninguém e de ninguém ó solidão.

 

Suprema solidão que vem depois

de findo o corpo a corpo sobre a cama

quando nunca se é um mas sempre dois

 

e só um cigarro triste ainda é chama

e um último pudor puxa os lençóis

e a cinza cobre o amor que já não ama.

 

 

*

 

In ogni corpo a corpo si cerca

lo spirito delle acque dove l’anima

a volte grava sulla faccia scura

e solo dopo la fine trova la calma

 

questa calma tristissima di chi

ritorna improvvisamente da te e lo sa

che mentre uno svanisce un altro arriva

nessuno è di nessuno, oh solitudine.

 

Suprema solitudine che viene dopo

il termine del corpo a corpo sul letto

quando non si è mai uno ma sempre due

 

e solo una sigaretta triste ancora è fiamma

e un ultimo pudore tira i lenzuoli

e la cenere copre l’amore che già non ama.

 

 

*

 

Gostava de morar na tua pele

desintegrar-me em ti e reintegrar-me

não este exilio escrito no papel

por não poder ser carne em tua carne.

 

Gostava de fazer o que tu queres

ser alma em tua alma em um só corpo

não o perto e o distante entre dois seres

não este haver sempre um e sempre o outro.

 

Um corpo noutro corpo e ao fim nenhum

tu és eu e eu sou tu e ambos ninguém

seremos sempre dois sendo só um.

 

Por isso esta ferida que faz bem

este prazer que dói como outro algum

e este estar-se tao dentro e sempre aquém.

 

 

*

 

Mi piaceva vivere sulla tua pelle

disintegrarmi in te e reintegrarmi

non questo esilio scritto su carta

per non poter essere carne nella tua carne.

 

Mi piaceva fare quello che vuoi

essere anima nella tua anima in un solo corpo

non il vicino e il distante tra due esseri

non questo avere sempre uno e sempre l’altro.

 

Un corpo in un altro corpo e alla fine nessuno

tu sei me e io sono te e tutti e due nessuno

saremo sempre due essendo solo uno.

 

Quindi questa ferita che fa bene

questo piacere che fa male come nient’altro

e questo restare così dentro e sempre sotto.

 

 

*

 

Bendita sejas tu porque mulher

bendita sejas não porque te dás

mas porque o teu prazer é o meu prazer

e só no teu prazer encontro paz.

 

Correrão muitos rios mas o teu

é o que me leva as águas do baptismo

contigo em cada orgasmo eu subo ao céu

noite a noite contigo eu vejo o abismo.

 

Corre o Jordão e o Tibre os rios correm

contigo em cada orgasmo eu me baptizo

contigo noite a noite a dor e o riso.

 

Nas curvas do teu corpo os diabos morrem

bendita sejas tu porque me levas

onde a luz do prazer nasce das trevas.

 

 

*

 

Che tu sia benedetta perché donna

che tu sia benedetta non perché ti dài

ma perché il tuo piacere è il mio piacere

e solo nel tuo piacere trovo pace.

 

Scorreranno molti fiumi ma il tuo

è quello che mi spinge verso le acque del battesimo

con te in ogni orgasmo salgo in cielo

notte dopo notte con te vedo l’abisso.

 

Corre il Giordano e il Tevere i fiumi corrono

con te in ogni orgasmo mi battezzo

con te notte dopo notte il dolore e le risate.

 

Nelle curve del tuo corpo i demoni muoiono

che tu sia benedetta perché mi porti

dove la luce del piacere nasce dall’oscurità.

 

 

*

 

Um arrepio corre as minhas pernas

quando nelas se enrosca a tua cobra

mas pouco a pouco as mãos ficam mais ternas

e o que em mim se endireita em ti se dobra.

 

Por vezes se conjugam cobra e tigre

para que os anjos finalmente acordem

e o reino dos sentidos seja livre

quando as bocas se beijam e os deuses mordem.

 

Eis que as tuas agulhas me magoam

e as tuas unhas gravam em minhas costas

as aves do desejo que só voam

 

quando te faço tudo o que tu gostas

ainda que os prazeres por vezes doam

se acaso os dois abrimos outras portas.

 

 

*

 

Un brivido mi corre lungo le gambe

quando in esse si arrotola il tuo cobra

ma a poco a poco le mani diventano più dolci

e ciò che in me si raddrizza in te si flette.

 

A volte si combinano cobra e tigre

affinché gli angeli finalmente concordino

e il regno dei sensi sia libero

quando le bocche si baciano e gli dèi mordono.

 

Ecco che i tuoi aghi mi feriscono

e le tue unghie incidono la mia schiena

gli uccelli del desiderio volano soltanto

 

quando ti faccio tutto ciò che ti piace

anche se i piaceri a volte donano

se per caso entrambi apriamo altre porte.

 

 

[ Cura e traduzioni di Roberto Maggiani ]

 

Le traduzioni delle poesie Questo fiume, Il vento e le foglie, Un verso, Sesto poema del pescatore, sono pubblicate anche sulla rivista l'immaginazione n. 309 (gennaio-febbraio 2019)

 


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