CAPITOLO IV - Traversata sul Nilo
Non fu facile per Isabella portare fuori del Museo il prezioso reperto che Osor era riuscito a sottrarre e consegnarle.
Credi che si tratti proprio del papiro della principessa Nefer? domand Al appena fuori; Alessandro, Hammade la dottoressa Fatma erano ancora allinterno - Sarebbe una vera fortuna.
Sapremo la verit appena Alessandro avr decifrato questi geroglifici. rispose la ragazza.
Lo sai anche tu, principessa, -la chiamava cos, Al, con quel tenero appellativo, - che i geroglifici a voltesi rivelano essere solamente il risultato di segni legati insieme dalla fantasia.
So a cosa ti stai riferendo, ma nessuno, qui, si lascer prendere e trascinare dalle fantasticherie. replic Isabella.
Avevano raggiunto la jeep parcheggiata nel piazzale antistante il Museo, in attesa di essere raggiunti dagli altri.Isabella prese posto sul sedile posteriore e cominci a girarsi e rigirarsi lastuccio fra le dita.
Credi che il rotolo di papiro custodito qui dentro potrebbe danneggiarsi appena esposto allaria ed alla luce? domand.
Temo proprio di s!
Il ragazzo sedette al suo fianco; Osor prese posto allaltro lato della ragazza.
Isabella poggi lastuccio sulle ginocchia e subito dopo cominci a guardare fisso nel vuoto, davanti a s.
Ehi, principessa che cosa ti succede? domand il ragazzo girandosi verso di lei Ehi, Isabella? Per la Barba del Profeta! Che cosa ti sta succedendo?
Con la sensazione che laria dintorno, diventata fluida e spessa, andasse lentamente espandendosi e la inghiottisse, Isabella credette di navigare in un mare di flutti. Si sentiva leggera, leggera come se il corpo avesse perso peso e si librasse nellaria come un uccello come un ibis come quellibis che volava sopra il suo capo tra i canneti del Nilo.
Comprese di aver attraversato la Soglia del Tempo e di essere entrata nel mondo della principessa Nefer.
Comprese di essere la principessa Nefer, ultimogenita del faraone Meremptha e nipote del grande Ramseth II.
O Signora dei canti gioiosi
Signora della musica
Il dolce canto di Baket, la giovanissima arpista cieca, la scosse dal languore: quasi un sogno ad occhi aperti che tanto spesso la rapiva per trascinarla in un mondo di meraviglie edi incanti.
Sei la Regina del canto con larpa
La Regina delle corone intrecciate
La Signora della Danza
Baket, sacerdotessa e cantatrice di Hathor, era giunta a Tebe da poco. Aveva undici anni, un sorriso dolcissimo e due occhi straordinariamente belli, verdi come le acque del Nilo nei giorni della piena, ma spenti da una malattia infantile e senza luce, come una notte senza luna.
Nonostante la disgrazia, Baketera sempre sorridente e gioiosa ed aveva conquistato la simpatia di tutti.
Anche la sua musica aveva conquistato tutti e cos la sua parlata, che era un miscuglio, allegro esimpatico, di quella di Assiut, da dove era arrivata, e quello di Tebe.
Se limmagine esteriore di una persona pu essere il riflesso di quella interiore, laspetto fisico di Baket, dolce e grazioso, era certamente il ritratto del suo carattere.
Per questo, la principessa Neferla preferiva a tutte le altre danzatrici e suonatrici che allietavano banchetti e manifestazioni di corte e quando danzava davanti al Faraone, voleva che ad accompagnare la sua danza fosse sempre Baket.
Sedici anni compiuti da poco, occhi limpidi come un cielo senza nubi e tersi come lacqua del Nilo, lultimogenita del Faraone era davvero assai graziosa. La bocca e il mento erano morbidi ed arrotondati, la pelle abbronzata e i capelli raccolti in treccine.
Assomigliava alle splendide statuette che si trovavano nelle botteghe degli scultori di corte.
Braccia e collo erano ornati con shebiue catene doro e sulla tunica di lino raccolta in vita da una cintura dorata, riposavano le insegne da sacerdotessa di Hathor: sekhem e menit, sistroe collana, simboli di Vita e di Rinascita.
Un gruppo di ibis venne a planare sopra il suo capo, a bordo della barca reale, che procedeva lenta, seguita dalle altre barche del corteo: stavano risalendo il Nilo, diretti verso il Tempio di Hathor la Risplendente, in unatmosfera festante e spensierata.
Era lultimo giorno della Festa della Mietitura, lultimo dei cinque giorni in cui ogni abitante del Nilo dimenticava preoccupazioni e difficolt, in cui birra e vino scorrevano come le acque del fiume arrossate dalla piena:il decimo giorno della stagione Shemu, la stagione della Siccit.
Le altre stagioni erano la Akheto della Inondazione, grazie alla quale la terra si ridestava e la stagione Peret o della Uscita, in cui il contadino doveva mettersi al lavoro.
Assembrato lungo gli argini del fiume cera il popolo ed era l per onorare la Divinit, ma anche per celebrare la vittoria del Faraone sulle trib dei Libu.
Alla testa del corteo il faraone Merempta coglieva lentusiasmo dei sudditi assieme ai suoi generali. Il pi acclamato di tutti era Kamose, capo dellarmata la Potente di Virt, distanza nella terra di Canaan, che la genteegizia chiamava anche Palestina o Terra dei Filistei.
Il generale Kamose aveva riportato anche una strepitosa vittoria su alcune trib degli Ibrihim, chiamati anche Figli di Abramo.
Queste trib avevano lasciato lEgitto dove, ai tempi del faraone Ramseth II, avevano lavorato alla costruzione di numerose citt, fra cui le splendide Pi-Atum e Pi-Ramseth.
Erano molte le trib nomadi o stanziali che si recavano in Egitto, soprattutto nei periodi di siccit e carestie, per lavorare per il Faraone incambio di cibo e protezione: i Libu, i Mashwash, gli Ibrihim e molti altri popoli.
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