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Pubblicato il 18/04/2010 18:13:53
Sentivo al di là della porta socchiusa
Cantare gli usignoli e chiacchierare l’acqua
Con la luce. Ma non andai. Mi dissero di qua
Che il demonio sceglie bisbigli e sussurri
Per sedurre. Così, non lasciandomi tentare,
Ho perduto la gioia profonda che alla cima conduce.
La saggezza indossata era una veste grigia
Che stringe il cuore e la mente illimitata.
Oh, se potessi, ora, avere le gote vellutate,
Se il tocco della mia mano fosse più delicato
Di un fiore di mandorlo bianco a primavera,
Arruffata, a piedi scalzi, piena di notte, la bocca
Avida d’amore, andrei là e non avrei paura.
La vita e la morte sono due care amiche:
Nessuna delle due si giudica. Ora guardo
Nelle molte gocce che pendono dai rami
Come specchi i miei molti volti antichi.
Se le scrollo, resta l’ultimo e mi vergogno.
Oh, Amore, passando, abbi pietà di me,
Ammira solo la mia infinita nostalgia,
Chinati un poco sul mio corpo, sussurrami
Nell’orecchio quella parola che tutti
Mi hanno detto, ma dietro la porta socchiusa.
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