Pubblicato il 01/03/2011 12:00:00
Capita spesso di incontrare libri in cui gli autori prendono il loro diario, le loro esperienze di vita e, cambiando qualche nome qua e l, confezionano un romanzo. Ma questo appare comunque per quel che : un sommario di una vita, che pu anche far scattare lindifferenza nel lettore di fronte a fatti assolutamente personali. talvolta gli autori rendono queste loro opere gradevoli, riuscendo ad estrarre dal personale quanto c di universale, quel che un valore per loro viene convertito in qualcosa che solletica le menti dei lettori ignari di quanto sta dietro e allinterno di certe esperienze. In altri casi a salvare il romanzo/diario vi una grande capacit di scrittura e leffetto disinteresse disinnescato dalla gradevolezza della lettura, ma in ultima analisi resta solo ed unicamente una prova dautore. In questo My Lives, White riesce invece a raccontare la sua vita (anzi le sue vite, traducendo il titolo) attraverso fatti e situazioni assolutamente personali, spesso intime, ponendole su di un piano di universalit che riesce ad avvincere il lettore; dalla sua lo scrittore americano ha una grande capacit descrittiva ed un senso - oserei dire innato - della biografia (ha pubblicato biografie di Genet, Proust e Rimbaud) ma lanalisi costante, spasmodica, degli avvenimenti, delle sensazioni a far leggere i tormenti di una intera epoca in filigrana di una esistenza irrequieta. Lautobiografia, perch tale , di White non strutturata, come solitamente accade, per periodi, scanditi dal susseguirsi degli anni, bens attraverso le figure chiave della sua vita: gli analisti, gli uomini, le donne, Genet e cos via. Attraverso le personali esperienze dellautore si profilano, chiaramente, i cambiamenti sociali e culturali che si sono succeduti mentre la vita di White procedeva. assai interessante leggere di come certi comportamenti ritenuti ormai del tutto naturali siano invece giunti ad essere tali solo recentemente, e questa loro naturalizzazione nel sistema comportamentale abbia inciso cos significativamente sulla vita delle singole persone, le quali senza saperlo, col solo fatto di vivere, hanno contribuito a cambiamenti sociali di vasta portata. Basti pensare a quando White parla dei suoi analisti, il capitolo inizia con il desiderio dello scrittore da giovane di diventare normale, curare la propria omosessualit e questo voler essere normale nel corso degli anni si trasforma nel voler essere felice come tutti gli altri, in una relazione stabile, ovvero dal vivere una condizione indesiderata, sino a voler vivere la propria condizione con pi felicit. Oppure lapparizione di quel vasto dramma che lAids, che riuscito a sradicare certi comportamenti che si credevano acquisiti per sempre, o come la malattia trasforma le persone e si insinua in tutti i rapporti esacerbando le asperit dei caratteri. O ancora White mette in luce, in modo spietato, amplificandolo, il bisogno di protezione e di amore che speso si trasforma in una voglia di sottomissione, capace - forse - di creare un legame pi forte di quello dei sentimenti anche perch solletica la vanit, anche se ben nascosta, delle persone. Attraverso il sistema dei capitoli caratterizzati da ci che ha influenzato la vita dello scrittore, anzich - come dicevo sopra lo srotolarsi degli anni, vediamo certi fatti e certe persone ritornare in pi capitoli, visti da un differente punto di vista, si crea cos una trama assai fitta, densa di particolari, la quale, per, vista nel suo insieme, mostra al lettore i cambiamenti della societ, vissuti, e in certo qual modo anche causati, da una esistenza. La lettura piacevolissima ed interessante, anche perch White non difetta certo di ironia e sarcasmo, cosa che spesso svanisce quando uno scrittore racconta s stesso, e lanalisi che fa dei suoi comportamenti e delle sue scelte assai profonda e meticolosa, correndo il rischio, calcolato a-va-sans-dire, di fare una brutta figura agli occhi del lettore. Ma leffetto brutta figura scongiurato, dalla grandiosit del libro, dal suo ampio respiro, dalla sua capacit di catturare il lettore in una galleria di personaggi e di accadimenti che la trama stessa della societ degli ultimi cinquantanni. Un libro molto bello, talvolta crudo, perfettamente costruito (ottimamente tradotto da Giorgio Testa) da White, che diventa unanalisi sociologica, psicologica ed umana di una vita in rapporto alla sua epoca. Ed un grande esempio per chi vuole affrontare la via della scrittura, sia per come fatto il libro, sia perch d modo di seguire passo dopo passo la carriera di quello che pu essere considerata una delle massime voci letterarie americane contemporanee.
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