CAPITOLO VI - LAntrodi Mertseger
Le acque andavano ingrossando; Nefer, rientrata a Tebecon la corte, aveva la mente occupata da un unico pensiero: andare a scioglierei nodi delle ultime vicende nella Sacra Grotta di Mertseger.
Sepolto nel sito pi inaccessibile della necropoli, ilvillaggio dei Servitori della Sede della verit, poteva essere raggiuntosolamente con una delle carovane appositamente allestite.
Gli approvvigionamenti arrivavano al villaggio daimagazzini dei Templi circostanti, ma accadeva talvolta che, per specialiconcessioni del faraone, grosse carovane partissero da Tebe fornite di ognitipo di merce; linizio dei lavori del nuovo complesso funerario del faraonecoincise con una di queste partenze.
La carovana era pronta a muoversi gi prima dellalba.A quellora cera sempre grande animazione a Palazzo. Servi e soldati eranoancora assonnati e distratti ed a Nefer parve il momento buono per sgattaiolarefuori delle stanze del gineceo e raggiungere, nel cortile, uno dei carri inpartenza; Thotmosis laspettava in fondo ad una delle gradinate.
Nascoste le insegne reali sotto vesti da servi, idue strisciarono lungo portici ecorridoi e raggiunsero il posto convenuto.
Fai tutto quello che mi vedi fare e non ti stupire diquello che faccio. Disse Thot alla sorella.
Nefer far tutto quello che vedr fare a Thotmosis.Assent Nefer.
Non ti butterai a fiume, spero, se per caso ah.ah.ah,io volessi
Non lo far. lo interruppe lei Ma aiuter Thotmosis ad entrare in acqua pi velocemente,ah.ah! Ehi! Potrebbero riconoscerci. aggiunse.
Nessuno ci riconoscer!
Il principe Thot aveva ragione. Chi avrebbe potutoriconoscere in quei due straccioncelli i figli del faraone? Salirono su uncarro in fondo alla carovana, senza che nessuno facesse loro domande,scambiandoli per i figli di qualche operaio.
La carovana si mosse. Imboccata la strada del porto,raggiunse lapprodo delle numerose imbarcazioni in arrivo e in partenza daTebe. Qui, i due presero posto su una chiatta stipata fino allinverosimile.
Sopra le loro teste, il cielo era un enorme bacileazzurro; alle spalle il Nilo sembrava un mare verde e davanti a loro, ildeserto era un mare giallo.
Thotmosis entr subito in confidenza con i barcaioli eparl loro di scontri, lance dalla punta di ferro, scudi infrangibili e carridai rostri uncinati. Quelli, per non essere da meno, raccontarono di mostri cheinfestavano le acque del Delta,, di certe colonne ai confini del mondo, diragazze dalla coda di pesce e ragazzi dalla testa di toro ed intanto cheparlavano, mettendo enfasi nei gesti e nelle parole, guardavano Nefer. I suoicapelli al vento e gli occhi lucidi .Finalmente davanti allo sguardo sorsero lemontagne grigio-oro che profilavano lorizzonte della riva opposta. La chiattaaccost ed attracc tra le decine e decine di barche che affollavano queltratto del fiume. Una ventina di carri tirati da asini e buoi, erano in attesalungo il greto; qui, lavandai sciacquavano panni e li battevano su tavole dipietra prima di stenderli al sole e gruppi di bambini giocavano tra reti ebarche rovesciate mentre i pescatori tiravano a riva reti cariche di pesci edonne rattoppavano reti strappate.
Ultimate le operazioni di carico, la carovana si mosse.Aride colline vennero incontro, gialle e screpolate di fenditure ed anfratti,poi la valle, stretta, selvaggia ed inospitale, riarsa, li inghiott.
Insolitamente silenziosi, i due fratelli divoravano conocchio affamato tutto quanto contenuto in quellopprimente orizzonte; Senen, ladonna che li aveva fatti salire sul carro, ogni tanto si girava a guardarli.
La principessa di Tebe, che aveva sempre fantasticatosulla vastit del mondo, scopriva che questo era pi grande di ogni suaimmaginazione. Sebbene Senen spronasse di continuo gli asini, Nefer avevalimpressione di trovarsi sempre nello stesso punto. La distanza dalle collineche segnavano lorizzonte, pareva, dopo ore di marcia, sempre uguale.
Senen era una mugnaia e ogni dieci giorni, a rotazione,portava provviste agli abitanti della Citt dei Morti.
Thotmosis aveva preso posto su una pila di sacchi difarro; Nefer, invece, sedeva sul bordo del carro, gambe penzolanti e tuttalattenzione catturata dalla necessit di tenersi aggrappata al sacco pivicino: il passo degli animali metteva a dura prova il suo equilibrio, ma laragazza pareva trarre gran divertimento dagli sballottamenti, che accompagnavacon gridolini di piacere. Quando finalmente riusc a ad adattarsi a quellandatura, cominci a prestareattenzione alluomo seduto al suo fianco che, da quando il carro sera mosso,non aveva smesso di parlare.
questo dico: non si deve bere cos. stava dicendo,mentre con lo sguardo fulminava un carrettiere che tracannava birra da unboccale C un limite a tutto e quello, a parer mio, lha superato
La mugnaia si gir a guardarlo poi gli pass il suootre. Luomo arrest il fiume di parole, tracann, si pul la bocca col dorsodella mano, tracann ancora e riprese, in tono pi conciliante:
Non condanno chi beve con misura E lecito ogni tantoprendere una sana ubriacatura. la mugnaia ebbe un sorriso, ma continu adascoltarlo con aria bendisposta; laltro prosegu Se misurata, una buonausanza
Luomo fece seguire una pausa per unaltra sorsata;Nefer lo osservava di sottecchi. Lo sent sospirare e poi lodare Ammon e tuttigli Dei di Tebe, chiamandoli per nome, uno per uno, e alzando lotre al cieload ogni nome. Quando ebbe passato in rassegna lintero Pantheon tebano, pass aquello di Abidos e Memphi; dopo Sais attacc con quelli di Siria, Babilonia eCreta, fino a che la donna non lo interruppe:
Vuoi una fetta di melone? chiese; quello fece ungesto di diniego, ma Nefer fiss con aria golosa la fetta di melone, purcontesa da un nugolo di mosche.
I tuoi figli, generosa Senen, sono di bellaspetto edi sguardo vivace.
Luomo tese lotre con un sorriso.
Non sono figlioli miei, rispose ma anche i mieisono belli e vivaci come questi ragazzi.
Siamo i figli dellarchitetto Kamose. interloquNefer, staccando gli occhi dalle palme piumate del fiume che stavaallontanandosi; dallalto della sua postazione, il fratello chin il capo e lafulmin con lo sguardo.
Conosco larchitetto kamose. disse luomo Il SacroOcchio di Ra mi fulmini se non gli dir che i suoi figlioli hanno allietato ilmio viaggio.
Nostro padre rimasto a Tebe, ma noi torniamo a casa:Ita, il nostro maestro, assai severo.
Un maestro deve esserlo e voi siete figlioligiudiziosi. Fate bene a porre i cuori sui libri. Credetemi. Credete a Wha, cheha visto quelli che sono liberi per aver posto il cuore sui libri. Credete aWha. A corte lo scriba in ogni luogo, ma colui che agisce mediantelintelligenza di un altro, non ha successo!
Quel Wha doveva essere un maestro, pens Thotmosisosservandolo ed era anche noioso come tutti i maestri.
Wha insegnava alla scuola del villaggio della Citt deiMorti.
Una prima educazione, in verit, veniva impartita davecchi scribi o sacerdoti che elargivano il proprio sapere in cambio di piccoli compensi in natura e che giravanonelle campagne e nelle periferie delle citt. Le vere scuole, Templari oGovernative, preparavano i futuri Sacerdoti e Funzionari con regole assai severeed attraverso una selezione ferrea che, per, non precludeva a nessuno lapossibilit di istruirsi. Se per il primo stadio di apprendimento le famigliedovevano corrispondere un compenso al maestro, gli studi successivi, piapprofonditi e formativi, erano completamente gratuiti.
La carovana entr nella stretta valle ventosa ed aridala cui cintura rocciosa e scoscesa avvicinava lorizzonte.
Per tutto il tempo Nefer aveva guardato i sacchitraballanti, sempre sul punto di cadere; ora che erano arrivati a destinazione,si chiedeva se la carovana si sarebbe fermata per raccoglierli, se qualcunofosse davvero caduto, ma venne distratta dal certo movimento che animava ilfianco della collinetta. Wha, intanto, aveva ripreso la sua litania, pur conleggero affanno, ostacolato dalla pancia e dallo stomaco che gli sporgevano dasotto la tunica.
Lo scriba inviato a portar comandi diceva Lasciate che vi dica che lo scalpellino stanco per il lavoro sulla durapietra e le sue braccia sono distrutte. Thumosis sbadigli; laltro prosegu,imperturbabile E il lavoro dei campi?... E il pi pesante che si possadire
Ohhh! la mugnaia incit gli animali poi gir il capo La scuola utile e il suo profitto dura come le montagne. disse Questibravi figlioli lhanno capito.
I due principi la guardarono con un sorriso pieno digratitudine; Wha strinse tra le mani linseparabile verga, ausilio delle suelezioni, poi, con estrema noncuranza, si tolse i sandali e si strofin i piedi.
Nefer lo fiss in silenzio., poi gir lo sguardo versola donna che aveva cominciato a canticchiare facendosi vento con un ramo dipalma. Era una cantilena dolce e monotona, in un dialetto che i due fratellinon conoscevano. Nefer ebbe un sospiro e si sdrai sui sacchi ad ascoltare. Losguardo vag dintorno ed and a frantumarsi sui dirupi scoscesi e le collinetondeggianti del crostone roccioso alle cui pendici sorgevano le prime case delvillaggio.
Mentre avanzavano si andava formando una moltitudine digente: era giorno di festa, lultimo della seconda decade del mese, essendo ilmese diviso in tre parti.
Nei giorni di festa, la gente del villaggio animava lavalle. Le donne reggevano orci in manoe ceste in testa e i bambini, litigiosi e chiassosi, si rincorrevano tra gli strettivicoli; gli uomini, che durante i lavori nei cantieri dormivano in casupolelungo le strade, tornavano a casa per lavorare alle tombe di famiglia e pervisitare i luoghi di culto che nella valle erano numerosi.
Raggiunta la grande porta che spezzava il perimetrodellagglomerato pi antico, quello risalente al faraone Thutmosis I, lacarovana entr nel villaggio, un labirinto di stradine strette, gialle epolverose. Le case, tutte uguali, essenziali e con una scaletta esterna cheraggiungeva il tetto, si stringevano le une alle altre come un gregge sorpresodal temporale; rumori di incudini, martelli e picconi, si levavano dalle vicineofficine.
Ad un incrocio la carovana si ferm e i due ragazzisaltarono gi dal carro ma, prima che si allontanassero, la mugnaia dette lorodue grosse fette di melone; i due principi ringraziarono, salutarono e sidileguarono tra la folla. Gran confusione, grande animazione e gran caldo:erano capitati in un mercato e le grida dei venditori sovrastavano ogni altrorumore.
Un muggito, alle spalle, e un soffio caldo allaltezzadel collo, dopo pochi passi, fece sobbalzare la ragazza che si voltspaventata. Lo sguardo and ad incrociare quello dorato e scuro di un torello.Ancora pi terrorizzata, cacci un urlo e si butt da parte; il torello muggancora, forse pi spaventato di lei.
Era un animale giovanissimo, nero e irrequieto. Ghirlande di fiori e fogliegli pendevano dal collo e una bellissima collanina di sanguigna corniola gliornava le corna dorate. Un ragazzo lo conduceva al guinzaglio e scoppiimmediatamente in una sonora risata a cui si un anche Thotmosis.
Perch ridete della paura di Nefer. protest laragazza Nefer non ha mai danzato davanti alle corna di un toro come leragazze di Babilonia.
Ankheren non voleva ridere di Nefer. esord lo stranoragazzo.
Era alto e snello e lespressione del volto eravivacizzata da uno sguardo curo e penetrante; intorno alla fronte portava unafascia di cuoio, alla foggia ittita, che gli tratteneva la luminosit corvinadi una lunga e folta capigliatura. Riprese subito la parola:
Lui Kaptha e non un toro selvaggio. disse Seti ha fatto paura, per, bella Nefer, Kaptha di questo dispiaciuto e tioffre, se la gradisci, la sua collana. Con il suo muggito voleva dire che starmeglio al tuo collo che alle sue corna.
Ah.ah.ah rise ancora Thotmosis; Nefer lo fulmin conlo sguardo, ma la collanina era davvero bella e Ankheren, incoraggiato dal suosorriso, la prese dal collo del torelloe la pass intorno a quello della ragazza, poi invit i due a seguirlo, cosache quelli non si fecero ripetere.
Si fermarono ad ascoltare un vecchio cantastorie cheraccontava della stoltezza di un padrone e della furbizia del suo servo.
I ricchi sono sciocchi! sentenzi Ankheren, dando lespalle al citaredo.
Perch? domand Nefer.
Perch il ricco non deve aguzzare il proprio ingegnocome deve fare il povero, finendo, per tale ragione, per non sapersene piservire.
Tu non sei povero, vero? domand ancora la ragazza, disturbatadallidea che al suo nuovo amico potessero accadere le avventure delprotagonista del racconto appena udito.
Io sono figlio di Uriak, lIttita, domatore di cavallie allevatori di tori al Tempio di Ptha. Rispose il ragazzo con orgoglio.
E da tuo padre che hai avuto quel coltello? - chieseThotmosis indicando il coltello dalla lama di ferro che laltro portava allacintola Se avessi del denaro con me, ti chiederei di vendermelo.
E un oggetto di nessun pregio. - Ankheren scosse il capo, ma non era vero elo sapevano entrambi. Per, Ankheren doveva dire cos, poich agli Ittiti eravietato vendere oggetti di quel metallo Se non posso vendertelo, per, posso donartelo. sorrise tendendo la mano.
Sei davvero generoso con i tuoi doni
Thotmosis non riusc a portare a termine la frasepoich una voce, appartenente ad una faccia assai corrucciata, assal Nefer:
La mia collana la mia collana
Thotmosis ed Ankheren accorsero entrambi in difesa della ragazza, disgraziatamente,per, il trambusto aveva attirato lattenzione di una guardia.
Dove hai preso questa collana? domand subito la guardia.
Lho trovata io per terra. si fece avanti Ankheren.
Lui dice il vero. Intervenne anche Thotmosis, ma iltono secco, risoluto e perentorio della voce non impression nessuno; siaccigli e fece latto di riprendere la parola. Guardando le umili vesti chenascondevano le insegne reali, per, prefer tacere.
E tu chi sei? lapostrof la guardia Sei suocomplice?
Lui mio amico e io non sono un ladro iointerloqu ancora Ankheren, ma una voce, tra la folla formatasi alle lorospalle interruppe in sul nascere la sua arringa in difesa di Thotmosis:
Bugiardo. diceva la voce Sono sicuro che neppureil torello ti appartiene.
Dove hai preso questo torello? torn ad interrogarela guardia.
E mio. E della mia famiglia.
Bugiardo. ripet laccusatore tra la folla,indicando la spalla del recalcitrante animale Quello il marchio del tempiodi Ptha.
Sia portato al Tempio. fece una seconda voce.
Siano portati al tempio tutti e tre. aggiunse unaterza voce.
Che siano fustigati
Ormai era solo un coro di minacce cui solo loscalpitare di cavalli in avvicinamento pose fine. La folla si apr davanti aicavalieri come un gregge spaventato dallassalto di un branco di lupi.
Fermi tutti. Che cosa succede qui? un comandoperentorio.
Zittirono tutti e Nefer sollev gli occhi in faccia alcavaliere, un giovane sui venti anni, bello e altero; nel silenzio sceso sullascena, si udivasolo il campanaccio degli armenti condotti al Tempio.
che cosa succede qui da giustificare assembramenti dipersone? torn a chiedere il cavaliere, ma il tono sera addolcito elattenzione pareva tutta concentrata sul bel volto della principessa di Tebe.
Hanno rubato una bestia sacra del Tempio di Ptha,signore. - spieg la guardia; alto, grasso, puzzava di sabbia e sudore Devonoessere puniti.
Aggiunse incrociando le braccia con aria soddisfatta,ma tenne gli occhi bassi, non osando sostenere lo sguardo del principe, edattese la lode. Per nulla interessato alle solerti accuse, attirato invecedallavvenenza di Nefer, il principe ordin:
Taci. La tua voce mi infastidisce. Parla tu, ragazza.Spiega ogni cosa senza timore.
Nefer si fece avanti incerta sul da farsi; lo sguardoaudace del giovane la lusingava ma, anche, la irritava un po. Dentro s, per,pensava che quel giovane, a cui si rivolgevano tutti con rispetto era davverodi bellaspetto e, bench indossasse solo un perizoma, il collare che gli coprivail largo petto e le spalle, rivelava che lui era il principe e gli altri isubalterni.
Anche Thotmosisavanz per prendere la parola, ma laltro non gliene dette il tempo; con unbalzo fu a terra e gli si pose di fronte, gambe divaricate e braccia conserte.
Che cosa ci fa al di qua del fiume il principeAmosis? domand.
Tu mi conosci? chiese a sua volta il ragazzo frugandonella memoria alla ricerca di un nome da riconsegnare a quel volto.
Per il Cranio Rilucente e Calvo di Ptha! Davvero nonriconosci Sekenze?
Sekenze?... Per la Barba di Ammon! Sei proprio il mioamico Sekenze.
Lesercizio fisico mi ha irrobustito, ma sono proprioio. Anche tu, per, sei cambiato, ma dimmi, che cosa ci fai qui, nascosto inquelle vesti? Sei venuto a cacciare la testa in qualche rete, quaggi,ah.ah.ah rise.
Un principe reale?... Piet! balbett il solerteaccusatore e anche la guardia era sbiancata in volto:
Nnon un ladro? Oh, povero me!
Stupido imbecille! Meriteresti desser fustigato conla tua stessa frusta.- Sekenze, che pareva divertito dallequivoco, si gir verso la ragazza Tu sei laprincipessa Nefer. Sei diventata molto bella disse; Nefer arross e laltroprosegu - Ma che cosa ci fate qui,vestiti a quel modo?
Noi pensiamo che la tenebrosa Mertseger vogliamanifestarsi e che abbia mandato al sua voce a Nefer per farsi sentire, manon abbiamo capito il senso delle visioni e siamo venuti qui per scioglierelenigma.
Un breve silenzio riempi lattimo che segu, poiSekenze disse:
Mi domando sesia stata una buona idea venire qui senza scorta, ma non dovete preoccuparvi:vi accompagner io fino al Sacro Antro di Mertseger Quanto a costoro..aggiunse girandosi verso il servo che, nella speranza di evitare la punizionetorn ad accusare Ankeren:
E colpa sua. disse Ha portato via dal recinto unabestia sacra e deve essere esaminato con la bastonatura.
Ankeren innocente. interloqu Nefer Dillo chesei innocente, Ankeren. Dillo.
Sono innocente. si difese il ragazzo Lho soltantoportato fuori del recinto dove Uriak, il padre di Ankeren, alleva i tori delTempio. Non lho rubato. Le Sacre Dita di Horo mi fulminino, se mento.
Sta mentendo e bestemmiando. Insisteva laccusatore.
Non lecito accusarmi solo perch non porto sandalied ho i calli ai piedi. incalz il ragazzo Non li porto perch vogliosentire il contatto con la terra, ma possiedo ben tre paia di sandali di corda.Frequento la scuola del Tempio con profitto ed alla nascita mi stato predettoche un giorno avr il comando su molta gente Come potrei essere un ladro?
Questo sfrontatello dice cose strane cominciSekenze, ma Nefer lo interruppe:
strane, ma sensate. disse.
Ah.ah.ah - rise il principe Dici cose strane anchetu, bella Nefer.
Nefer parla spesso in modo strano. convenne Thotmosise Nefer interruppe anche lui:
Porter il mio amico Ankeren a Tebe con me einterceder per lui personalmente presso il Faraone.
Non occorre. fu Sekenze, questa volta, adinterrompere lei Qui basta la giustizia di Sekenze per stabilire la Verit!afferm e fece loro cenno di seguirlo.
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