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🖋 Premio Il Giardino di Babuk - Proust en Italie - VIII edizione 2022
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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San Giovanni Battista

di Angela Venditti
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Pubblicato il 17/06/2022 10:45:24

Si odono scoppi nel ciel infinito

Si vedono i primi fumi volare

Chi s’incammina senza dormito

Chi si sveglia dal lor richiamare

 

Ed il parroco attende a pronto dente

La lenta folla sopraggiungere

Sulla sponda occidentale s’arresta la gente

Ed umanamente si tace nel personale pungere

 

Ascoltano silenti

La cerimonia annuale

Il battesimo dei viventi

Dal nome augurale

 

Alla benedizion poi del rio secco

Tutti apprestarsi nel suo lavaggio

Chi si sciacqua anche il viso lecco

Chi solo i piedi a faggio

 

Chi raccoglie la fresca acqua corretta

Per gl’infermi che non possono assistere

Chi se ne purifica l’anima non retta

Chi continua con l’allontanarsi per persistere

 

Nel mezzo del via vai

Qualcuno da lassù da inizio

All’asta che rende propizio

Quel giorno vivo come non mai

 

Uno, due, tre, e si batte cassa

Si da seguito alla raccolta

Per portar in sofferenza la volta

E allor ci si allontana dalla massa

 

I vicoli vestiti a fiori in porge

Da color che han fatto sacrificio di conte

Ora vengono a brillar dal sol che sorge

Dietro quel nostrano Bello Monte

 

Gli uomini e le donne sono in norma

Son pronti per la processione

Che lenta passeggia tra il nessun dorma

E intanto s’accingono alla devota visione

 

Tutti al loro posto

Chi reca in man la bandiera

Chi il cero di mosto

Chi le spalle ha da reggiera

 

La statua si affaccia sulla soglia

E la banda suona ricca e veemente

Gli alti suoni s’intrecciano all’umana voglia

Tutti urlano il nome ed applaudono vivamente

 

Inizia il cammino

L’Inno nel canto

Inizia il mattino

Il giorno del santo

 

Lungo le antiche rue

E poi per i più moderni corsi

La scia si ricca di dorsi

Che festosi sorridono al bue

 

In fronte del comune paese

Il vescovo d’oltre confine territoriale

Ricorda ai fedeli il fine della vita mondiale

E subito il frastuono arricchisce la maese

 

Occhi all’azzurro

Parole in caraffa

Mani di burro

Incudine a staffa

 

Ed il cammino prosegue avanti

E fa ritorno alla partenza

Per ringraziar i suoi fanti

Ed in salmo render reggenza

 

Molteplici e fantasiosi addobbi di colori

Si respirano e si vedono nel complesso

Unica è la fusione dei vecchi e nuovi sapori

Tipica per noi, ma non per lo straniero amplesso

 

La nostra scacchiera tradizionale

Viene ogni anno ad arricchirsi nella conoscenza

Viene apprezzata e vissuta nella sua vera essenza

E non usata solo come giorno di svago banale

 

Volti sconosciuti si scoprono meravigliati

E noi li ringraziamo per averci pigliati

Come nozione da usar in spunto d’abbigliati

Per un protagonista degli antichi accigliati

 

Metro: 19 quartine di versi liberi in rima alternata e incrociata

 

Giugno 2006

 

©AngelaVenditti77

 

Dedicata alla Festa di San Giovanni Battista, Santo Patrono del Comune di Civitella Roveto (AQ), e che si tiene tutti gli anni il 24 giugno.


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