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Isles du vent

di Quin
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Pubblicato il 18/11/2022 15:54:27

ISLES DU VENT

 

Nasci ed è con te che nasce il mondo

Qualcosa è vivo, solo questo sai

Dritta è la via ma intanto giri in tondo

Dal centro muovi i primi passi e vai

Tutto è nuovo, tutto è appetibile

Tahiti è là, potente e invincibile.

 

Distingui il mondo in questo e quello

Lo assaggi per tentativi ed errori

Chiami “male” il dolore, il bene “bello”

Incerto dentro dubiti del fuori.

Trovi un nome per l’indescrivibile

Tahiti pare forse il più plausibile.

 

I piedi in terra e la testa più in alto

Scopri il potere dell’essere vivo

Ciano il cielo il mare cobalto

Gialla la sabbia e tu argento vivo

Solo una cosa è certa e intellegibile:

Tahiti dovrà essere accessibile.

 

Ma sei un ponte di antichi sassi

E il tuo saltare al di là è incerto

Come completerai dei nuovi passi

Se il fuoco del tuo sguardo non è aperto?

Sugli occhi hai un velo impercettibile:

Così nascosta Tahiti è invisibile

 

La varietà dei fatti dà calore

Al tuo sentirti singolare al mondo

Guitto tra i tanti o tu lo spettatore?

Fra il tuo canto e l’orchestra in sottofondo

Oscilli eppure resti impassibile:

Tahiti è così tanto imprevedibile?

 

Nell’aria sono odori inusitati

Che vengono da un tempo in cui non eri

Sganciano molle che fino a ieri

Erano solo cavi non tesati.

Sei afflitto da un male inguaribile

Tahiti è splendida, e terribile.

 

Il tempo curva, il tempo t’innamora

Come una corda ti piega e ti annoda

Non scorderai facilmente quest’ora

Non c’è una fibra che non soffra e goda.

Accade a te, sembra incredibile:

Tahiti non sarà condivisibile?

 

Hanno il sapore dei sogni più strani

Il corpo che sorpassa ogni antefatto

I giochi degli sguardi e delle mani

Del gusto, della vista, dell’olfatto,

Ma lo sapevi, era concepibile:

Tahiti, è il comburente e il combustibile

 

Nemmeno cosa fosse ti chiedevi 

Se Siano linee dritte oppure cosa

Come lungo un’iperbole correvi,

Che fosse una parabola insidiosa

Soltanto poi ti è stato comprensibile:

Tahiti a volte sembra irraggiungibile.

 

Un nome vivo, un infausto accidente

Ma se l’eclissi sa il sole cancellare

Un’acqua limacciosa e opalescente

Non può in alcun modo intorbidare

Un mare dal calore percepibile:

Però Tahiti è ancora vivibile?

 

Non più che simulacri d’indigenza

Inferni o paradisi da riempire

Quelle parole: “intimità”, “accoglienza”

Che il vivere nel tempo sa sfoltire:

Alla mente comunque inattingibile

Solo col corpo Tahiti è conoscibile

 

Mentre la notte diventa infinita

Fra lampi bui di un tempo svuotato

Che ti ha scacciato al bordo della vita

Solo a guardare il presente da un lato

Come un attrezzo inusato e inservibile,

Oggi per te Tahiti è inagibile?

 

L’avevi letto in letteratura

O a colori sul bianco di schermi

Sapevi già che nessun sogno dura

E che non era un gioco per inermi

Cerchi una terra ancora percorribile

Ma Tahiti non è sostituibile

 

E ti racconti favole da poco

Melodrammi che incantano gli sciocchi,

Quasi una fede, molto più che un gioco

Qualcosa che non vedi e che non tocchi

Però lo sai – è un fatto imprescindibile

Che a Tahiti il mare è inesauribile

 

Il viaggio è lungo da Thule lontana

Il mare è un male per generazioni

Ma issati sulla coffa di mezzana

Gridiamo: “Terra” cantando canzoni

Se il nome vero è per ora indicibile

Tahiti ha un profilo inconfondibile

 

Che se è violenta ogni dittatura

E lascia segni che non vanno via

E l’euforia è contronatura

E la pace un istante di follia

Non c’è ferita che sia inguaribile

E Tahiti in questo è infallibile

 

Anche il calore è un fatto volontario

Dimentichi chi sei, e sai che siamo

Anche se tutto ti dice il contrario,

Come le gocce, a volte ci fondiamo

In un composto pur sempre scindibile:

Tahiti è qui, la senti è percepibile.

 

Nel caos che muove la materia inerte

Ogni bisogno è voglia ed espediente

Forme serrate diventano aperte

Ma mentre il nuovo muore e il vecchio è niente

Ci sono istanti di vita avvertibile

In cui Tahiti diventa possibile.

                                            QuinNov22

(Thanks, from mind and soul, to V. Woolf, for her “Tahiti becomes possible.” The waves. 1931)


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