CAPITOLO V La Festa della Goccia
Rimasta da sola, Isabella pos il capo sul cuscino.
Voglio tornare a Tebe pensava sottovoce Voglio saperequale delle figlie del Faraone, gli ambasciatori di Ugarit hanno scelto per illoro Re.
Osor le si avvicin, ma scosse il capo.
Morir, la mia signora, se torner ancora nel tempo chenon le appartiene. lammon.
Anche Isabella, per, scuoteva il capo; la sua mente eraun vulcano e faticava a tenere insieme pensieri e sensazioni o, piesattamente, frammenti di pensieri e sensazioni che appartenevano a due vitediverse, vissute in due tempi diversi e che mai avrebbero potuto formareinsieme un unico mosaico di vita.
Capirlo era stata una folgorazione, ma accettarlo eraquasi impossibile.
Non corro alcun pericolo. rispose caparbia.
Morirai. la voce della prodigiosa creatura era dolce mainquietante e faceva fremere laria nella camera-sepolcro come frollio dali Morirai, perch colei che ti ha preceduto, la principessa Nefer di Tebe, morir!
Io non voglio che la principessa Nefer muoia! replic laragazza.
Cos sar! fece laltro con espressione sfingea stampata sul voltom E gi deciso!
Io torner laggi per impedirlo... Ho una ragione validaper farlo.
A nessuno permesso cambiare il corso del propriodestino n entrare nel destino di altri.
Non voglio entrare nel destino di nessuno, ma voglioimpedire che la principessa muoia e so come fare chieder aiuto al principeThutmosis.
Anche il principe Thumosis di Tebe morir. continuimplacabile Osor.
Allora sono due le ragioni per tornare laggi, ma primadimmi quando morir Thutmosis? Voglio saperlo.
La Notte della Goccia. rispose Osor Ilprincipe morir durante le Feste della Notte della Goccia.
La Notte della Goccia?... il quindici delmese di Thot! esclam con accento preoccupato Isabella La notte delFerragosto? Cio questa notte? Che cosa accadr questa notte? domand convoce incalzante la ragazza - Dimmi, Osor, che cosa accadr a Thutmosis questanotte?
Il principe di Tebe questa notte berr alla Coppa della Verit e siincamminer per la Terra che gli uomini mischia.
La Coppa della Verit?... significa chemorir avvelenato. Santo Cielo!... impietr - Devo correre laggi. Ti prego, Osor ti ordino di mandarmi laggi!
E Osor pos ilprodigioso indice sulla sua fronte e subito ogni cosa intorno a lei anddolcemente sfocando in un etra fluido, leggero ed impalpabile, entro cui andincamminandosi, libera e staccata e sempre pi lontana.
Nefer - una voce fluttu in mezzo allaria rarefatta,quasi impercettibile Nefer Nefer
Chi mi chiama? pens a bassa voce.
Nefer. ancora quella voce, la sua eco bassa eprolungata Nefer, ma perch non mi ascolti?
Isabella apr gli occhi e laria and espandendosi intornoa lei, pi chiara e nitida. Sorrise, cosciente di essere l, lontana neltempo. Il sorriso era quello di Isabella, ma lo sguardo era quello di Nefer: unsorriso lucente e radioso, cos simile al lucernaio appeso alla parete delLaboratorio di Kamose.
Thutmosis! grid, lasciando il posto di posa che Kamosele aveva assegnato Kamose era lo scultore di corte e Nefer era nella suabottega perch egli affidasse la sua immagine allImmortalit.
Dolce Figlia di Iside,. lo scultore le prese un braccio permetti allindegno Kamose di toccare la tua sacra persona affinch possariportarti in posa.
Nefer-Isabella torn ubbidiente allimmobilit.
La statua che la riproduceva, un blocco dalla struttura aparallelepipedo, atto ad esaltarne la figura, era quasi completata e Nefer sicompiaceva a sfiorarla con lo sguardo eil sorriso; guardava il fluire leggiadro delle linee di contorno e leleganterifinitura dei particolari.
Cerano molte statue in lavorazione nel laboratorio, cheprincipi e dignitari di corte avevano commissionato per la loro tomba e moltiblocchi erano appena giunti dalle cave. Su alcuni erano ancora appoggiati ifogli quadrettati che riportavano le proporzioni delle statue, fedeli allalinea del blocco, adattando cos il modello alla pietra e non viceversa.
Andiamo. Thumosis torn alla carica Vieni con me,Nefer. Ho qualcosa da farti vedere.
Negli occhi del ragazzo cera un scintillio di gaiezza cheera contagioso e prima che il povero Kamose potesse replicare, Nefer segu ilfratello; Thutmosis la prese per mano.
Come faremo ad uscire dal Palazzo? domand lei.
Con questa confusione non sar difficile, se indosseraivesti da serva come ho fatto io.
Il principe Thitmosis, infatti, indossava un perizoma dalcolore indefinibile e niente altro e tese alla ragazza una modesta tunica dicanapa sottratta a qualche ancella.
Pochi attimi dopo i due fratelli sgattaiolarono fuori,oltre il portico della corte esterna su cui si aprivano i laboratori degliscultori di corte. Strisciarono veloci come le ombre del pomeriggio sui muri efurono fuori della Porta Grande.
Nefer si sentsubito il pi libero degli ibis e il pi felice dei loti e una gran tenerezzala prese, per il viale, le palme, i sicomori e per ogni cosa.
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La Festa della Goccia era una delletante manifestazioni che la gente del Nilo tributava al suo fiume e ad Hapy, ilDio che lo rappresentava.
A nessunaltra Divinit lantico popolo egizio fu tantograto quanto a questo Dio sempre ornato di fiori di loto e steli di papiro,rappresentanti lAlto e il Basso Egitto, donde il nome: Paese delle dueTerre.
Hapy fu per il popolo egizio un Dio Vivente acui non era necessario elevare Templi, essendo il Nilo stesso il suo Tempio.
Le Feste in suo onore avevano inizio con larrivo dellerondini e della Piena, il quindici del mese di epiphi (giugno). Sothis,la rilucente stella di Iside, aveva dato inizio alla stagione di Akhet odellInondazione, gi da due mesi; le altre stagioni, la Peret oGerminazione e la Shenu o Secca, segnavano il momento del riposo dellaterra e quello del raccolto.
La Festa della Goccia voleva ricordare il mito diIside che piangeva Osiride: nello straripamento delle acque, il popolo niloticovedeva le lacrime della Dea.
La valle sommersa pareva un mare verde e la gente, un popolomarittimo e naufrago in un torrente, come scriver pi tardi un faraonedella XXIII Dinastia. Quello della Piena era uno spettacolo che toccava lanimoe riempiva di stupore lo sguardo e limmaginazione. Lacqua rompeva gli arginied assaliva la Valle con rapidit crescente e formava paludi ed isolotti. Noncera al mondo spettacolo pi gradevole di quel fiume in cui uomini, donne,bambini ed animali, si tuffavano con gioiosa armonia.
Il Palazzo del Faraone, avvolto di nubi iridescenti, silevava possente, sopra tetti e cime di alberi e gareggiava con le guglie deiTempli;.Le punte dorate degli obelischi e le sommit dei Piloni, occupavanolorizzonte.
I due ragazzi dettero loro le spalle senza rimpianti,correndo lungo gli stretti vicoli che scendevano al molo, dove si aprivanofrequentatissime bettole e botteghe e dove si ammassavano le case deipescatori. Raggiunsero il greto del fiume sulla scia di una banda di marinaiubriachi che cantavano a squarciagola.
Era una giornata fatta per lavventura!
Il vento frusciava fra le canne del Niqlo e Nefer erafelice; lodore del limo e quello delle canne la inebriavano stridori di anatre ed in mezzo ad un maredi alti sicomori, ricurvi papiri e palme svettanti. Voci, suoni e rumori sistaccavano dagli argini e laria ne era piena.
I loro sguardi rapaci, ebbri di della libert appenaconquistata, sfioravano ogni cosa e leco dei passi eccitati e gioiosi, siinfrangeva contro il rumore delle acque gonfie.
Fermati, Thutmosis. il sole rubava bagliori alle acquee li gettava sulle loro facce ansanti Guarda questi piccoli frutti rossi epolposi.
Sono bacche.
Sono molti buoni. Assaggiane anche tu.
Nefer tese i frutti; un gruppo di operai intorno ad unabarca in riparazione, con aghi dosso e filo di canapa, cuciva vele erattoppava reti arrotolate per terra.
Non mi piacciono.
Thutmosis rifiut i frutti; Nefer ne colse ancora e ne mangiavidamente.
Guarda quel vitellino, Nefer.
Ohhhh!...
Nefer si gir; gli occhi le ridevano.
Cera una barchetta di papiro in mezzo al fiume etraghettava un recalcitrante vitello che si trascinava dietro, al guado, unariluttante mandria di bovini. I due fratelli seguirono la scenetta ancora perqualche attimo, poi lasciarono lassolato greto arruffato di papiri e tornaronosulla Grande strada, la Strada degli Arieti, lastricata ed elevata sul livellodelle acque, che conduceva a Karnak da Luxor, i due Santuari fatti costruiredal faraone Amenopeth III.
Prima di lasciare il chiassoso e caotico quartiere, attraversato da carri stracarichi di mercidestinate ai santuari e frequentato da Sacerdoti e fedeli venuti da ogni partedel Paese, i due si fermarono ad osservare le acrobazie di funamboli eprestigiatori.
Se fossi libero ed indipendente, - esord il ragazzo -viaggerei da una citt allaltra per apprendere cose ignote. Andrei nella terradei Mitanni per gustare la loro raffinatezza, poi a Babilonia per interrogaremaghi e sapienti. Nefer ascoltava interessata e il fratello, lusingato,continu Andrei anche ad Hattusa per informarmi sullultimo tipo di lancia esui cocchi da guerra dalle ruote uncinate Visiterei Creta per scoprire come fatto un Labirinto e poterlo utilizzare per la mia tomba.
Potremmo andare perch io verrei con te, vero, Thut? un sorriso dassenso e la principessa continu Potremmo andare nella terradove i fiumi scorrono allincontrario, la terra di Ur.
Certo. E poi a Troia. Ora, per, andiamo al quartiere di Isherm..Voglio mostrarti una Casa del Piacere. Hai mai visto una Casa del Piacere? Nefer scosse il capo I soldati ci vanno quando giorno di paga.
Tu come lo sai? Ci sei stato anche tu?
Per le Sacre Dita di Horo! il ragazzo assunseunespressione di compiaciuto orgoglio Io ci sono stato. Sono stato alla Casadel Loto Blu ma che coshai? Sembri un cencio sbiancato.
Mi sento come se una mandria stesse passando sopra la miapancia. si lament Nefer.
Colpa di quelle bacche. Ti avevo detto di non mangiarne.
Oh, che male! Che male! Mi sento divorare dalle fiamme.
Torniamo a Palazzo.
Il fratello la prese per mano e si fece strada tra lafolla.
Ohhh!... continuava a piagnucolare la ragazza Nondovevo uscire questo giorno infausto. Oh, Dei dellOrizzonte, prendetemi permano e conducetemi lontano dal luogo dove non si pu mangiare, vi prego.
Non piangere. cercava di rincuorarla il fratello Ilsaggio Imhopet saner la tua pancia.
Imhopet, il medico di corte, era un cherwebb, sacerdotedi massimo grado, temuto e riverito. Conosceva a memoria tutti i Testi Sacri eil Faraone ne aveva un gran rispetto. Grasso, maestoso, il cranio calvo elucido dolio, le sue parole, appena giunto negli appartamenti dellaprincipessa furono:
Ti render la salute, o Figlia del cielo, se Ptha mi permetter di farlo. Disse e distese lelabbra nel pi radioso dei sorrisi.
Aveva tutti i denti incapsulati doro e la bocca luccicavaquando lapriva, cosa che faceva di continuo.
Ma senza stregoneria alcuna. aggiunse dopo un po,alludendo a quelle persone che giravano per le strade assicurando di curare lemalattie in virt di incantesimi. Come rimedio al male della principessa Nefer,egli prepar un sacchetto di sabbia e sassolini da porre sopra la pancia ed unabevanda calda ed amara, infine disegn sul palmo della mano della principessauna testa di ibis, caro al dio Thot, e le ordin di leccarla fino a chetraccia non ne fosse rimasta. La figura era disegnata con un liquidocontenuto in una misteriosa ampolla e Nefer vi pass sopra la lingua con grandiligenza; subito dopo, leco di rumori prolungati e lontani, la spinselentamente verso uno stato di profondo sopore.
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Omaggioa Te, Hapy,che appari su questa Terra
giungendo in pace per far s che lEgitto viva declamava a granvoce il Faraone dalla prua della grande Barca Reale sommersa di steli di loto epapiro.
Possente e maestoso nellumilt dellofficiante, ilmantello conteso dal vento, il torso unto dolio sacro, il Faraone attirava as ogni attenzione. Leco delle parole giungeva a riva e qui, mille e millevoci la moltiplicavano e lassolato e riarso altopiano roccioso di Sakkara larestituiva carica di mistica suggestione: il rito della Notte della Goccia.
Tudai acqua ai campi creati da Ra
Tu dai vita ad ogni animale.
Mentre discendi dal Cielo
Dai vita incessantemente alla terra
La barca saliva lenta la corrente, seguita dalle numerosealtre imbarcazioni che componevano il corteo.
Meremptha, tredicesimo figlio del faraone Ramesse II,miracolosamente sopravvissuto ai fratelli maggiori,aveva ereditato un Regnovastissimo e pacifico, cosa che gli aveva consentito di dedicarsi conparticolari cure alla celebrazione di riti religiosi ed istituzionali come laCerimonia dUnione delle Due Terre (Il Basso e AltoEgitto) o quella della Notte della Goccia.
La Festa della Goccia era un PattodAlleanza tra il Nilo e il Faraone ed aveva inizio il quindici del mese di epiphi,con sacrifici e con il lancio nel fiume del Libro che fa sgorgare il Nilo dalle sorgenti
Il corteo si lasci alle spalle la citt e risal il fiumefino a quando la sagoma dellisola di Rhoda, dove sorgeva lunico Tempiodedicato ad Hapy, non profil lorizzonte davanti alla Barca Reale.
Nella palude allagata, una grande moltitudine festanteammassava gli argini per respirare il profumo di incenso che bruciava sullebarche e che, espandendosi, restavasospeso nellaria. Donne, uomini e bambini, il popolo tutto, partecipavano allacerimonia. Vestivano a festa: tuniche di lino e ampi mantelli; portavano tutticollari ed amuleti e cantavano e danzavano al suono di nacchere, sistri eliuti..
Lasciate le barche, il corteo procedette verso ilSantuario; largine del fiume rimase occupato da barche di ogni tipo edimensione, da quelle dei poveri, fatte di canne di papiro cosparse di bitume aquelle dei ricchi a vela o a remi.
Il grande Portale di bronco si apr e nel vano apparvelHapy, il Toro Sacro; musiche e canti cedettero ad un fragoroso applauso..
Ampie corna dorate e levigate, zampe svelte come colonne,sguardo penetrante e mansueto come quello di un vitello da latte, il Dio procedevacon aria un po annoiata. Dietro di lui avanzavano i sacerdoti, col capo untodolio sacro e le figure nascoste in ampi mantelli.
La folla si dispose in due ali e il Toro Sacro, ghirlandeintorno al collo e insegne doro fra le corna, cominci a sfilare.
Simbolo di forza e vitalit, Hapy era nato da una VaccaSacra e, come tutti gli animali sacri, doveva avere inequivocabili requisiti diriconoscimento. Quelli del Toro Sacro erano un triangolo bianco sulla fronte,ali di avvoltoio sulle spalle e una infinit di altri segni; alla sua morte isacerdoti si sarebbero posti immediatamente alla ricerca di un esemplare conquei medesimi segni di distinzione..
Salutea Te, Hapy, gli uomini sollevano il volto alla Tua vista.
Vieni a noi ed accogli le nostre suppliche
Pregavano i fedeli ei l brusio era simile allo spirare delvento tra le canne e i papiri. Tutti deponevano ai suoi piedi tavolette dilegno o rotoli di papiro a cui avevano affidato sogni, desideri e suppliche:dalla sua andatura, i sacerdoti avrebbero tratto gli auspici.
Pi tardi, rientrato il Toro Sacro nel Santuario, la follasi disperse e il corteo torn alle barche, tra lanci di petali di foglie.
Una manciata di fiori di loto invest la principessaNefet, gi a bordo della Barca Reale. La ragazza li allontan da s.
Perch non partecipi alla Festa? domand Thumosis, cheera con lei.
Un lungo sospiro riemp la pausa che segu; Nefer parevatitubante, ma ci non fece che accrescere la curiosit del fratello.
Uno strano sogno mi tiene compagnia, da qualche tempo, edassorbe ogni mio pensiero.
Un sogno? fece interessato Thutmosis I sogni sonoimportanti, ma come possono assorbire tutti i tuoi pensieri? Io so che leragazze della tua et hanno la mente occupata da ben altre cose. sorrisesornione.
E tu come lo sai? anche Nefer sorrise. Maliziosamente.
E quello che sento dire da quando sono arrivato alDistretto di Guerra.
Forse prima era cos. confess la ragazza scuotendo ilcapo, poi riprese, facendo attenzione a conservare lequilibrio minacciatodalle onde che sciabordavano contro la chiglia della barca Ora il Bizzarro Besmi manda visioni senza neanche stendermi pi sulle palpebre le benefiche Sabbiedel Sonno e mi fa vedere cose che sono nella mente, cos come vedo e toccote.
Per le Sacre Vigne di Ammon! sbott il fratello Davvero hai il dono della Vista Sacra?
Un dono? replic lei Io non so nulla di cose sacre.
Forse qualche Dea ti sta chiamando e per farsi sentire tiha fatto il dono della Vista sacra e ti sta inviando visioni. Neferebbe un sospiro assai eloquente e il fratello continu Non dovrestilamentarti di questo dono. Sono sicuro che qualche Dea protettrice delleragazze voglia stendere la sua mano su di te e per farlo di invia dellevisioni.
Credi davvero che sia la voce di una DeaProtettrice delle ragazze?
Sono sicuro di questo Racconta. Racconta. la incoraggiThutmosis e Nefer, finalmente, cominci:
Arrivano assieme a Bes, il Dispensatore delle Sabbie delSonno. Bes, per, si prende gioco di Nefer e sulle palpebre non distendeBenefiche Sabbie, ma ombre fluttuanti in cui si muovono strane creature.Sembrano uomini e donne come noi, ma non sono come noi e non sono di questomondo. Le loro vesti sono strane pi di quelle delle genti di Cnosso oColchide, che pure sono assai diverse da quelle della gente di Tebe.
Una pausa: Nefer parlava piano, lo sguardo affamato diverit. Non di corsa, ma con pause ed interruzioni che rendevano il suodiscorso chiaro e calzante al pensiero ed alle ansie che voleva esprimere eTutmosis ascoltava interessato.
Prosegui. la incoraggi.
Non gente come noi. Nefer riprese il racconto Quelli catturano il tempo e trattengono il sole.
Catturano il tempo? sbalord il fratello Per la SacraBilancia di Osiride! Che cosa significa?
Io non so. Portano tutti al polso un bracciale che tieneimprigionato il Tempo e e non una clessidra, che lascia passare acqua osabbia Ed agli occhi portano dischetti scuri che consentono di guardare ilSole senza che la luce li accechi.
Prodigioso!
E i loro carri?... se tu potessi vedere i carri che hovisto io!
Ho visto i carri di Hatty, dai rostri uncinati delleruote e
I carri che ho visto io lo interruppe la sorella strisciano sulla sabbia come pivieri sullacqua, ma da soli e senza buoi etuonano come tori infuriati.
Oh fu il solo commento del ragazzo.
Ho visto grosse aquile costruite con il minerale degliDei
.. minerale degli Dei? Thumosisera sempre pi strabiliato Come i grandi Portali della citt di Colchide?
Proprio quello!
Minerale degliDei, cos era chiamato il ferro, ancora quasi sconosciuto in Egitto aquellepoca..
Parlami di loro.
Sono immense e si alzano nel cielo con la voce del tuono.Inghiottono nel loro ventre la gente e la rigurgitano quando tornano a terra,come fa la cicogna che nutre i piccoli e e io, fratello mio, io sono in mezzoa queste cose e le vivo attraverso laltra me-stessa.
Non capisco. Chi laltra te-stessa?
Proprio non lo so, ma il suo volto uguale alla miaimmagine riflessa nello specchio simile a me, eppure diversa.
Oh le vie che portano agli Dei sono misteriose
Che cosa devo fare?
Forse la spiegazione a tutto questo nascosta nellAntrodi Mertseger, Colei che protegge la Terra che mischia gli uomini.
Credi che le visioni vengano da Lei? Credi che laGrande Dea-Serpente mi stia chiamando?... una pausa dettata da dubbi e timori Credi davvero che Mertseger, la Dea dei Servitori della necropoli, stiachiamando me?... E perch non Nefrure o Sithator, che tutti dicono siano pidocili ed obbedienti di Nefer?
Thumosis si strinse nelle spalle, poi disse:
Forse Mertseger non desidera una sacerdotessa docile eobbediente.
Ma io sono stata votata ad Hathor-la-Splendente, non aMertseger-la-Misericordiosa.
Non sta a noi giudicare il volere degli Dei.
Cosa pu volere da me Mertseger?
Forse Mertseger vuole che tu scenda nellAntro dove Elladimora e laffronti. Forse vuole questo.
Ma io ho paura a scendere l sotto.
Se Lei davvero ti vuole, allontaner la paura dal tuospirito ma mentre parlava, sul volto del ragazzo pass unombra di tristezza:quelle visioni stavano ponendosi tra loro come un misterioso confine etendevano ad allontanarli luno dallaltra.
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Lailaha illallahMuhammad Rasula Allah
(Non c Dio tranne AllahMaometto lInviato di Allah!
Il mattino era spuntato sul deserto, carico di brina
Aggirato lo sperone roccioso, dimora di piccole creaturedel deserto, Isabella, che aveva lasciato la stanza-sepolcro, rest a guardareAl, inginocchiato sul tappetino cerimoniale, rivolto verso la Mecca, la CittSanta dei Musulmani.
Quandebbe finito di recitare la preghiera del mattino, ilragazzo si alz.
Buon giorno, Isabella. salut, ripiegando accuratamenteil tappetino Dormito bene?
Bene, grazie. rispose la ragazza.
Dov Osor? Sei sola?
Veramentenon so dove sia. -Isabella accompagn le parolecon un gesto di diniego, poi riprese, assumendo unespressione che allamicoparve alquanto insolita And lIntendente Renzi davanti al Faraone NebkauRadicendo:
MioSignore, ho travato uno di questi oasiti, buono a parlare
inverit. I suoi beni sono stati rubati: egli venuto a supplicare..,
Ma che cosa stai dicendo?la interruppe il ragazzo
Si tratta di un antico racconto didattico. spiegIsabella E la storia delloasita facondo, contadino povero ma furbo, che,come il personaggio di un racconto medioevale, un certo Bertoldo, riesce asalvarsi il collo grazie alla propria eloquenza.
Conosci quel racconto? Dove lhai letto?
Non lho letto. Mi sono svegliata questa mattina constrane visioni e questi versi nella mente.
Quali visioni? Quelle che ti manda il nostro Osor quandoti tocca la fronte col suo magico indice? la ragazza annu, Al prosegu Vuoi dire che puoi tornare laggi senza laiuto di Osor? Per la Barba diMaometto! Racconta. Racconta.
Si tratta di sogni un po confusi. Ricordo chiaramentesolo Mertseger lAntro di Mertseger. La principessa Nefer parlava conil principe Thutmosis dellAntro di Mertseger.
Mertseger? Non era la Divinit Protettrice dellanecropoli di Tebe? osserv il ragazzo.
Mi pare di si. Nefer e Thutmosis, nei miei sogniparlavano di lasciare il Palazzo di nascosto e raggiungere la Sacra Grotta.
Quei due, ah.ah.ah - rise Al dovevano fare una bellaaccoppiata insieme, ah.ah.ah!
Come noi due. Ah.ah.ah! anche la ragazza rise.
Che ne diresti di andare anche noi due a quella grotta? propose Al - Io so dove si trova. Forse potremmo trovare tracce di quei due.
Ne dubito, ma ci andiamo lo stesso. assent laltra.
LAntro di Mertseger, nel cuore della necropoli di Tebe,si apriva nella roccia lungo il sentiero che dal villaggio di Deir-el-Medinaportava alla Valle delle Regine. Era una piccola grotta naturale scoperta edesplorata durante una campagna di scavi dinizio secolo. Lingresso era ancora, in parte, ostruito da sassi esterpaglie e le rocce che la circondavano, immote nel tempo, parevano averneprotetto il mistero.
I due ragazzi vi giunsero col giorno che andava giformandosi; sulle tonde colline disuguali, il sole aveva preso a navigareincontrastato signore.
Quante risorse luomo ha bruciato per i propri morti.esord Al indicando lorizzonte roccioso, screpolato di anfratti, checustodiva tombe: pietre riarse che evocavano storie passate e raccontavano ladevozione delluomo per i suoi simili.
Cosa spingeva la gente a stipare le tombe dei loro Re ditanti tesori?
LImmortalit! esclam il ragazzo; la luce riverberavasulla sabbia e sulle pietre e feriva gli occhi Il Regno dei Morti dovevaessere il riflesso del regno dei vivi. disse infilandosi cautamentenellantro. Il pavimento era coperto di una strato di sabbia da cui emergevanosporgenze pietrose; grosse pietre, forse franate, ingombravano anche le paretilaterali Allora senti qualcosa? domand Quando si torna in un posto,rimane qualcosa nellaria, capace di impregnarla di s anche a distanza ditempo. Tu non senti nulla? Non ti pare di essere gi stata qui?
Quel posto, immerso nella penombra, aveva in s qualcosadi arcano e misterioso; Isabella si strinse nelle spalle.
Che devo dire? Non solo qui, ma in tutta la valle sirespira aria di mistero. Da Medinet Habu ad Anb Naga, la necropoli in cui gliegizi seppellirono i valorosi principi che scacciarono gli Iksos
Gli Iksos? la interruppe il ragazzo, uscendo allaperto- Quel popolo di Re-pastori che invasero lEgitto? Il professor Ashraf sostieneche siano gli Ebrei della Bibbia scacciati dallEgitto.
Personalmente non condivido quella teoria. Isabella losegu di fuori Ehi, Al. Guarda. disse indicando segni di terra smossa, vanga e badili Non ci sono scaviautorizzati, qui, che io sappia.
Gi! Eppure qualcuno sta scavando proprio qui. Per laBarba del Profeta! - imprec il ragazzo Dobbiamo informare tuo fratello.
Non informerete nessuno, voi due. una voce li sorpresealle spalle: Abdel il Rosso E non andrete da nessuna parte. Questa volta nonc quellinfernale gorilla a proteggervi.
E vero. Accidentaccio, come dici tu! Quando c bisognodi lui, quello non si fa vedere!
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