CAPITOLO IV - La principessa Nefer
Dopo aver incrociato quello di Al, lo sguardo di Isabellavag verso lo sfuggente orizzonte; navig, in un addensarsi di fluttuantivapori, oltre le spalle del ragazzo e naufrag in infinite distanze, prima diinfrangersi contro la Cima, la montagna messa l dagli Dei a vigilare ilsonno dei Faraoni e delle loro Spose.
Con la sensazione che lo spirito si muovesse allinternodi un incantesimo, attravers la montagna e si spinse oltre il deserto,il fiume e la citt e raggiunse la terrazza la terrazza del Palazzo Reale diTebe che, da quellaltezza dominava ogni cosa: i tetti delle case, le cime deiTempli, le sommit dei Piloni, le acque del Nilo.
Nefer Occhi Lucenti. Piccola signora, ecco che tiritrovo.
Una voce raggiunse alle spalle la principessa NeferIsabella-Nefer, la figlia minore del Faraone, costringendola a girare il capo;il gesto fece tintinnare gli orecchini di lapislazzulo, che sparsero sul suobel volto una luce azzurrina.
Un turbinio di pensieri, di emozioni e sensazionisconosciute scompigliavano il suo cervello: si sentiva come appena uscita da unsogno fantastico. Alz la mano per toccare gli orecchini e lo sguardo cadde suifianchi, su cui scendevano, morbide, le pieghe di una tunica di lino trattenutain vita da una cintura dorata; una sciarpa a frange sulle spalle, calzari dipapiro ai piedi, completavano il suo abbigliamento.
Che strano sognoche strane genti. pens, poi sorrisealla donna che laveva raggiunta, det matura, bassa e grassottella, che lafissava con occhi ossequiosi ed affettuosi Guarda quei due ibis, Merende.Guarda il loro volteggiar sui tetti. disse.
La mia piccola sognatrice! Sempre ad inseguire il volodegli ibis, sempre persa dietro le fantasie. sorrise la vecchia e le rassettcon gesto amorevole la veste di lino pregiato.
Io volo lontano con gli ibis, nutrice. Lascio questestanze e sogno luoghi meravigliosi e genti misteriose Se tu potessi conoscere,nutrice, i mondi meravigliosi in cui mi portano i miei sogni! sospir e ladonna sorrise.
La principessa Nefer detestava gli odori penetranti dellestanze del gineceo, quelli dellincenso e degli unguenti. Lei amava il profumodella lavanda, delliris e del loto che rallegravano la terrazza. Detestava lapenombra di stanze e corridoi ed amava la luce e il richiamo del mondo cheproveniva da oltre le siepi della terrazza e correva lass tutte le volte chele era consentito farlo.
Quel mattino, per, non rest a lungo da sola. Un allegrocicaleccio la invest alle spalle: le principesse Agar, Nefrure, Amksenammon,le sue sorellastre, con le ancelle, avevano invaso quel posto trasformandolo inun allegro salotto. Sguardi, sorrisi e parole sfioravano speranzosi le stradesottostanti, i tetti dove le ancelle soleggiavano le lenzuola e le acque delNilo in piena.
Due ancelle avevano portato rocche e fusi per filare;Nelle loro mani i fili di lino rilucevano ancora dolio; lolio era necessarioper ottenere quella brillantezza per cui le tele di Tebe erano famose.
Nefer prese subito un fuso ed un rocchetto di lino; lagrossezza, per, indicava che non era al lavoro che stava dedicando la suaattenzione.
Da qualche tempo, la principessa Nefer era sempre distratta, trasognata e attratta da mondilontani.
Arrivano. una voce la strapp alle sue riflessioni Ecco le navi di Ugarit.
Gli ambasciatori di Ugarit viaggiano su quelle navi perchiedere al Faraone una figlia in sposa per il loro Sovrano. disse Agar che,in punta di piedi, aggrappata alla ringhiera per vedere meglio, scrutava leacque del Nilo, rigogliose in quella stagione.
Agar era molto bella; il fisico era agile e snello e lapelle era luminosa, come attraversatadal sole. Era, tra le sorelle, la preferita di Nefer perch ribelle econtestatrice quanto lei e perch come lei, anche Agar aveva un unicodesiderio: volare via da quel nido dorato. Presto anche lei sarebbe salita suuna nave come quella: da Ur erano venuti per lei ambasciatori a chiedere la suamano per un principe babilonese.
Gruppi di operai, di sotto, spingevano, su grosse sfere,un obelisco assicurato ad un lastrone di legno. Nefer seguiva con aria assentei loro movimenti.
Presto arriveranno ambasciatori anche dalla Colchidedisse ancora Agar.
Agar era sempre informata su tutto, era sempre al correntedi ogni cosa e Nefer non aveva motivo di dubitare della sua affermazione: Agar sentiva e vedeva le cose prima ancora che accadessero e apparissero.
Colchide? E dove si trova? domand sporgendosi anche leioltre la balaustra; i lunghi capelli neri e setosi, agitati dal vento diprimavera, sembravano ali di ibis spiegate nel cielo; la pioggia era cadutaininterrotta per molti giorni e laria sera fatta pi tersa.
Molto lontano. E una citt posta sotto la protezione diun Ariete Sacro dal Vello dOro.
Nefer fece latto di riprendere la parola, ma una vocegioiosa alle spalle glielo imped, costringendola a voltarsi.
Thutmosis esclam.
Thutmosis era suo fratello, pi giovane di lei di un anno.Come tutti i maschi, allet di sei anni aveva lasciato il gineceo per esseredestinato alle armi o a qualche Dicastero.
Da quanto tempo non lo vedeva! Molte primavere erano passatedal giorno in cui era salito su una nave dei marinai del Popolo della Porpora.
I marinai pi valenti del mondo ed i pi ardimentosi. diceva di loro il Faraone Pi ancoradei Popoli di Mare.
I Popoli di mare venivano da molto lontano; arrivavanoda citt dai nomi strani: Corinto, Cnosso, Creta, tutte sotto la protezione diun Toro Sacro e su cui si raccontavano storie paurose ed inquietanti. QueiPopoli avevano assalito lEgitto ed erano cos sicuri della vittoria, datrascinarsi dietro le famiglie. I soldati del Faraone, per, e Tuthmosis conloro, li avevano ricacciati in mare.
Thutmosis! - ripet la principessa Nefer tendendo lebraccia al fratello Ma come sei cresciuto!
Dimprovviso, per, proprio mentre le braccia tesesfioravano quelle del fratello, un etra fluttuante ed impalpabile circond ilvolto di Thutmosis ed ogni cosa and sfocando. Una sensazione mai provataprima, lassal, come il distaccarsi da se stessa, il camminare, landaredentro lo spirito.
Thutmosis chiam.
Apr gli occhi e,sotto un sole che le ingiuriava lo sguardo, vide il volto preoccupato di Al equello sfingeo di Osor, chini su di lei.
Thutmosis - chiam ancora, poi Ma dove sono? DovThutmosis?... Voi tu sei Al e tu seiOsor Siete proprio voi?
Sta delirando. - Isabella sent la voce di Al provenireda una distanza remota - Isabella sei tornata? Stavi delirando. Chiamavi uncerto Thutmosis, parlavi di Creta e Colchide, Arieti e Tori Sacri
Che cosa successo? domand, appena rientrata completamentein s; le orecchie le ronzavano e dietro la fronte, pensieri e sensazionicorrevano come anatre attaccate dal cacciatore.
Sei stata morsa da uno scorpione. Non ricordi? spiegAl - Osor ha guarito la tua ferita, ma non chiedermi come ha fatto.
Oh, sapessi che strano sogno. Mi trovavo mi parevaproprio desserci.
Dove?
A Tebe. Nellantica citt di Tebe. Il mio nome eraNefer s, come la principessa della tomba rinvenuta. E stato un sogno, ma eracos reale E stato un sogno, vero, Osor? domand.
Osor, la creatura prodigiosa scosse il capo.
Nonon stato un sogno? sbalord la ragazza - Cos stato, allora? Se non stato un sogno che cosa stato?
Il volto del Guardiano rest una sfinge.
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Era ancora chiaro, ma il tramonto era prossimo quando ilprofessore ed Hammad rientrarono da Il Cairo. Avvertito dellincidente,Alessandro si rec subito dalla sorella.
Come sta? continuava a chiedere ad Al che loaccompagnava.
Adesso bene, ma c una sorpresa.
Come pu star bene chi stato morso da uno scorpione?
Per fortuna cera Osor con noi. replic il ragazzo.
Chi costui? domand il professore
Ehhh!... questa la sorpresa. E che sorpresa!
Oh! interloqu Hammad, che li seguiva di un passo Emolto misterioso, il mio ragazzo, oggi.
Mai quanto la sorpresa che vi attende ehhh!
Trovarono Isabella che stava riposando; nel sentirliarrivare la ragazza riapr gli occhi.
Ehi, piccola! Mi hai fatto prendere un bello spaventoCome stai?
Non potrei stare meglio, fratellone. Grazie a lui.
Isabella indic Osor in piedi in fondo al letto, gambedivaricate e braccia incrociate sul petto. Alessandro si gir verso di lui.
Sfingeo nella sua immobilit, straordinario nelleproporzioni del fisico, Osor catturimmediatamente linteresse del professore. Qualcosa, per, nella figura diAlessandro, dovette indurre nella creatura una qualche parvenza diemozione, poich un barbaglio inquieto si lev dal suo sguardo daquila.
Alessandro tese in avanti la destra.
La mano, Osor. Stringi la mano a mio fratello.intervenne la ragazza.
Osor ubbid e la mano del giovane parve stritolarsi nellamorsa dacciaio delle sue dita; il professore ebbe una smorfia di dolore.
Ehi, ma chi questo Titano? esclam tentando, invano diliberarsi della stretta.
Lascialo. intervenne ancora la ragazza che prosegu,rivolta ad Al Prova a dirgli tu chi Osor e da dove viene.
Questi due nascondono qualcosa. sorrise Hammad,facendosi avanti. Chi questo aitante giovanotto?
Chi ? Ah.ah.ah E Osor. E il Guardiano della tombadella principessa Nefer, ma cosa sia aggiunse dopo una pausa assai eloquente proprio non lo so.
E un altro dei vostri scherzi? domand ancoralassistente del professore.
Niente affatto! spieg il ragazzo E proprio ilGuardiano della tomba. Non lo riconosci?... Non riconosci la statua che stavanella cripta?
La statua misteriosamente scomparsa?
Proprio quella. Ha preso il volo, ma rieccola qui!
Basta con gli scherzi. interloqu Alessandro E tu,giovanotto non dici nulla? Sei un nuovo operaio? Ti manda la FondazioneRamses di Londra? Chi sei? Vuoi rispondere?
Io sono Osor, Guardiano della Soglia. cominci a recitare la formidabile creatura Sono io che respingo i profanatori della dimora della mia signora. Sono ioche con il tocco della Morte Incognita di cui dotata la mia mano, punisco gliempi.
Basta, ragazzi
E la verit, professore. disse Al, diventato serio Non comprendiamo cosa sia successo, ma lui proprio quello che dice di essere.Toccagli il petto: non c battitocardiaco e neppure il polso ha battito Forza, toccalo. Toccatelo.
Un attimo di titubanza, nel professore, prima di tenderela mano verso il largo petto della creatura; lo stesso fece Hammad.
Nulla. Non cera nessuna delle attivit che indicano lavita.
E questi fori nella tunica? incalz Isabella Glihanno sparato, a Nedinet Habu. E stato un uomo della banda di Abdel il Rosso.Avreste trovato le nostre carcasse ad essiccare al sole se Osor non ci avessefatto scudo con il suo corpo.
Che spettacolo! incalz Al Le pallottole lo hannoattraversato da parte a parte. Che spettacolo, ragazzi! E quei banditi?... sela sono data a gambe, ah.ah.ah
Davvero non si tratta di uno scherzo? Hammad torn atastare il petto della creatura Per la potenza di Allah! Non possibile! ritir la mano, con la sensazione di chi ubriaco senza aver bevuto Checos, allora?
Al si strinse nelle spalle e Isabella scosse il capo;Alessandro torn a fissare la creatura
Il Guardiano della Soglia! Colui che colpisce iprofanatori con il tocco della Morte Incognita.. recit scetticoAlessandro, ma Hammad lo interruppe:
Il Guardiano della Soglia disse Si chiamavacos Bes, Signore del Sonno e del Riposo.
Bes? Al scambi unocchiata con la ragazza Lui ha parlato di Bes. Ha detto dessere ilsacerdote del Deforme Bes.
Il Deforme Bes! Ma certo! disse Alessandro con unarisata tirata e nervosa, per nascondere lemozione, ma torn serio Luipotrebbe essere, per quanto inverosimile appaia, il testimone della potenzadegli antichi sacerdoti egizi per quanto paradossale
Che vuol dire: testimone della potenza.. fece Isabel, maHammad:
che questa creatura potrebbe essere un prodotto del potere occulto degli antichi sacerdotiegizi, capaci di manipolare la materia. spieg.
Ma straordinario! Significa che gli antichi sacerdotiegizi possedevano cognizioni che la moderna scienza non ha ancora scoperto?
Forse in parte. convenne Alessandro Sapete cosaconteneva il sacchetto che quella statua Santo Cielo che Osor teneva inmano?... Alessandro fece seguire una pausa carica di emozione Materialeradioattivo. disse infine Uranio. La Morte Incognita non altro che un sacchetto di materiale radioattivo.
Cooosa? fecero in coro i due ragazzi - Stupefacente!
Forse no! Quei grandi costruttori di Piramidi, queglistraordinari osservatori di ognuno dei fenomeni della natura, conoscevano glieffetti della radioattivit e se ne servivano per proteggere le tombe dei loroRe.
Chiss quali e quanti segreti sono nascosti sotto questesabbie e dentro queste rocce. comment Al.
Segreti che Osor potrebbe svelarci. - replic Isabella -Sapete che cosa significa tutto questo?
Diamine, se lo sappiamo! esclam Alessandro Ma checosa ne sarebbe di lui se tutto questo diventasse di dominio pubblico?
Per questo non ne abbiamo fatto parola con nessuno. spieg Al Per proteggerlo.
Per farlo, per, - replic il professore dobbiamosaperne di pi sul suo conto. Chi , veramente, Osor?
Io ho fatto un sogno strano. disse la ragazza Osor miha portata indietro nel tempo toccandomi la fronte col suo indice.
Per tutti i diavoli! proruppe il professore.
Io potrei tornare indietro e scoprirlo. gli fece eco laragazza, ma la voce inaspettata di Osor, che per la prima volta parlava senzaessere interpellato, dirott verso di lui lattenzione di tutti.:
Non chieda troppo al Destino, la mia signora, o morir adet non conveniente. recit.
Sta dicendo che pericoloso tornare laggi. disse Al.
Ha ragione lui.- convenne Alessandro La casta dei cherwebb,i sacerdoti egizi di massimo grado, eraassai potente e pericolosa.
Non sono sprovveduta n ingenua.- replic la ragazza Iosaprei
No! la interruppe perentorio il fratello Nulla sipoteva fare allora che non fosse gradito a quella potentissima casta e nulla potresti fare tu, oggi. Il loropotere era assoluto: la conoscenza era tutta nelle loro mani e ogni decisione,politica o sociale, era infarcita di teologia. Erano i Sacerdoti che facevanonascere e morire Dei e Dinastie di Faraoni.
Capisco. Io, per, voglio tornare lo stesso laggi.
Ne parleremo pi tardi, ora dovresti riposare.
Ahhh!... sbadigli la ragazza Hai ragione. Sono stanca ed ho sonno. Al mi ha dato unintruglio da bere
che ti far dormire come un angioletto. sorrise ilragazzo, poi segu il professore che stava dirigendosi verso luscita.
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