Pubblicato il 07/02/2016 19:36:34
Teutonica beltà, tra selve e fronde, picchi di rocce e armonie d'acqua che scroscia dalle viscere profonde dei monti e il passo cede alla fertile terra.
O terra straniera, che svetti in alto con antiche foreste per ciel sfiorare, approdo d'un esilio, si ferma il passeggero stanco di vagare.
Terra di foreste nere, tra valli e fiumi, gole selvagge di tacitiana memoria, bacio il tuo suolo, con tanta nostalgia dell'amata mia terra, dell’Italia mia.
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