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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Quella volta che(5)…

di Lorena Turri
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Pubblicato il 13/04/2010 14:22:01

… nelle sere d'estate, da bambina, insieme alle mie amichette, andavo per lucciole da mettere sotto un bicchiere così da trovare, al mattino, un soldino con cui comprare il gelato a merenda. Ma i bambini si sa, nella loro ingenuità sono anche furbi e, appena apprese le prime nozioni di aritmetica, risolvemmo che se una lucciola fa un soldino, più lucciole fanno più soldini. Perciò, sotto quei bicchieri (e sceglievamo persino i boccali da birra!), mettevamo reggimenti di lucciole.
Ma si dà il caso che anche i genitori siano furbi (più dei bambini!), tant'è che per giustificare che il nostro assunto non era valido, ci dissero che le lucciole maschio non fanno soldini. Ecco perché, nonostante quei reggimenti, i soldini scarseggiavano. Alcune mie amichette si ritenevano molto sfortunate nel catturare sempre tanti "luccioli" e pure io provai a convincermene.
Ma, poiché non ho mai creduto molto alla fortuna, andai in biblioteca (di nascosto a mia madre - che cosa trasgressiva! -) a informarmi sulla vita delle lucciole.
Imparai, ahimè, che i maschi non emettono luce e tirai subito le mie logiche conclusioni: se non emettono luce, nel buio io non posso vederli, quindi non posso catturare maschi. Ergo: mia madre mente!
E fu così che scoprii che le lucciole non fanno i soldini!
Allora, tanto per non darmi per vinta, come Pochettino, cominciai a spazzare i pavimenti di casa per vedere se trovavo un soldino, con grande gioia di mia madre che aveva sempre dei pavimenti pulitissimi!
Amo le lucciole per questo, per queste storie di e da bambini che allietavano le nostre estati e per quell’alone di magia che le rendevano tanto misteriose e affascinanti.
Dove vivo, pur non essendo aperta campagna, in estate se ne vedono ancora molte. Dal mio terrazzo m’incanto a guardare quei piccolissimi punti luce intermittenti che mi conducono in un mondo fantastico e meraviglioso.
Un mondo fatto di piccole dimensioni ma enormi valori, così diverso e distante dal mondo gigante che respiriamo ogni giorno.
In quel mondo minuscolo, un piccolo punto luce intermittente è un cuore che pulsa, un’anima che palpita, è la Vita.
E nichilismo è non avere occhi, occhi per “mirare”. Mirare come Leopardi, che mirava sedendo. O come Matsuo Basho:

“se guardo attentamente (yoku mireba) vedo il nazuna in fiore presso la siepe".

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