Pubblicato il 29/05/2010 15:13:32
Ho conosciuto in te le meraviglie meraviglie damore s scoperte che parevano a me delle conchiglie ove odoravo il mare e le deserte spiagge corrive e l dentro lamore mi son persa come alla bufera sempre tenendo fermo questo cuore che (ben sapevo) amava una chimera.
Analizzando questa poesia mi sono accostata alla tematica meriniana, per consuetudine ascritta prevalentemente al percorso manicomiacale-religioso, da una mia prospettiva. Questo breve testo, costituito da otto versi endecasillabi divisi in due quartine senza cesura con rime A-B, A-B, C-D,C-D, ancorch inserito in una raccolta di poesie damore dedicate, include una disposizione di segno pi ampio, aperto a ben pi di un significato. La purezza del verso, la scelta semantica e landamento lirico della composizione rimandano ad una misura damore che trascende la mera sensualit. Qui le meraviglie damore non sono solo lo stupore per il sentimento ma accolgono implicazioni di valore spirituale giacch si collegano agli elementi della natura e suscitano una gioiosa esaltazione che viene accompagnata dal tumulto dellanima. Non si tratta dunque della meraviglia come sorpresa dellincontro con laltro ma delle meraviglie intese come prodigio damore aurorale dentro il quale perdersi ( e l/dentro lamore/mi son persa come alla bufera). In questo senso mi sentirei di assegnare al testo una valenza metafisica, uneco mistica. Erotismo e misticismo sono daltra parte due coordinate essenziali nella poetica di Alda Merini. Ma il sentimento erotico che investe grande parte della sua opera contiene in s dei limiti, non rende felicit, intriso di nostalgia, di rimpianto, una ricerca continua che non placa il bisogno di donarsi. E tanto misterico quanto misteriosa la scaturigine della parola poetica meriniana, vibrante, sferzante, aspra e dolcissima, stillata da una predisposizione naturale, quasi inconsapevole. Mistero linquietudine dellanima in bilico fra lucidit e follia, mistero lesasperato inseguimento delleros e il contrappunto di un misticismo al limite dellestasi, mistero infine lapprodo alla fede, lincontro con la Croce e la rivelazione del messaggio cristiano comunicato attraverso la visione dellattesa come meraviglia. La prima giovinezza di Alda Merini segnata dallincontro con poeti e critici gi affermati nel campo della cultura nazionale, uomini molto pi grandi di lei, dai quali impara quello che gli studi incompiuti le hanno negato. () sedevo gomito a gomito coi grandi della poesia, con la classe del rinnovamento letterario. Io ero troppo piccola per capire cosa facessero quei grandi uomini. Erba, Pasolini, Turoldo, Manganelli. E da qualcuno di questi grandi, grandi anche anagraficamente, viene attratta e coinvolta sentimentalmente. E facile immaginare quanto in questo pesi la figura del padre dal quale la giovane si sempre sentita compresa. Racconta: Mio padre aveva capito il mio destino di monaca e laveva aiutato. Mia madre lo aveva combattuto () e cos mi obblig a sposarmi. () Mio padre si oppose, ma lei fu molto decisa e disse giustamente che la vita in famiglia di una madre molto pi meritevole ed onerosa di quella dei Santi e non c grazia che possa illuminare una madre se non quella che viene direttamente da Dio. La Merini nutre ammirazione per questa madre dalla rigida volont e dalla notevole bellezza ma al contempo prova gelosia per il rapporto di forte complicit che avverte fra i genitori e fra i due sceglie il padre dal quale riceve insegnamenti e al quale chiede approvazione. Figura di riferimento, dunque, quella paterna, inseguita nelle tante presenze maschili e ritrovata come Padre Eterno alla fine del suo percorso. La poetica dellEros in Merini un dolore che nasce da radici profonde, percorre la sua vita e la sua scrittura e in fondo si riduce ad una privazione sofferta, ad un bisogno di elevare lo spirito verso qualcosa di ideale e di trascendente. Alla fine una condizione di solitudine e di vuoto che si riconduce alla necessit di farsi abitare da unAssenza mistica. Basta un sorriso o unassenza e/ la mia mente concepisce un amore. Tutto larco dellesistenza di Merini percorso da una tensione erotizzante che la conduce verso esperienze amorose che la poesia esalta o maledice ma sempre sublima attraverso la parola affabulante, fascinosa, temeraria nella sua sostanza per i tratti del vissuto che osa raccontare e audace nella sua forma per il privilegio di poter coniugare costruzione lirica e libert versificante. Eppure il turbamento sensuale la prova, considera una condanna la sua appartenenza al sesso femminile al punto di stabilire quasi una relazione fra la follia e lessere donna: Luomo che vuole imporre la sua diversit con la violenza fa pensare che nascere donna sia quasi un invito al delitto. () E ancora: Il marchio manicomiacale della donna sono proprio i suoi genitali. Ogni donna stata nel proprio manicomio. Ogni donna, bench si coprisse, ha dovuto sottostare alle voglie del maschio dopo la battaglia. (...) La donna viene umiliata ogni volta che ride ed felice di se stessa. Questa sorta di abiura ha radici lontane, nel tempo in cui la giovanissima Alda si scopre gelosa del rapporto fra i suoi genitori. Scriver infatti: Il pi grande dualismo della mia vita furono mio padre e mia madre. Io un figlio che stava nel mezzo, con un sesso che non mi piaceva. La complicit con il padre, considerato il primo maestro, pari allostilit nei confronti della madre, ritenuta collerica e autoritaria. Scriver in seguito a proposito della figura materna: Sono anni che ti penso, e sebbene tutti dicano che sono impazzita per amore, sbagliano. Io sono impazzita per te. Sei stata la donna che ho odiato di pi nella vita, perch eri bella, stupenda, regale Nella prima raccolta di poesie, La presenza di Orfeo, inizia a prefigurarsi la dualit presenza-assenza (si vedano i versi: Orfeo novello amico dellassenza) e a delinearsi la percezione del corpo come limite e dellamore come destino di abbandono; mentre in Paura di Dio si annuncia la tensione che ascende alla preghiera e si manifesta la concezione della passione amorosa come Vetta e Abisso. (Padre, se questa ascesa/ simile allabisso e colorata,/ prosperosa ogni vena di ricordo,/ dammi morte ossequiosa/ dei miei ciechi travagli/ e una pura deriva/ a cui possa ancorare ogni divieto). Qui Dio ancora presenza indefinita, duplice entit che ha volto luminoso per chi non conosce travaglio ed occhi foschi per le anime inquiete che si scontrano con lombra nemica brancolando nel buio. Tutta la raccolta vibra di stanchezza interiore, nasce il dolore, parto ultimo e solo, per essere inghiottito dal respiro perfetto della morte (Pax). La preghiera urgenza, solo Dio pu porre fine al tormento scatenato dai turbamenti damore perch a Te che io tendo dalla vita/ prima che conoscessi questi inferni. Amore-amori-amanti: cosa cerca Alda se non lAmato, lo Sposo primo ed ultimo? E una lunga ricerca durante la quale si mettono in uso tutte le armi, una corsa dentro la quale sta la paura e la follia, un percorso di attesa e nostalgia, di accensioni e spegnimenti, di forza e di delusione. Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato /lamato del mio cuore;/ lho cercato ma non lho trovato. Dichiara la sposa del Cantico dei Cantici. E cos Alda che non si stanca di percorrere sentieri bui, di bruciare di passione per ogni incontro, e ogni amore per lei unAnnunciazione, anche quando il tempo ha accumulato anni e segni sul suo corpo e sulla sua anima. Cambia lapparato simbolico, resta lattesa, la ricerca di un unico volto che ha assunto vari nomi o, cambiando i termini, di un solo nome che si rivestito di tanti corpi. Le duplici nozze, gli amanti goduti e quelli solo desiderati, le fantasie erotiche avvolte in dense metafore o espresse con linguaggio esplicito, tutto si riconduce al bisogno di abitare il vuoto, di popolare il deserto dentro cui lanima vaga anelando il congiungimento che le renda unidentit unica. Gi Pasolini, recensendo La presenza di Orfeo, parlava della ragazzetta milanese come di una personalit dallinquietudine nervosa e dai sensi infelici () che vive uno stato di informit e continuava () soltanto la mancanza del senso didentit configura nella Merini un dato mistico. Laspetto peculiare della poetica meriniana si costituisce in una sorta di associazione ossimorica di erotismo e di misticismo, di cristianit e di paganesimo, in un linguaggio che pu apparire irriverente ma che sboccia da una splendida frase musicale piovuta dalle mani di Dio, come lei stessa dice. E la luce mistica della sofferenza che accompagna il cammino della poetessa nella ricerca di una identit damore. Mettimi come sigillo sul tuo cuore/ come sigillo sul tuo braccio/ perch forte come la morte lamore/tenace come gli inferi la passione, prega la Sposa del Cantico. E Merini: Ah, se tamo, lo grido ad ogni vento/gemmando fiori da ogni stanco ramo/ e fiorita son tutta e dogni velo/ vo scerpando il mio lutto (Genesi). Nella ricchezza dellamore, genesi che cancella il lutto per ci che andato perduto o che mai si trovato, si riflette quella sorta di misticismo umano che pervade leros quando totale e felice, quando dono di s allaltro, quando fecondo di intenti nei quali riconoscersi. Trovare lAmato e perderlo e non stancarsi di ricominciare a cercare, perch la ferita della sua assenza inguaribile e la nostalgia pi grande del desiderio di arrendersi. La parola meriniana, corporea e fremente, racconta lautentica essenza a cui appartiene primariamente la natura del poeta: materia di sensazioni che lintelletto traduce in realt metaforica, rivelazione misterica e testimonianza di vita. La donna Alda Merini cerca in ogni amante le tracce assolute dellAmato, la parte divina che vive in ogni uomo, e in questa ricerca esperisce lavventura nascita- morte- rinascita, sia attraverso la propria vicenda umana sia con il parto della parola creativa. Quando tu non vieni/le acque del parto/si diffondono in terra/ e cade un pensiero meraviglioso/che tu vedi/ ed la fine del mondo nel cuore di una donna/ () ma quando tu non vieni/ le acque del parto si colorano dolio/ e io vorrei uccidere mia madre. (Clinica dellabbandono). Versi in antitesi, dove lincipit metafora di creazione gioiosa e la chiusa tenebra di morte, desiderio di cancellare la nascita. Il corpo, nella sua gloria e nella sua miseria, la chiave che pu condurre lanima ad aprirsi allenigmatica dimensione dellInvisibile. Il suo sperma bevuto dalle mie labbra/era la comunione con la terra./Bevevo la mia magnifica/esultanza/guardando i suoi occhi neri/che fuggivano come gazzelle. Versi audaci per la carica transustanziale che traghetta lassalto dei sensi verso lesaltante convinzione di appartenere ad una dimensione panteistica. La comunione con la terra lanticipo dellIncontro Ultimo a cui Merini affider il tratto finale della sua avventura umana, condotta come un estenuante duello fra la vita e la sofferenza. Il dolore stato nella sua carne e nella sua anima, urlo e silenzio, stato la terra orfica dalla quale tutto ha inizio e nella quale tutto si conclude. Si sfaldano le rose della mia avvenenza/piano piano in un terreno consunto./Non solo petali che ardono di luce/ma solitarie piante/di chi stato a lungo dimenticato Merini vive una libert di linguaggio che si apparenta alla lingua della contemporaneit, un linguaggio che pur restando radicato nella tradizione del secondo Novecento letterario parla alla modernit e forse proprio per questo la sua poesia, contrariamente a quanto succede alla poesia in genere, amata anche dai giovani, soprattutto dalla parte femminile. La sua parola poetica terra scavata e dissodata dove il seme della sofferenza fa germogliare la speranza.
Anna Maria Bonfiglio
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