:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1063 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat May 2 09:53:44 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Cinque minuti di una vita

di Rosa Maria Melchionda
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 29/12/2015 18:49:59

Cinque minuti di una vita



Anche quella mattina, guardandomi allo specchio dopo essermi lavata il viso, feci una smorfia di disappunto. Quella miriade di brufoletti rossi che avevano ricoperto lo strato di pelle dal naso agli zigomi, seguendo la linea del contorno occhi, non era sparita durante la notte. Da qualche giorno, per causa loro, mi sentivo impresentabile in pubblico; eppure dovevo uscire di casa, dovevo lavorare.
Le colleghe mi dicevano che poteva essere una reazione al caldo afoso ed improvviso di quellinizio di giugno, giugno di un anno bisestile, quello del 1996.
Scherzavano, anche, prendendomi in giro: Dai, sar lacne giovanile !
Ed io: S, a trentanni suonati! , tornando a dedicarmi alla grande gioia di seguire i piccoli della sezione semidivezzi dellasilo nido comunale presso il quale lavoravo.
Mentre mi cospargevo il viso con una crema nutriente, ed idratante, mi rattristai al pensiero che di l ad una ventina di giorni sarebbe scaduto il mio contratto di lavoro ed avrei dovuto lasciare quel posto, quei bambini, quelle educatrici che tanto mi avevano insegnato, la cuoca e le bidelle che con la loro affabilit e disponibilit a collaborare contribuivano a creare un ambiente sereno e piacevole.
Ma la miglior qualit era la la pazzia cio la voglia di essere sempre allegre, riempiendo le giornate di gioia di vivere. Erano matte schiante , per dirlo in gergo dialettale. Ed io ero come loro.
Inforcai la bicicletta e coprii la distanza fra casa e lavoro con un certo affaticamento fisico, affaticamento non previsto per un corpo allenato con la danza; nelle narici un odore forte trai veicoli incolonnati nel traffico dellora di punta: sembrava stesse bruciando una gran quantit di pneumatici. Ma le mie colleghe non avvertivano quellodore, anzi affermavano che laria di quella mattina era quasi frizzante e quindi piacevole.
Ritenni di essere alquanto stressata e la prova era il ciclo che stentava ad arrivare.
Manuela, una mia collega che ascoltava in silenzio le mie lagnanze, disse:
Per me dovresti prendere in considerazione unaltra cosa. Dovresti fare il test
Le chiesi: Quale test? . Cinzia, laltra collega, lanticip: Quello di gravidanza!
La fissai, iniziai a scuotere la testa e: No, no, no non pu essere No! Sono stata attenta come sempre. E impossibile. Arriver, vedrete! volli rassicurarmi. Ma non potei pi negare che il ritardo mi stava preoccupando.
Terminato il turno, giunta a casa, avvertii dei dolori al ventre, decisi allora di recarmi in farmacia il mattino dopo.
Vorrei un test di gravidanza, per favore dissi al farmacista con un certo pudore, mettendomi una mano sulla pancia.
Lui mi chiese sorridendo: Di quanti giorni il ritardo?
Risposi con un filo di voce: Quattro
Il dottore riprese: Ecco il test per una diagnosi cos precoce ma osservandola e notando le sue smorfie di dolore posso dirle senza ombra di dubbio che lei incinta. I miei migliori auguri! con un sorriso di felicit che mi paralizz.
INCINTA? Quella parola frug nella mia mente per trovare il suo posto, ma in quellattimo era come se io non sapessi neanche che esistesse. Ringraziai e salutai decidendo di rimandare ogni considerazione a pi tardi. Lunica cosa certa in quel momento era la decisione di non andare allasilo in bicicletta, ma in auto, cos non avrei sentito quellodore di gomme bruciate, ma mi sbagliavo, mi perseguit ancora.
Buon giorno, acne giovanile! Come va? mi accolse Cinzia.
Le risposi: Fastidi al basso ventre Buongiorno. Ho comperato il test. Il farmacista ha sentenziato che sono incinta Ho paura di farlo Ma non voglio aspettare fino a stasera.
Cinzia rest sorpresa, mi propose di aspettare Manuela che copriva il turno del pomeriggio e mi consigli di usare il test subito, loro sarebbero state l con me. Arrivate le tre educatrici del pomeriggio e le collaboratrici, lorganico, con la cuoca gi allopera da qualche ora, era al completo; quello poteva essere il momento giusto per chiudermi in bagno per i cinque minuti pi importanti in assoluto della mia vita: la potevano cambiare e stravolgere definitivamente. Furono interminabili. Nellattesa mi dissi che s, ero innamorata di Massimo, quel folle pieno di energie che definivo un grillo per la sua incapacit a restare tranquillo per due minuti due ma stavo con lui da pochissimo. Cio da met novembre!
Lui era cos preso da me che a febbraio, passando davanti alle vetrine del negozio di arredamenti vicino casa sua, mi chiese di scegliere il tipo di cucina che mi piaceva di pi perch in settembre voleva sposarmi! Troppo presto, troppa fretta tanto entusiasmo non mi faceva star tranquilla. Non ci conoscevamo ancora e non cerano le basi per costruire un matrimonio. Glielo dissi una domenica sera che ci vedemmo eccezionalmente da soli a gustarci unottima pizza. Obiett che avevamo trentanni, avevamo vissuto esperienze, aspettare anni non aveva senso, non ce lo potevamo permettere per avere figli Perch ne voleva.
Ce la sapremo cavare. E poi, per conoscermi, bastano cinque minuti Sono tutto qui, sono quello che vedi, sempre me stesso. Sono un uomo semplice. aggiunse.
Cinque minuti
Aveva intenzione di mettere su famiglia da tre anni aspettavo un uomo che avesse simili progetti! Per parlavamo poco di noi, lui diceva che era importante il presente e non desiderava infilarsi in discorsi sul passato mi inquietava perch gli individui sono il risultato di tante storie e vicende del passato e per conoscersi bene non si pu ignorarle! Abitavamo a 40 km di distanza, lavoravamo, questo sicuramente aveva il suo peso, non avevamo tanto tempo per stare insieme mi dicevo, quindi avevamo bisogno di pi tempo per crearci quella complicit, quella confidenza, quella tenerezza alla base di un legame intimo e profondo.
Adorava le uscite in compagnia, le serate a far baldoria come le adoravo anchio, ma non potevano bastare, per noi come coppia.
La mia mente inizi a ripercorrere gli avvenimenti del mese di maggio per capire se ci fosse la possibilit di aver fatto la frittata!
Beh: sabato 25, luscita con Massimo ed il gruppo di amici fino a tardi, molto tardi; la richiesta di fermarmi a dormire nella sua casa di campagna a Monte Paganuccio, evitandomi i quaranta chilometri di strada per tornare a casa mia, che accettai di buon grado perch ero piuttosto stanca per guidare. E fu una notte unica. Mai prima. Completamente fuori dal mondo e da ogni realt.
Poco prima di addormentarmi, quando ormai albeggiava, mi soffermai a pensare al mio corpo, convincendomi che mi ero lasciata andare nel periodo giusto del mese e scivolai in un sonno sereno Ma avevo sbagliato i miei calcoli, di 12 ore.
A questa distrazione avevano contribuito la stanchezza e lo stress della preparazione dello spettacolo di fine anno con la scuola di danza, linfluenza con febbrone da cavallo curata con lantibiotico dei tre giorni e la conseguente debilitazione fisica e mentale s, era andata cos.
I cinque minuti trascorsi nel bagno dellasilo nido terminarono. Trepidante presi il test, guardai nel piccolo riquadro e poi lessi le istruzioni sul foglietto: POSITIVO!
Iniziai a tremare, mi si appann la vista e scivolai sconfitta sul pavimento.
No no no, non possibile! Proprio adesso no! Che cosa ho combinato?!! La testa mi scoppiava, il cuore martellava allimpazzata e sentii bussare con insistenza. Era Manuela, era preoccupata, mi feci coraggio, mi alzai, aprii e lei cap. Mi prese le mani, mi guid fuori e mi intim di respirare lentamente e profondamente.
Sono stata attenta. Non cos che volevo restare incinta! Volevo prima sposarmi e non sposarmi perch ero incinta! Ho sbagliato tutto. Nella mia vita non me ne andata una come volevo, come lavevo sognata, come lavevo progettata imprecai. Non ho ancora un lavoro sicuro, non ho una casa dovr trasferirmi tra i monti, lontano dal mio adorato mare, vivere nellappartamento sotto a quello dei miei suoceri, in un paesino dove non conosco nessuno quasi non conosco neanche il mio futuro marito! mi spiegai. Mi ha incastrata Monte Paganuccio
Manuela mi consigli di rifare il test, per sicurezza del risultato e nel frattempo in quegli altri cinque minuti, mi aiut a riflettere con calma sulla mia situazione: avevo 31 anni ormai era ora di fare figli e i chilometri non erano che un ostacolo insignificante grazie alla superstrada. Avrei potuto rivedere il mare ogni volta che avrei voluto. Massimo aveva il lavoro vicino casa ed io ero sulla buona strada per ottenere il posto fisso; intanto, nei momenti da disoccupata mi sarei goduta il mio piccolino tutto il tempo!
Anche se lo shock non lo avevo superato, quando vidi il secondo test ero pi tranquilla. Riuscii a sorridere davanti al responso POSITIVO perch avevo finalmente focalizzato che il sogno pi grande della mia vita fin da bambina era stato quello di diventare madre e lo stavo realizzando.
Ok ok ok. Manu, puoi chiamare la Cinzia? Voglio anche lei con me, per favore. Chiedi un minuto di collaborazione alle altre con i nostri bambini, devo telefonare a mia madre e mi commossi immaginando quale sarebbe stata la reazione di quella donna con una vita di sofferenze e difficolt alle spalle.
Ma dov tua madre? Fa che non sia da sola, una notizia come questa pu farle venire un colpo! fu la preoccupazione di Cinzia quando fu messa al corrente dellesito del secondo test e delle mie intenzioni. Mentre componevo il numero di telefono dissi:
E al lavoro, in ospedale. E in una botte di ferro, non c miglior posto per svenire!.
Le due colleghe risero ed attesero in silenzio; alla caposala del reparto maternit chiesi di passarmi mia madre, lei da premurosa ed affettuosa quale era, volle sapere se cerano problemi e se stavo bene: non chiamavo spesso, quindi La rassicurai, stavo bene, ma in effetti dovevo comunicare qualcosa di importante.
Mamma ciao. Come va? A che ora torni a casa? Tutto bene, stai tranquilla E che devo dirti una cosa Diventerai nonna .
Cosa? Coshai detto?
Ho detto che diventerai nonna! ripetei.
Davvero? Dai, non scherzare! disse mia madre. Le assicurai che non stavo scherzando, avevo fatto il test due volte e lei:
Diventer nonna?!! UH cosa mi dici! Gioia mia e poi silenzio. La chiamai pi volte, mi rispose la caposala:
Tranquilla, svenuta. Tu per potevi dirglielo in un altro modo! mi rimprover bonariamente.
Poi sentii: Amore, sto bene. Oh Signore che notizia bella! Ci vediamo a casa. Grazie, grazie. Un bacio mi salut, un poprovata. Riattaccai, avevo gli occhi lucidi, Manu e Cinzia mi abbracciarono e mi chiesero di Massimo; sapeva del mio ritardo, la sera prima non aveva chiamato ed io neanche; avrei aspettato ormai la sera per dirglielo, prima delle 18:30 non era mai a casa. Andammo in giardino a riprendere il nostro lavoro e ad annunciare limportante novit che mi riguardava.
Fui festeggiata dalle altre con baci, abbracci ed auguri; la cuoca, durante il pranzo nella cucina demergenza che da qualche mese occupavamo nellala delledificio messa in sicurezza dopo un crollo, volle brindare con tutte noi con quel bicchierino di vino che ci concedevamo per il pasto:
A te e a noi! Questa notizia ci allontana ancora un po da quel giorno tremendo del crollo del soffitto della cucina! Siamo tutte insieme e siamo felici! Auguri!!.
Gi, il crollo. Cinque minuti prima e lenorme macigno non avrebbe squarciato soltanto la mia sedia di metallo Le macerie non avrebbero rotto e rovinato solo tavoli, credenze e ripiani Avevamo appena terminato di pranzare, eravamo tornate tutte alle nostre attivit
Cinque minuti
La mia mamma stava riordinando la cucina quando presi la cornetta per chiamare Massimo; avevamo mangiato mano nella mano, avevamo parlato a lungo per trovare in anticipo una soluzione ad ogni possibile difficolt. Grande mamma!
La telefonata con Massi fu sorprendentemente deludente: fu impacciato nei preamboli, sbrigativo nel rispondere alle mie domande forse aspettava con ansia notizie sul mio ritardo fisico e quando gli rivelai che ero incinta rest in un silenzio che mi spiazz. Chiesi se fosse ancora l, rispose che solo le analisi in ospedale erano sicure, allora lo rassicurai, le avrei fatte il mattino dopo, ma i metodi moderni erano affidabili. Gli chiesi a che ora sarebbe arrivato e lui:
Perch? Per cosa?. Altra delusione. Aspettavamo un bimbo, potevamo stringerci, parlare Concluse, pratico:
C poco da parlare, sappiamo cosa dobbiamo fare. Se vengo gi non risolvo niente. La frittata fatta. Avremo tempo per stare insieme. Tutta una vita..
Lo salutai senza insistere oltre, n aggiungere altro. Cinque minuti che mi preoccuparono.
Chi era quelluomo con cui stavo per mettere su famiglia? Mi lasciava sola in un momento simile! Ma poi il cuore mi sugger che piuttosto lui aveva bisogno di digerire la notizia cos come ne avevo avuto bisogno io.
Le analisi confermarono la gravidanza. Piansi per la commozione e Massimo si mostr felice, ma anche spaventato da ci che larrivo del bimbo comportava. Mentre io informai subito il resto della mia famiglia, lui non riusciva a decidersi di informare la sua: aveva bisogno di tempo per essere in grado di dare una tale notizia nel miglior modo possibile. Ma poi il tempo arriv.
Il 28 giugno 1996 chiesi a mia madre di accompagnarmi con lauto al lavoro; improvvisamente un dolore acuto e insopportabile al ventre mi fece urlare e piegare su me stessa. Mia madre corse a telefonare in ospedale e allasilo, mi caric in macchina, mi fece scendere davanti alla porta di ingresso del reparto maternit dove mi attendeva un medico con la caposala per condurmi subito nella stanza delle ecografie.
Ecco, siamo pronti. Tranquilla, vediamo come sta il piccolino Bene bene bene. Quel puntino che si illumina il suo cuoricino. Batte. E tutto a posto. mi rassicur laffascinante dottor Perrella.
Guarda Anna! Quel puntino che si illumina il tuo nipotino! spieg la caposala a mia madre. Diventerai nonna, Anna!.
Lei si fece sfuggire un singhiozzo, gli occhi le si riempirono di lacrime e poi rise al commento che segu: Auguri nonna! Tuo nipote bellissimo! Dai, non piangere! . Lei obiett che era solo un puntino quello che si vedeva, come faceva a dire che suo nipote era bellissimo? Si stava burlando di lei, lo aveva capito, quindi lo ringrazi per gli auguri.
Fui ricoverata per un inizio di distacco di placenta, ero intimorita e preoccupata per il mio bambino, accettai tutti i prelievi, i controlli, la cura e la prescrizione di assoluto riposo con sollievo; non ero mai stata ricoverata prima, grazie a Dio, e presi la novit come unesperienza in pi da vivere.
Allora di pranzo informai Massimo dellaccaduto e quella sera corse a trovarmi, accompagnato dai suoi genitori che solo da qualche giorno erano stati informati dellarrivo del primo nipotino e facendo quindi la nostra reciproca conoscenza.
I miei fratelli entrarono nella mia stanza con aria preoccupata: volevano diventare zii, gli era piaciuta lidea dopo la sorpresa iniziale alla notizia del lieto evento. Ma stavamo bene, noi.
In quei giorni di riposo assoluto pensai molto, misi insieme i tasselli della mia vita e provai, alla fine, preoccupazione per il mio futuro, tanta stanchezza mentale, tanta voglia di tornare alla mia routine, ma lessi anche tante notizie serie e frivole sui settimanali, conobbi persone che condividevano difficolt nella gravidanza, focalizzai ogni giorno di pi che una creatura si stava formando dentro di me.
Il ginecologo De Marchi, ad un certo punto, mi disse che la cura stava ottenendo i suoi effetti, ma sarei dovuta restare in ospedale ancora qualche tempo, per essere sicuri del mio assoluto riposo. Si sa che a casa si pu sgarrare.
Pu andare via, ma il rischio di complicazioni gravi aumenta. Decida lei. Ci pensi un attimo. Se vuole portare avanti la gravidanza resti qui.
Per una minuscola frazione di secondo mi sfior lidea che sarebbe stato facile evitare il matrimonio affrettato con uno quasi sconosciutobastava andare a casa. Sarebbe stato facile evitare lo sconvolgimento, tornare alla mia vita e ritrovare il tempo per fare le cose per bene ero cos stanca!
Ma qualcosa mai provata prima mi scosse come un getto di acqua gelida e mi ricord che in quella situazione ci ero finita perch aspettavo un bambino, mi era arrivato il DONO di un figlio! Senza pi attendere risposi di getto che sarei rimasta anche per un mese intero! De Marchi mi disse che non era necessario, sarei potuta andare al mare per tutta la stagione godendomi il riposo di quel periodo, forse lultimo per tanto tempo, una volta nato il bambino.
In quei cinque minuti decisi veramente della mia vita e da quel momento divenni madre per sempre.
Quando lasciai lospedale mi dispiacque, lo confesso, ero vissuta in un limbo sereno e fuori mi aspettavano i lavori per la casa, la sarta per il vestito da sposa, la scelta del ristorante, ecc. Andai a casa di Massimo anche se mi sentivo debole e frastornata, per dare il via a tutto, per preparare il nido al mio piccolinosapevo con certezza che era un maschio.
Tornai alla mia citt di luned mattina, dopo aver salutato tutta la famiglia che si era recata al lavoro; sulla via del ritorno, ad una manciata di chilometri da casa mia, unauto mi tampon non essendo riuscita a fermarsi in tempo ad uno stop. Fui presa dal panico, ripetei in continuazione che ero incinta, fu chiamata lambulanza e tornai in ospedale.
Restai quasi immobile sulla barella per tutto il tempo prima che dal Pronto Soccorso mi portassero in reparto per unecografia, le mani sulla pancia per proteggere la creatura, la preoccupazione di avvisare mia madre che si trovava fuori citt.
E forte questa creatura! mi disse pi tardi il mio medico. Sta benissimo. Nessun pericolo, segua la cura e tutto andr bene. Pu andare a casa.
S, and bene, il piccolo fu davvero forte. Le nostre avventure fino alla sua nascita non finirono l e forse per questo dal primo sguardo che ci fece conoscere si cre un legame speciale e profondo. Oggi sono la sua mamma orgogliosa e felice di avere avuto in dono quei cinque minuti che hanno stravolto la mia vita.
Pensando e ripensando a come sono andati i fatti, in tutti questi anni ho capito che il mio bimbo doveva nascere, doveva arrivare nel nostro mondo: lui era pronto, nel suo. Mi aleggiava sopra da due annime lo avevano dettonon ci avevo creduto al momento, mama questa unaltra storia

(2015)









« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Rosa Maria Melchionda, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Rosa Maria Melchionda, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Un ultimo bacio (Pubblicato il 21/11/2021 20:49:56 - visite: 526) »

:: Ultimi giorni d’estate (Pubblicato il 27/02/2015 23:17:38 - visite: 1176) »

:: Alluvione in citt (Pubblicato il 27/02/2015 22:48:29 - visite: 974) »

:: Racconti (Pubblicato il 04/05/2014 16:56:03 - visite: 1529) »

:: Voglia di arrendersi (Pubblicato il 28/10/2012 18:41:41 - visite: 1463) »

:: Non ora (Pubblicato il 29/04/2012 17:57:37 - visite: 1459) »

:: Il film dei ricordi (Pubblicato il 07/01/2012 00:39:10 - visite: 1730) »

:: Non chiedo altro (Pubblicato il 31/03/2011 23:20:28 - visite: 2440) »

:: PER PAURA (Pubblicato il 27/02/2011 18:44:50 - visite: 1300) »

:: Notte di magia (Pubblicato il 26/02/2011 16:44:52 - visite: 1362) »