Pubblicato il 24/02/2020 23:33:13
Vieni con me. Questa notte ti porto Pel paese mio che come gatto acciottolato siede a piedi di collina di torti ulivi abbellita e si speca narciso nel Tigullio mar, santuario de cetacei. Silenti son le vie del centro Dai medievali ciottoli Di risonante pietra, via Roma di case stretta che come un rivo procede diritta e a un tratto sassurge di Santo Stefano alla gloria perpetua. Non suoner per noi stanotte la campana, ma aspetta; alta ancora la luna con le sideree stelle. Corri con me tra i portici antichi color de Fieschi, asconditi e svelati come Siringa con Pan gagliardo e aitante che pi desiderosa desser trovata che non di fuggire a un tratto in flauto si tramutata per esser presa e musica divenire. Gi dagli operosi forni sespande fragranza di focaccia e marinare forme che innumerevoli Vulcano nel cuore della notte bianchi di farina al loro pane danno. A casa i bimbi loro dormono e le mogli; scambieranno al far del giorno posto nei giacigli ma ancora nostra questa notte, prendi la mia mano e andiam l verso dove il mare scuro imbibisce lorizzonte. Si apre tra le case piazza del Comune Da malnata gente comandato: Ma quanto bello nel sublime Imaginifico silenzio Di un notturno cielo stellato? Separa ferrovia la terra e il mare Ma bastan poche scale Ed ecco stagliarsi scura sul litorale La statua imponente dellammiraglio In tutto il mondo noto pel suo navigare. Sublime imaginifico delluomo il suo sognare Ardito e lincondizionato osare Ch alcun limite conosce Se non ci che riesce a immaginare. E cos noi, creatura figlia del tempo che con me hai scelto sulla notte di trionfare. Rugge il mare su la scogliera E sbuffa, Sciaborda tra le pietre scintille bianche di sale grevi innalza ancora e ancora nel suo eterno tentennare. Asciuga la sabbia umida londa lasciva Che nuova torna dopo lantica A bagnare i piedi di te Che quasi nuda corri ed eccitata ridi Nella notte immensa che intorno a noi Sadima. Lascia che su di noi si chiuda E al mondo nasconda I nostri damor sospiri E le carezze immense E i baci profondi e pieni Dellimaginifico sublime Di un amore senza psiche. Non a caso tu hai nome Alike, o creatura del mare oceano e non ricordo pi se in esso ti sei tuffata per divertirti ancora o dallonda sei emersa come Venere signora e mi abbagli col tuo primo sorriso, e mi confondi ognora ch tanta bellezza non data per occhio mortale esser compresa. Nereide Alike di spuma adorna dallocchio scuro che di mandorla ha la forma stringimi forte perch paura pi non abbia del tempo che fugge e dellalba che presto far impallidire le ore tarde del nostro vivere sublime. Ma tu gi non pi ascolti parole che io non posso dire e adagi sulla rena il giovane corpo ambrato in attesa della danza che entrambi da tempo abbiamo atteso. Da qualche parte sulla passeggiata un gabbiano stride Mentre si accende in me la torcia da portare In te, tempio di Ebe; e le labbra schiudi sul dolce volto e la schiena inarchi in questo tutto nostro divenire; qui ci darem la mano, Alike, che la vita adesso solo un sogno da non sprecare. Questa notte io e te siamo imaginifico sublime.
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