Pubblicato il 29/12/2025 03:54:28
Dal paradigma dell’Arte Totale all’Empatia Totale. Il Movimento Empatico nasce dall’Arte Totale come atto di ascolto, visione e rivelazione dell’umano. L’arte ha aperto coscienze, dato voce al dolore, reso visibile l’altro. Oggi, quella stessa spinta evolve in Empatia Totale. L’empatia non è più soltanto espressione artistica o linguaggio simbolico, ma criterio etico, metodo relazionale e responsabilità concreta verso l'umano e verso l'ambiente tout court. - Non basta sentire: occorre rispondere. - Non basta comprendere: occorre proteggere. - Non basta raccontare: occorre agire. I Manifesti per il "Dialogo Empatico tra le Religioni" e per la "Difesa delle Minoranze" segnano questo passaggio: dal dominio dell’opera a quello del legame, dall’estetica all’etica, dalla visione alla presenza. Nell’Empatia Totale ogni essere umano è soggetto attivo, non spettatore. L’arte resta ovviamente inseparabile compagna di viaggio, ma parallelamente il secondo focus diventa la custodia dell’umano nella sua vulnerabilità reale; si mira comunque sempre ad un equilibrio tra estetica ed etica. Il Movimento Empatico afferma che: l’empatia, se non diventa responsabilità, resta incompleta. Da questo principio nasce dunque dal 1° gennaio 2026 la sua Seconda Fase denominata come detto "Empatia Totale".
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