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Micro Mega - Crimini d’establishment

Rivista

Camilleri Lucarelli Oggero Perazzoli Carlotto Monaldi e altri.
Gruppo Editoriale l’Espresso

Recensione di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 10/06/2011 12:00:00

“Crimini d’establishment” – MicroMega direttore: Paolo Flores d’Arcais 3/2011
 
Autori: Camilleri / Lucarelli / Vichi /Varesi / Oggero / Auriemma / Carlotto / Colaprico / Pulixi / Genna / Verasani / Pellizzetti / Macchiavelli / Monaldi & Sorti / Caldiron / De Lorenzis / Perazzoli.
 
Non ci siamo, o forse ci siamo eccome! La presunzione di Micro Mega questa volta ha peccato di falsa modestia sfoggiando sul mercato editoriale un eccezionale raccolta di nomi famosi (troppo famosi), con racconti di ottimo livello e davvero a buon mercato che si divorano tutti d’un fiato. In contrapposizione quindi i due sostantivi usati, cosa che non lo sono invece, i racconti contenuti all’interno, veloci, dinamici, realistici (più del vero), affatto ridicoli come li si vorrebbe, e che riscattano in qualche modo l’egida mussoliniana riportata in apertura: “Bisogna ridicolizzare i fautori o diffusori di romanzi gialli e talora giallissimi, parto di fantasie malate, bisognose di energiche cure”: (B. M.). Ce n’è voluto dico io, di tempo, prima che qualcuno si accorgesse di una scrittura: giallo, noire, fiction, burlesche, ecc. chiamatela pure come volete, che desse spazio a quella creatività tutta italiana che, a differenza dei molti titoli stranieri pubblicati, visti al Salone del Libro, occupano uno spazio davvero esiguo nelle nostre librerie. Come se non bastasse già il cinema a riempire tutti gli spazi nostrani. Come dice Guido Caldiron in Filo Rosso, facendo per noi un ripasso generale sul “giallo” in apertura del volume: “Perché scoprire il colpevole di un crimine letterario è un po’ come svelare ciò che non funziona nelle nostre società. L’indagine sociale, il racconto dello spazio urbano e la ricostruzione della memoria storica alla base del successo della letteratura poliziesca e ne spiegano la natura intrinsecamente politica e potenzialmente pericolosa per il potere”. Così detto, non ci serve di andare a cercare stereotipi all’estero che ne abbiamo in casa nostra a iosa. Scrittori italiani (meno famosi), fatevi sotto, dunque, magari in una prossima uscita di Micro Mega potrebbe toccare anche a voi di riempire le belle pagine che “finalmente” qualcuno ha pensato bene di mettere a disposizione! E siatene all’altezza. Questo vale anche per i poeti italiani che si dimenano in accorate e inespressive colpevolezze: tirate fuori il fiato, la vita quotidiana, il sociale, quello che viviamo, è sotto gli occhi di tutti, è possibile che se ne trovate la forza, le pagine di chissà quante altre riviste, come ha fatto Micro Mega, pubblicheranno le vostre grida: ma che siano alte! E forti per giunta! Nel merito del volume, tralascio volutamente di parlare di Camilleri e Lucarelli perché all’apice, sottolineo il bellissimo racconto “Povera Rosa” di Margherita Oggero, quello di Carlotto & com. “L’ultima ruota del carro” e duello di Grazia Verasani “Per quello che m’importa” che aprono una finestra su una realtà che facciamo finta di non conoscere; non in ultimo, quel “Secretum” di Monaldi & Sorti, che si svolge nel lontano 1700, breve ma davvero straordinario nella sua ordinata concretezza.



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