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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Tre inediti


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Pubblicato il 18/02/2013 12:00:00

 

LO SCARAFAGGIO

 

Lo scarafaggio indossa una goccia d’oro

e se ne va via, senza saperlo mai.

Non lo sa, lui, né lo sa l’artigiano,

meno ancora la cornice

or ora dorata.

 

 

IO SONO LO STRANIERO

 

Io sono lo straniero.

C’è il mio sigillo su queste parole.

A voi, a te: straniero.

Il mio sigillo su parole perdute.

Sono senza città, io.

Delle strade quanto del vento.

Neppure le ossa sono il mio confine.

Abito la vita.

E vado.

Comunque voi mi amiate,

comunque voi mi odiate,

io vi sono straniero.

E straniero sono a me stesso.

Non c’è malvagità in questo,

né solitudine, in questo, credete.

Solo misteriosa vita.

 

 

DIMMI

 

Dimmi il profumo della salvia,

dimmi il muschio.

Che ora mi culli solo

la parola a lungo taciuta.

Ho cuore d’elfo, adesso

e nome d’immaginario fiore.

Sii terra su cui io possa nevicare.

Dimmi il muschio,

e mentre mite lo dici

sia il tuo petto

il nido del mio volto.

 

 


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