Pubblicato il 17/09/2017 08:32:06
ASTUZIA DELLE FONTI
E se fosse quel frammento di vero la saetta che incide le sorgenti? * Promessa che mai pi sognerai stretti sogni e buie soglie, perse le catene della luce, a precipizio nei mentali pozzi. * Tradito il gesto, spezzato il fuoco del ritorno, quella soltanto, parola logni tenerezza, resta fuori dal dubbio la sola evidente certezza. * Sar ancora puro il giorno, purch ignaro della falce. Papavero assetato nel rogo delle spighe, viva ferita, bacio mai pi prodigo di colpe. Mai pi segreto. * Non ho mai incontrato il tuo pensiero. Non aveva, quando mi sovvenne, lasciato impronte. Chi ha moltiplicato il delitto della distanza? * Da questa brama al respiro del progetto. Folle! Limpotenza non calcolasti. Lonnipotenza non cessa di assalire la nostra fragilit. * Non sopporta libert, chi di libert non ha pi sete. Estingui il sogno. Non generoso consolare la spina. E morse sul dito la perla di sangue che sapeva di rubino. * Verr, mano sul fianco, con sublime altezza ripiegata nello sguardo. Crederai trascorsa la sponda della notte, distante ledera tenace, Ma dove il fuoco che arrester la tenebra? * Il corso del pianto celato nelle mani, quello delle parole dalle mani sgorga e tradisce il tuo segreto. Anima, che hai di spine il letto. * Croller nelle ali il vento. Il volo non pi essenziale sar ridicolo e disperato. Persister un dolore cos smarrito che dovremo indicargli dove andare. * Apprende a volare alla scuola del vento, ma dubita che mai presso i Troni poser stanche le ali. * Ho cercato di Lei e creduto su labbra scarlatte di scorgerne il riso. La dove di lei si ragionava erano vesti discinte e mani prodighe di anelli. Oh, meschina la coppa che al suo nome non brinda! * In questo sogno di aver dimora concedimi: Al modo delle gazze avere alto il nido e alle trecce del vento aggrovigliate. Ora, prima che mi tradisca il tempo. Prima che mi detesti la bellezza triste di ci che poteva e non stato. La peonia splende nel mio cranio. rallegra alla morte il suo trofeo. * La veglia si adegua al suo diamante. Splende e va in frantumi. Perfetto e costante il battito che si desta nellimprobabile luce. * Non v attesa per chi solo landare conosce e il disgiungere. Cos la carezza seguita dal rifiuto? Un buco nel petto dove passano come in un ago i fili che non faranno mai un legame tessuto in mille nodi. * La memoria non si volge indietro. Morde il futuro e vi si aggrappa. E un morto che da solo non se ne vuole andare. * Chi paga i vostri concerti? Forse la fame pigolante che vi sgrida le piume. Chi al poeta i suoi deliri? La febbre, limpervia tenerezza che preserva dallinfamia. Sillabe aperte, avventurose concertano la partitura delle cose. * A quale luce ho aperto gli occhi stamani? Chi mi difender dalla morte altrui? Sul perno della resa ruota con fermezza la mia desolazione. Linseguita bellezza, la sua categoria. Intollerabile leccesso, ferito il paradosso. * Le promesse hanno nomi ingiustamente lunghi. Scritti nel pi disabitato silenzio. * Inclemente la veglia: Rapida volge la dinamica del sogno. Ossessiva ma non ribelle scava nel fango degli anni. Lacqua che lambiva la gola allenta al respiro la morsa. * Il silenzio una melagrana acerba dove le parole sperano di crescere. O forse un grido che ha perso lacuto e si esprime per assenza. E un frutto di scarlatto dolore. * Gli anelli spergiuri pagano le cicatrici del profondo. Emergenza vivere per gli uomini che hanno scritto e affisso con uncini da beccaio frasi elementari che sanguinano.
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