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Amor non fu

di Fabio Fiorini
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Pubblicato il 15/01/2019 23:29:29

Le tende porpora, solitamente chiuse, oggi sono spalancate alla primavera e il sole, infilandosi come un ladro gentiluomo allinterno della stanza, sottrae elegantemente spazio allombra, sua fraterna compagna e scalda la pelle dellanziana dama, seduta accanto al suo amato clavicembalo.
- Zia Nannerl, vi prego, raccontatemi di quando mio padre conobbe la principessa il giovane, seduto accanto a lei la guarda, speranzoso.
- Franz, caro, quante volte te lho raccontata? risponde teneramente.
Il ragazzo felice, la zia di buon umore, non capita spesso.
- Molte, ma sentirvi parlare di lui in modo affettuoso, dopo tutti i vostri conflitti, mi rallegra.
Il tempo, per un istante, sembra fermarsi a guardare la donna, intenta a cercare il piacevole ricordo tra mille altri, pi o meno gradevoli. Maria Anna, questo il suo vero nome, socchiude le labbra secche in un triste sorriso, chiude gli occhi e si rivede bambina, la sua mano in quella del fratello minore.
- Ero molto portata per la musica, la amavo. Tuo padre, per, era molto pi bravo di me, dicevano fosse un bambino prodigio, ma questo non mi dava nessun fastidio. Non ero invidiosa della sua bravura, non lo sono mai stata. Un giorno, i nostri genitori, decisero di sfruttare questo dono e iniziammo cos a suonare in ogni angolo dellEuropa. Enormi castelli, lussuose corti, strabilianti palazzi e teatri da sogno. Piogge dapplausi inondavano le sale sfarzose dove io e tuo padre ci esibivamo, eravamo conosciuti ovunque andassimo. E le tasche dei nostri genitori erano sempre pi piene. Non era una vita facile, per, sia io che tuo padre ci ammalammo molte volte. Io rischiai addirittura di morire, ma me la cavai.
Nel 1763 ci esibimmo davanti alla nostra regina. Quando finimmo, tuo padre, che allora aveva solo sette anni, scese dallo sgabello e si diresse verso la sovrana. Arrivato a met strada inciamp e fin lungo e tirato sul pavimento. Mi avvicinai per sollevarlo, ma una bimba della sua stessa et fu pi lesta di me. Lo aiut a rialzarsi e gli pul il vestito. Lui, per niente imbarazzato e con la sua solita faccia tosta, sorrise e le disse: Grazie. Un giorno ti sposer.
Tutti in sala risero di gusto, ignari che la vita dei due non avrebbe avuto il lieto fine che si trova nelle fiabe che da qualche tempo vanno scrivendo quei due fratelli tedeschi, Grimm mi sembra che si chiamino.
La bambina che aveva aiutato tuo padre a rialzarsi, Maria Antonietta, divenne s regina e perse poi la testa per luomo che aveva sposato.
Tuo padre Amadeus, invece, diventato il pi grande musicista di tutti i tempi e, prima di morire, mi ha donato un delizioso nipote, tu lanziana dama si asciuga la solita lacrima, che furtiva le sfugge dallocchio ogni volta che racconta quella storia. D le spalle al giovane e, posando le dita esili sul clavicembalo, intona una malinconica sinfonia che riempie le stanze enormi e vuote del palazzo di Salisburgo.
- Grazie zia Nannerl sussurra il ragazzo alzandosi e avviandosi verso il fondo della stanza - E una storia triste, lo so, ma ogni volta che me la raccontate posso vedere il padre che non ho mai conosciuto.

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