Pubblicato il 17/07/2018 07:01:15
Poema dellaltrove
Prologo
Fummo nella dimenticanza di noi stessi eterni. Una lontananza incalcolabile defin la percezione dello spazio. Linganno futuro non parve pi inaccessibile. La Ragione e la Musa scelsero templi dalle soglie ardenti. Ne delimitarono lo spazio oracolare. Avvenne il trionfo, nonostante i divieti. Nel cerchio purissimo, nel punto glorioso, lIo e lEternit dialogarono a lungo.
Scena della vestizione (con voce fuori campo)
Eleusi mi addestr alla morte.
Non fu necessario giungere, piuttosto liberarsi e semplicemente essere.
Mi concesse la dea una vestale esperta di misteri.
Dimenticare. E vedere, udire unicamente il tutto.
come sfilarsi una collana disse E mi tolse anelli bracciali e corpetto.
Non pi indefinita e inquieta la suprema dimora.
Ma la veste invasata di vita, sulla pelle tessuta e cucita non fu dato strapparla.
La libert, in tutta la sua ampiezza, violava linvolucro della carne.
Incollerita mi cacci dallAde. E me ne andai come da una festa, sfilandomi adagio la collana.
La stillante tenerezza vide la sua piet inondare il corpo delle cose.
Scena del commiato
Eucls, prenditi cura di me. Dal ricordo della vita difendimi e dalla trenodia dei lamenti. Il ruvido signore ha ghermito la mia veste azzurra. Presto, prima che si spezzi il volo. Pi presto, che non sorga il giorno dopo la paziente luna. Prima che sia lultima questa rosa dalle cento foglie al tuo pallore affine. PPP
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