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Dalla porta di emergenza

di Mauro Di Fabrizio
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Pubblicato il 31/03/2020 15:04:58

Passami la palla che faccio canestro pap disse Andrea.
Agli ordini comandante, vai tua! rispose Pap Leo.
Andrea inorgoglito E vai super punto!.
Grande lo hai fatto anche da tre! esclam Leo.
Il sole scaldava quell'atmosfera di felicit e quiete, di gioco di serenit, sapori del tempo che si gustava in attimi di armonia e il silenzio quello soave faceva volteggiare gli uccelli sopra la loro casa di campagna.
Il giorno seguente: Svegliati che devi andare al lavoro pigrone sussurr la moglie Marta.
Leo: Daccordo piccola mia cercher di fare in fretta, ho anche una riunione molto importante per le 9:30 in direzione.
Pioggia forte battente si era inoltrata dopo la giornata di ieri ben assolata, molti tuoni e vento facevano da sfondo a questinizio di mattina e dopo i saluti alla famiglia, la vita lavorativa stava prendendo vita.
Ore undici, uscirono tutti i superiori ma senza il signor Leo, mentre tutti si domandavano dove fosse finito, dato che neanche in stanza della direzione era presente.
Al lavoro aveva dedicato tutta la vita per sua moglie, suo figlio e sua figlia
Silvia, un treno era passato e laveva colto, da vero eroe della quotidianit.
Signore, signore, ei dico a lei riesce a sentirmi? disse il custode dei giardini adiacente alla piazza principale.
Si sono pu frastornato ma ora la sento bene.
Scusi come si chiama?. il custode disse.
Leo, mi chiamo Leo rispose.
Il custode Carlo: Ma cosa fa qui in questo quartiere a dormire su questa panchina? Non lho mai vista prima dora.
Ci sono sempre stato forse lei non si ricorda di me, sono il mendicante del posto, credo il pi famoso a Como. Ribatt Il signor Leo.
Una foto tra le mani e una sigaretta accompagnavano il suo cammino verso una direzione che lo port in un bar del luogo, dove si sofferm per rifocillarsi un po' e magari mangiare un boccone. Quando vi entr vi erano poche persone perch era molto presto, si avvicino al banco e non avendo monete, chiese solo acqua da bere. Accese un'altra sigaretta mentre osservava attentamente la foto che aveva perennemente in mano. Il bar man gli disse: ti vedo male amico, cosa successo per portarti ad arrivare a tanto?. Leo rispose: anche se non sono affari tuoi, ti dico solo una cosa caro mio: gli eroi cadono ed alcuni muoiono. Il bar man: Io non credo agli eroi se non agli uomini veri, che dopo estreme difficolt afferrano il timone di una nave per cambiare rotta o per non entrare in collisione con un ostacolo, per arginarlo.
Dici bene te. Rispose a voce alta Leo: io nelle mani ho fumo e un sogno, due cose che di sostanza non sono.
Lo dici te amico mio replico il giovane barista Ken. Le tue sigarette sono un pretesto per annullarti, vanificare la tua vera identit e poi guarda un bambino riesce con un disegno a dar forma e vita alla propria fantasia, ai propri sogni.
L: Io non so proprio dove vuoi arrivare ragazzo!. Stizzito sbatt sul bancone il bicchiere mezzo vuoto e se ne and.
La sua vita passava da una parte a laltra senza meta fino a giungere una mattina sotto la pioggia battente, davanti ad un portone di un grande edificio, prov ad aprire quella porta per ripararsi ma era chiusa.
Allora si mise sotto la piccola tettoia che aveva lentrata della porta e un poco si riusc a riparare.
La pioggia cal e lui si incammin, fece circa un chilometro poi si ferm e torn indietro come se si fosse smarrito e buss forte a quella porta.
Dopo alcuni minuti qualcuno gli apr
Scusi lei chi ? disse un uomo vestito con giacca e cravatta.
Leo lo guard fisso e non rispose.
Gli gir le spalle e se ne and via correndo forte fino a star male e a non respirare bene. Si accasci a terra e perse i sensi.
Poi una voce dolce cerc di svegliarlo: ei pigrone non vorrai mica fare tardi al lavoro, vero amore?.
Leo si alz dal letto di scatto come se fosse impaurito e disse: Marta oggi telefono e dico che non vado o cose ben pi importanti da fare
C il sole vi voglio portare al mare!.

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