Pubblicato il 24/10/2008 20:10:00
In questo romanzo Rugarli distilla decenni di cronaca dItalia, e ci regala un bellissimo romanzo, pura invenzione, ma reale in ogni singolo dettaglio, a cominciare dalla trama. Un vescovo, a capo di una potente organizzazione, che apparentemente benefica e caritatevole, in realt serve ad arricchire pochi, viene avvelenato mentre celebra lultima messa prima di annunciare il suo ritiro dalla vita pubblica, e degli affari. I cattivi e sospettati sono un manipolo di personaggi, uguali a quelli che riempiono le pagine dei giornali ogni giorno, tra cui un politico di successo con un passato di sedicente mago, e assolutamente refrattario allonest, un banchiere di manica larga coi soldi della banca, una scienziata che con un fior di metafora fa anche la prostituta e cos via. Non mancano i buoni: un poliziotto integerrimo alla vigilia della pensione e una donna magistrato, un po nevrotico, entrambi ostinati alla ricerca dellassassino e del movente. Il libro viene raccontato su due piani, quello della vicenda in corso e quello di alcuni memoriali, che ciascuno dei sospettati aveva scritto al vescovo nella speranza di essere nominato suo successore alla guida della associazione cosiddetta caritatevole, cui spetta il compito di narrare lantefatto. Lambientazione in una Milano appena contraffatta dal cambio di nomi dei luoghi e del suo Naviglio, che nella vicenda diventa un minaccioso fiume, cui spetter il compito di Angelo Sterminatore nel finale della storia, travolgendo anche un centro residenziale costruito su un terreno agricolo trasformato, grazie alle mazzette, in terreno edificabile. La lettera daddio del vescovo, su cui spasmodicamente tutti vogliono mettere le mani, pensando che contenga chiss che cosa, e il movente dellomicidio, alla fine, saranno molto pi semplici, oserei dire banali, rispetto a quello che tutti si aspettavano, ma la paura di poter perdere qualcosa e una notevole dose di coda di paglia mettono tutti in allarme. Il romanzo veramente bello nel suo insieme, triste e grottesco, ma riesce anche a far sorridere, Rugarli conferma le sue note doti di grande narratore e di fustigatore della corrotta societ attuale. Al libro viene dato il taglio e la dinamicit di un giallo, con delitto, sospettati ed indagini, ma un giallo come ci hanno abituati le cronache, quando le indagini si avvicinano a qualche personaggio importante si insabbiano. Detto tutto ci potrebbe sembrare un libro cupo, o una specie di romanzo-verit di denuncia sociale come ce ne sono altri, in realt questo Buio di notte, resta innanzitutto un romanzo, un gran bel romanzo, che, immergendo fatti presi dalla realt, nelle tinte del romanzesco rende la narrazione leggera ed elegante. Rugarli riesce a costruire atmosfere e dialoghi con uno stile molto personale con delle particolarit che a tratti ricordano il Gadda, soprattutto in certi passaggi o dialoghi in cui, tra le righe di un linguaggio eccellente, si intrecciano inflessioni dialettali o parole inventate, come rami di glicine fioriti ed intrecciati ad un austero cancello. Alla vicenda principale del delitto, inoltre, Rugarli, affianca lamore dellispettore Rossi per una commessa che si riveler una truffatrice e le cui sembianze lispettore ritrover nella suonatrice darpa Luisa Paradiso in pagine dal sapore pi intimista e vagamente ottocentesco e riproponendo in chiave minore ed intimista la contrapposizione fra malvagi sotto mentite spoglie e buoni in un paradiso che tale forse solo di nome.
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