Per LaRecherche.it festeggiare Marcel Proust a 140 anni dalla sua nascita un moto spontaneo di riconoscenza verso questautore, che scaturisce da una simpatia tutta umana, sbocciata a partire dalla lettura della sua opera la recherche du temps perdu. La spinta iniziale che ci ha posto nellorbita di Marcel, ci stata data da lui stesso. Mentre stavamo passeggiando per il bosco della lettura, ci siamo imbattuti in una radura soleggiata, dove personaggi ben delineati, in caratteri e azioni, uscivano dallombra tuttintorno, aprendo discretamente, con la loro materializzazione, lingresso ad un altro mondo, dove ci siamo trovati a nostro agio; sperimentavamo la circolarit, la continuit e la relativit del tempo, anche noi distribuiti, dal Narratore, su pi dimensioni, nello spazio immaginario della memoria.
Ci siamo accorti che rimanere in orbita attorno a Proust era diventato necessario, se volevamo vedere bene, senza illusioni, il mondo della letteratura contemporanea. Non siamo certo noi, arrivati per ultimi in questo arcipelago letterario, con equilibri cos delicati per le piccole creature, quali anche noi siamo, a dover indicare le sue contraddizioni. Ci limitiamo ad osservare, e a tenerci a distanza dalle azioni di molte imponenti creature letterarie che qui vivono ben alimentate da salde strutture editoriali, le quali permettono, da una parte, in positivo, lelevazione della buona scrittura agli onori degli altari letterari, dallaltra, in negativo, lelevazione di un mondo di libri usa e getta, fondato sulla sola necessit di vendere.
Orbitare intorno a un autore come Proust sicuramente una opportunit, per tenersi a debita distanza dalle false letterature, la scrittura proustiana un ottimo termine di paragone, anzi, un esigente termine di paragone. Il pianeta Proust oggettivamente indistruttibile, inattaccabile; non facile innestarsi in orbite stabili intorno al mondo Proust ma una volta fatto difficile uscirne, ammesso che si voglia provare a farlo. Ci pare significativo ci che afferma Donato di Stasi in alcuni suoi aforismi proustiani qui pubblicati, ne riportiamo uno: La vera grandezza di Proust consiste nellaver creato un mondo per tutti e per nessuno. Ha diluito in centinaia di pagine la propria materia narrativa per poter attraversare tutti i paesaggi umani, morali e immorali. Disinteressato alla blandizia melliflua, ha chiuso a chiave ogni pagina con serrature non impossibili da scardinare. Al lettore, anche al pi insignificante, chiede di capire, non di riempire il tempo.
Il giorno in cui pubblichiamo questo eBook il compleanno di Marcel Proust, ma se Proust non fosse nato, se Proust non avesse seguito la sua aspirazione ad essere scrittore, se si fosse fermato, deluso, davanti ai suoi cassetti pieni di fogli scritti (Se avessi qualcosa di pubblicato, ve lo avrei fatto avere, ma finora ho riempito solo i cassetti, scrive a Marie Nordlinger), se, amareggiato dai rifiuti ricevuti alle sue richieste di pubblicazione, avesse stracciato la sua Opera, quanto sarebbe rimasta monca la letteratura mondiale di tutti i tempi? Eppure noi non ce ne saremmo accorti, esattamente come non ci accorgiamo di quanti Proust mancano allappello, o mancheranno; semplicemente perch non ce lhanno fatta, o non ce la faranno, a prevalere su vari mostri editoriali che stritolano o salvano chi gli pare in base alla loro convenienza. Ma la letteratura che non avremo mai e che potevamo avere ci mancher? Chi ce la ridar? Nessuno! persa. Ma nella storia della letteratura mondiale abbiamo tanti scrittori bravi del calibro di Proust, non ci bastano forse? No, perch quel senso di vuoto nel Genio della letteratura gi oggi percettibile dalla sensibilit dei lettori pi esigenti e da chi si addentra nel mondo della scrittura senza smanie di arrivismo; un disagio interiore, una incompletezza latente, che pu essere, solo in parte, sedata dalla lettura di autori quali Proust e pu invece amplificarsi quando si leggono autori venduti sui banchi delle librerie-mercato come fossero polli o zucchine. Ma si va avanti sperando che il mondo della letteratura riconosca, accetti e persegua la buona scrittura e pur nel marasma del tutti pubblicano, a pagamento o meno, non si perdano i lumi della ragione della buona scrittura.
Ma chi era Marcel Proust? Un uomo, sicuramente, e con gli uomini possibile conversare, possibile entrare in relazione, di persona o attraverso ci che hanno lasciato scritto, o che hanno scritto altri che li hanno conosciuti e che ci aiutano a penetrarne lumanit. Di Proust c una vasta raccolta di lettere da lui scritte, e a lui scritte, da parenti e amici. C una letteratura di testimonianze di chi lha conosciuto personalmente, e c la sua vasta Opera, fatta di articoli, saggi, poesie, racconti, romanzi. Ci sono i luoghi, ancora individuabili (si veda lantologia de LaRecherche.it pubblicata nel 2010: Le vie di Marcel Prosut, www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=52) dove egli ha vissuto o ha ambientato le sue storie. Allora, chi ci vieta di entrarci in relazione, di conversarci, di proporci davanti alla sua scrittura con le nostre riflessioni? infatti linvito di questa antologia che abbiamo pensato di strutturare in capitoli, come si evince dal sommario e dallindice. Ogni capitolo ad eccezione del prologo e del capitolo X, che riporta una piccola parte tratta da La parte di Guermantes II introdotto dallestratto di una lettera scritta da Proust. In tale semplice architettura abbiamo raccolto i lavori di 44 autori, invitati, a vario titolo e con diverse competenze, a scrivere su un titolo-tema dellantologia: Conversazioni con Proust. Ognuno lha interpretato a suo piacimento, in realt si trattato solo di un pretesto per indurre alla scrittura e al confronto con Marcel.
Ringraziamo quindi tutti gli autori che hanno partecipato a questa antologia accogliendo il nostro invito, per la loro disponibilit e per la passione e professionalit dimostrata nei loro interventi. Molti altri avremmo voluto invitare, ma abbiamo dovuto darci un limite, ci scusiamo con chi possa sentirsi escluso, garantiamo, non certo per un preciso disegno di esclusione; alcuni, invece, pur invitati, hanno rimandato la palla allanno prossimo. Ringraziamo, inoltre, lartista Toni Salmaso, che ci ha fornito le immagini dei suoi dipinti per illustrare lantologia, e tutti i lettori, che potranno anche lasciare un loro commento a lettura ultimata. Ci scusiamo fin da adesso di eventuali refusi, che sono da imputarsi soltanto a noi, e non agli autori, ai quali non ci stato possibile inviare le bozze.
Siamo ben felici di essere testimoni del fermento culturale e intellettuale che anima il sottobosco di questa nostra Italia. Sugli scaffali delle librerie troveremo sempre i soliti malloppi che permettono agli editori di fare soldoni, ma qui e altrove, nella gratuit, si gioca una importante partita della letteratura. Linvito quello a ridurre lacquisto dei libri da consumo, anche questo pu aiutare ad elevare la qualit della scrittura proposta dagli editori, perch, ricordiamoci, se gli editori propongono quello che propongono, perch molti comprano senza batter ciglio; anche un problema educativo e culturale, a cosa educhiamo i nostri giovani? A quali passioni?
Concludiamo questa introduzione con un testo che ci avvicina alla persona di Proust, la testimonianza di un incontro con lui da parte di Marie Scheikvitch, scritta in Souvenirs dun temps disparu, Plon, Paris 1935. Il testo qui proposto, dal titolo Proust 1905, tratto, nella sua traduzione italiana, da Marcel Proust, Giuseppe Scaraffia, Edizioni Studio Tesi:
Vidi per la prima volta Marcel Proust nel 1905 a casa di Madame Madeleine Lemaire [...]. Notai una sera, in un gruppo in fondo allatelier, un giovanotto pallidissimo con degli occhi stupendi. Si percepiva in ogni suo atteggiamento una deliziosa spossatezza; i gesti erano morbidi, le mani lunghe e fini accennavano dei movimenti armoniosi. Ora una di esse si piegava sotto il viso per sostenerlo, ora veniva a posarsi davanti alla bocca per mascherare il riso, e solo allora lo splendore degli occhi lasciava trasparire lallegria. Parlava volubilmente. Il suo sguardo errava continuamente senza dare limpressione di fissarsi, ma era cos penetrante da rendere evidente che ci si trovava di fronte ad un osservatore spietato.
La voce di Marcel Proust aveva diversi registri e, da confidenziale, poteva gonfiarsi per diventare fragorosa, e subito dopo spegnersi in un sussurro. Si esprimeva per allusioni. Da ogni sua frase emanavano una grande cortesia e il desiderio di mostrarsi affettuoso. Simponeva allattenzione degli ascoltatori e li ricompensava senza sosta con delle battute spiritose che scoppiavano nel momento stesso in cui assumeva unarietta modesta, distaccata e sembrava non interessarsi pi ai propri discorsi. Quella civetteria aveva molto fascino. Notai anche la sua cura di esprimersi con precisione, tornando su dei dettagli, scegliendo dei paragoni inconsueti, citando degli autori e intercalando qua e l una strofa di versi. La sua conversazione era di una ricchezza ricercata, la cultura vasta ed originale. Voleva dire qualcosa di molto particolare ad ognuna delle persone che accostava.
Quando ascoltava lesecuzione di un brano musicale, il suo sguardo, cos attento quando parlava, diventava allora lontanissimo: rimaneva immobile, la testa gettata un po allindietro, sembrava come appesantita dalla massa di capelli neri che lincorniciavano dombra. Poteva piegare le membra, incrociandole, come sanno fare i bambini; i polsi si rovesciavano; le gambe sattorcigliavano luna allaltra come delle liane.
Parlai di lui con molti suoi amici che mi dissero delle cose molto diverse, ma che concordavano tutte su di un punto: era diverso da tutti. Devo dire, per la verit, che parecchi di loro non credevano al suo genio letterario. []
Aveva la passione di raggiungere la verit sugli esseri umani e fece molti studi anche recandosi sui luoghi dove poteva osservarli, pur restando invisibile, mentre, nella sua clausura, continuava a riflettere sui loro casi. Se si calcolano le ore infinite in cui rimaneva chiuso in casa a formulare le sue osservazioni, si capisce che passava al setaccio tutte le informazioni che riusciva a raccogliere. La ricerca sestendeva non solo alle persone, ma anche ai pi intimi oggetti di loro appartenenza.
Buona lettura!... e buon compleanno, caro Marcel.
7 luglio 2011