perch rifiut dall'inizio il suo dono per servire il fratello muto sfortunato a battere i morse della Legge incognita nel torace asfissiato tra le spire
perch fu sempre lo stesso nel frammento dell'Oscuro nel dialogo di Platone nell'abbraccio di Nietzsche in quello della chiesa matrigna e del suo dottore al nitrito di dolore del Pegaso imbrigliato nella citt taurina magica si fa per dire
perch nel deserto secc immediatamente la nostra fama
e ci fece capire che eravamo niente se qualcosa aveva
agito completamente su noi e lo adorammo quanto bastava
perch stabil un'ebbrezza tra il libro da copiare e l'amanuense
e gli fece trascrivere quello per cui non erano ammesse licenze
perch cos quando appare, cio sempre ( puoi chiamarla natura)
e nelle dimensioni che non caver dal buco nero tutta la fisica pi pura
perch il sole scoppier e lui non ne ricaver una sola bruciatura
perch quando vestimmo nostro padre morto col cuore spaccato
lui lo unse e poi lo benedisse con l'assolo del suo silenzio spietato
perch prima che lo pensassimo lui ci aveva gi pensato
perch scioglie i nodi scorsoi dei nostri ombelichi
e poi li fa suonare come i flauti dei satiri antichi
perch nonostante lui resta sempre cicuta la pi venduta
perch continua a chiedersi con quella sua inaudita costanza
sudando sangue a cosa sia uguale il simbolo dell'uguaglianza
perch erompe come le radici degli alberi da sotto il bitume
e urla che il sesso non ha sesso e non un fatto di costume
perch sa che Plotino il cazzo lungo affilato di Platone
perch sa che Atlandide non una leggenda, una illusione
e che se ci fosse ancora avrebbe un suo prezzo d'ingresso
e le pagheremmo il canone di un'esoticissima televisione
perch sa che la Gnosi abita le fogne e le periferie e le usa
e i numeri non sortiscono a caso e il boomerang Pitagora
prima che al mercato nero di Giza trovasse la sua ipotenusa
perch pu fare matematica senza fare numerologia
e pu anche fare l'inverso senza sentirne nostalgia
perch vinto solo se convinto come mai prima d'allora
e si fa spezzare da chi crede di esserlo e non lo ancora
perch scrive versi in angoli bui e poi li critica severo
come se non li avesse scritti lui e in galera di s d il meglio
e scioglie quasi tutti i lacch e libero un po davvero
s'annoia e cerca sull'elenco del telefono il numero del boia
perch dialettico quanto basta passa tra le teste
del pater e della familia a volo e compie un miracolo
a volte di nebbia cristallina che pu fare di tanti uno solo
perch brucia tutte le immagini precedenti di s
perch talvolta a Stoccolma ha la meglio anche se
perch sa perdonare essendo il per e il donare
e ha certo pi di cinque stimmate da storicizzare
perch sembra egoista e pretende il tuo posto con una certa spocchia
ma dopo che lo ha occupato ti fa sedere sulle sue calde ginocchia
perch non prese mai una laurea ma l'unico onnipresente usciere
che consente a chiunque di entrare dove quello che pu farlo diventare
perch accarezza la barba del monaco e la testa rasata del bonzo
ed il pane quotidiano di entrambi e per lui non esistono strambi
perch ordina ai libri giusti di farsi scegliere dagli adolescenti dubbiosi
perch ama il popolo ma essendo intelligente si guarda bene dalla gente
perch lascia che sia suo fratello muto a giacere con le donne pi belle
dopo averle affascinate con le frasi pi suadenti che intessono le stelle
perch a lui da maestro vero tutto si pu dire che abbia detto gi
e si illumina ascoltandoci come se rivelassimo una mai detta verit
perch in lui tutto stato detto ma tutto ancora da dire
perch siede da solo nei parlamenti quando tutti sono al mare
e fa la sentinella ai decreti del sapere e a quelli dell'amore
perch la prima e l'ultima immagine sulle retine dei kamikaze
e sa che sotto le medaglie dell'imperatore batte il cuore dell'ultimo barbone
perch sa che lo spirito quella cosa che incontrando la materia con onore perde la testa e che la materia solo in presenza di quel signore
organizza nei dettagli la sua pi orgiastica festa e sa pure che la materia quel puntino nero su cui si regge in equilibrio l'universo intero
perch nel mare duetta con la commozione e sulla vetta nudo
come la croce abbandonata da chi non pi perduto
perch presente con la luce del giorno e nel buio del sogno
perch coperto di antiche cicatrici che conoscono solo i suoi amici
perch fortunatamente gli manca qualcosa
perch porta una rosa del colore pi adatto ad ogni pura immanenza
perch sa che la trascendenza fatta coi detriti della nostra esistenza
perch le ha provate e le prova tutte e il suo alito non il migliore
perch si emancipa continuamente da s stesso e porta dentro con disinvoltura (il segreto suo pi grande) pilastri delle piramidi pi perenni, d'una pietra pi dura
perch suo fratello il cuore ha battuto all'inizio sette colpi per dirgli quanto fosse contento e sa che morte non esiste e perci non muore perch circola con e in ogni tempo
perch sa vedere ed la prima nostra lingua che tutti dobbiamo ricordare
perch veramente libero in quanto sa che libero non ma sicuramente
leggero
e allora se non in catene, eppure libero non , noi chiamiamolo
semplicemente vero.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Pietro Menditto, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.