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Addio ad Afrodite

di Quin
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Pubblicato il 14/09/2023 23:26:00

ADDIO AD AFRODITE

 

Questa città in cui vago è straniera:

se anche era mia negli anni passati

oggi mi sfuggono i codici e i dati,

ci vivo mendicando e mi vergogno,

come di un pube diradato e spoglio

che misconosco e poco e male voglio,

mentre trascino aspettando la sera.

 

È bella Afrodite e leggera,

la pelle scura dai toni sfumati,

crespi i capelli e, sul collo, intrecciati,

i gesti ingenui intanto che si avvera

come un albero snello e vitale,

compiutamente presente e reale,

in un’immagine simile a un sogno.

 

Non però un sogno del mio futuro,

solo un ricordo di quello che è stato,

un mondo irrimediabilmente andato,

dove cercava risposte un bisogno

che oggi a trovarle non saprebbe usare

perché non ha in sé nulla da dare,

ora che via gli svanisce il futuro.

 

Non ho più i mezzi per desiderarla:

mi arriva la sua voce, è a me che parla,

ma manca in me una risposta da dare.

 

Se la sua pelle ha bagliori di perla,

sciolta nell’acido non posso berla,

lei così viva, in me è morto il mare.

                                                 QuinSett23

 

 


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