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“Poco allegretto”, di Manuel de Freitas [collana Poesia]
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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ACCETTARE IL VUOTO

di SIMONE WEIL 

Proposta di Cosimina Viscido »

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Pubblicato il 12/07/2011 19:36:35

Non esercitare tutto il potere di cui si dispone, vuol dire sopportare il vuoto. Ciò è contrario a tutte le leggi della natura: solo la grazia può farlo.La grazia comla, ma può entrare là dove c'è un vuoto a riceverla; e quel vuoto, è essa a farlo.Necessità di una ricompensa, di ricevere l'equivalente di quel che si dà. Ma se, facendo violenza a questa necessità, si lascia un vuoto, si produce come una corrente d'aria; e sopravvive una ricompensa sovrannaturale.

.............

Accettare un vuoto in se stessi è cosa sovrannaturale. Dove trovar l'energia per un atto che non ha contropartita? L'energia deve venire da un altro luogo. E tuttavia ci vuole dapprima come uno strappo, qualcosa di disperato; bisogna, anzitutto, che quel vuoto si produca. Vuoto: notte oscura.

.............

Chi sopporta per un momento il vuoto, o riceve il pane sovrannaturale, o cade. Terribile rischio, ma è necessario correrlo; e persino, per un momento, senza speranza. Ma non bisogna precipitarvisi.

SIMONE WEIL (da L'ombra e la grazia)


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