Da dove riemersa la tua figura
pi di una volta nobile e snella?
Forse da dove come Cariddi e Scilla
rampanti si scontrano lo spazio e il tempo?
E sembri muta chiedermi come trasmuti
in uno sbaraglio la mia sera, se lo stesso ti penso,
se pure disseccato il mio cuore ancora ti spera.
Tu sai, noi sapemmo, che speranza un
guardare fidi allorizzonte credendo salzi
lastro, il volto spasimato, eppure conosci
del miraggio cieco il giudizio che ne ho dato.
Io non spero n dispero. Sono dove spira
non la mente il sentimento, arde quello
che mi tocca e fa di me un povero contento.
Non ti chiedo, o riemersa, del profondo
che ti occulta mentre pi io non attendo,
e mena dellultima sua inezia gloria il mondo.
La vita solo scaglie duna serpe vile
che dopo che tha morso lenta poi sabbiscia
sul cottimo saziato delle sue infiaccate spire.
Dai tali circondato e poi dai quali
eterni come frusti fogli di giornali
ormai provetto ho appreso larte
protetto di starmene in disparte.
I tuoi occhi come un tempo,
gli occhi supplichevoli di bene
Quello che in mezzo vi si pose
non mi riusc di battezzargli un nome.
Perch riemersa in queste ore
a chiedere lo stesso, il fiato che allora
gi non ti rispose, tu riemersa, ma da dove?
Credo che a te accanto rassegnato
abbia scelto di restare anche lamore.
(riproposta)
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