:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Articoli
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 17 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Tue Nov 3 18:59:51 UTC+0100 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La poesia di Antònia Vicens

Argomento: Poesia

di Gian Piero Stefanoni
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti gli articoli dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 03/11/2026 10:43:45

Antònia Vicens, Prendi la tua croce.
LaBreu Edicions, Barcellona, 2025.

Scrittrice spagnola di lingua catalana, classe 1941. Romanziera oltre che poetessa, l'opera della Vicens è tra le più apprezzate del panorama iberico. Nativa delle Baleari, nell'isola di Maiorca, ha soprattutto contribuito alla conoscenza della lingua catalana nel mondo (dal 1977 nel consiglio dell'Associazione degli scrittori) da esser omaggiata poi con i riconoscimenti più significativi, il Saint Jordi per esempio o la medaglia Ramon Llull, rifiutata poi per protesta contro la politica linguistica del governo delle Baleari. Tra le pagine dei suoi libri ricche sono le interrogazioni relative alla memoria e l'identità nel legame con una terra alle prese tra l'altro (come abbiamo visto nelle manifestazioni della passata estate) con un turismo che ne va minando gli equilibri. Di memoria, di identità, di legami nell' intreccio con un presente di violazioni, di rapacità e negazioni è il cuore di quest'ultimo lavoro in versi dove il cammino di pellegrinaggio dell'umano da subito è toccato dalla tirannia e daòl sopruso. Il primo testo infatti ci avverte nello scavo dai ricordi, l'uccisione di giovani prigionieri politici ad opera del regime di Franco, fino a distendersi poi in quella manualistica della memoria a lei così cara cui all'accensione del dolore la poesia nella sua evocazione finisce poi con lo spegnerne il fuoco. In questo caso, come ha avuto modo di ben sottolineare Peter Joan Martorell, "ci fa entrare in un territorio di espiazione". Come agire allora sulle crepe, non solo della memoria evidentemente, per romperle dissotterrandole dalle implosioni delle rimozioni, e finalmente liberarle. Questo ci sembra il carico di ferite e compianti cui nella figura della croce la Vicens finisce col riferirsi procedendo tra i segnali e i simboli, ma anche le nuda corporeità di una creaturalità a tratti agonizzante i cui sogni hanno gli effetti di una grottesca morte da postribolo.

Eppure è qui, entro una fede nell'umano costantemente messa a repentaglio, tra dissezionate presenze di animali colpiti, tra voli di uccelli tra precipitazioni e prese di distanza da una terra rimestata la voce dell'autrice di Santanyì si fa più salda, sì, proprio dove il canto volgerebbe unicamente al compianto (ed in parte lo è) conferendo allo spazio la visibilità di un'agonia che ha come detto nel suo esporsi la dimensione di una guarigione che se ancora non in atto pure ne chiama agli occhi di chi ascolta, di chi osserva la disposizione. Un imprimere così all'attivazione della coscienza nel senso delle sue aspirazioni a partire dalla condizione della dignità di una vita ancora reclamante, benché offesa, proprio perché offesa. Il coinvolgimento per questo non può non essere anche familiare, anche di comunità cui la lingua nella secchezza delle sue troncature, delle sue immagini ora ritorte, ora incalzanti dà il senso di un comprimere, di una spezzata e ingolfata eredità che ancora reclama, non cessa di unire. Di nuovo in questo senso ci viene incontro Martorell: "Ogni poesia è un colpo secco contro il grigiore di un'epoca in cui la scrittura ha qualcosa di rituale: il desiderio di frustare la memoria per non lasciarla fossilizzare". Perché sì questo è nella ritualità di vita e non di morte di questa poesia, audace perché nel carico di un dolore continuamente aggredente, terribilmente infestante tra le spire delle sue belve, dei suoi rovi. Un vagare sovente come entro metafisiche di città disfatte, nel ritorno di fuoco di arti spezzati, tra uomini- ma spesso anche bambini che nascondono "temporali tra le viscere"-- tra paralisi e fuga. Di contemplazioni "di voli di droni kamikaze" nel mentre di treni al passaggio, nella lontananza a inseguire di una indifferenza di luoghi e di distanze.

La lotta è tra un elevato desiderio di luce e il rischio di una morte pronta sì a magnificarne il volo ma nei fatti a spegnerlo entro i suoi enigmi ("La Morte/ sei Tu/ al volante del tuo boia"). Nella crudezza delle immagini, sempre così violentemente efficaci, la scrittrice maiorchina si muove nell'agente redimere della nominazione come a cercare protezione dai predatori del mondo (lo sciame di rapaci a cavar occhi per far sopra nidi). La risposta che ci offre è quella di una lucida e ferma consapevolezza, di volontaria disposizione alla chiamata in piedi nella postura di una condizione atta ad avanzare e a procedere non soli. "Per ruscelli di luce", come da testo in cui il dettato sembra sciogliersi, ove nel continuo dialogo tra infermi e prossimità, agli angeli della notte i decollati offrono il capo. In cui non sempre è rosso il sangue: "Le ferite possono versare acqua dal cielo". La disputa certo continua, continuerà, tra voci di avi e nuovi cuccioli colpiti ma è nella fermezza e nella opposizione di chi si sa e si vuole insieme la cucitura di una grande scrittura che non si arrende.




« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Gian Piero Stefanoni, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Gian Piero Stefanoni, nella sezione Articolo, ha pubblicato anche:

:: [ Poesia ] Daniel Faria e l’invisibile respiro (Pubblicato il 27/03/2026 08:04:16 - visite: 252) »

:: [ Poesia ] Alexandre O’Neill e il suo Portogallo (Pubblicato il 16/03/2026 16:50:53 - visite: 365) »

:: [ Letteratura ] L’opera intrusiva ed eversiva di Ivan Pozzoni (Pubblicato il 12/06/2025 15:57:27 - visite: 1144) »

:: [ Poesia ] Maria Lenti, Segn e artaj/Segni e ritagli (Pubblicato il 06/02/2025 11:18:59 - visite: 1007) »

:: [ Poesia ] Sopra alcuni inediti di Nina Maroccolo (Pubblicato il 07/06/2024 09:12:46 - visite: 530) »

:: [ Poesia ] Su alcune poesie in dialetto milanese di Giovanna Sommariva (Pubblicato il 04/11/2023 12:06:56 - visite: 869) »

:: [ Poesia ] La poesia in tabarchino di Mariatina Battistina Biggio (Pubblicato il 23/10/2023 17:41:48 - visite: 843) »

:: [ Poesia ] L’universale insularità: Oliver Friggieri e la poesia (Pubblicato il 16/06/2023 16:47:34 - visite: 617) »

:: [ Letteratura ] Lorenzo Spurio e la sua Sicilia (Pubblicato il 17/04/2023 16:51:11 - visite: 757) »

:: [ Poesia ] Fernando Della Posta e la poesia in dialetto di Pontecorvo (Pubblicato il 14/04/2023 11:26:10 - visite: 872) »